di Ansa

(ANSA) – NAPOLI, 13 GEN – Musiche di Robert Schumann e
Johannes Brahms nel concerto del pianista Vincenzo Maltempo che
inaugura al Teatro Sannazaro di Napoli la programmazione 2026
dell’Associazione Alessandro Scarlatti presieduta da Oreste de
Divitiis. “Questo appuntamento – sottolinea Tommaso Rossi,
direttore artistico della Scarlatti – accoglie a Napoli un
interprete che ha saputo conquistare pubblico e critica grazie a
un’identità artistica straordinaria, legata al monumentale
lavoro di riscoperta dell’opera di Charles-Valentin Alkan, ma
anche alla sua originalità nell’affrontare opere di grandi
compositori come Liszt, Schumann, Dukas, Lyapunov e Skrjabin”.
Il concerto si terrà giovedì 15 gennaio (ore 20.
30).
Il programma presentato da Vincenzo Maltempo si apre con
l’esecuzione di ‘Widmung’, il primo Lied della raccolta ‘Myrthen
op. 25’, composta da Schumann nel 1840. La versione proposta
offre all’ascolto la trascrizione di Sergio Fiorentino,
“celebratissimo maestro ed insigne pianista napoletano –
aggiunge Maltempo – che, contrariamente al virtuosismo della più
celebre trascrizione di Listz, si distingue per una fedeltà
poetica assoluta, restituendo sulla tastiera la purezza e la
trasparenza della linea vocale originale”. Segue la ‘Grande
Sonate op. 14 in F minor’, composta per pianoforte da Schumann
nel 1853 e nota con il titolo di ‘Concerto senza orchestra’.
La seconda parte del programma si apre con i ‘6 Klavierstücke
op. 118’ che rappresentano il ‘tardo stile’ di Brahms, dove il
virtuosismo degli inizi scompare per lasciare spazio a una
dimensione musicale scarna, quasi metafisica. Dal celebre
‘Intermezzo in La maggiore’ alla tragica e spettrale ‘Ballata in
Sol minore’, l’op. 118 è un viaggio tra ricordi e rassegnazione,
filtrato da una sapienza armonica che preannuncia una tensione
compositiva che avrà poi massima espressione nel Novecento. In
chiusura viene proposta la celebre ‘Passacaglia’ di Brahms,
opera articolata in 30 variazioni su un tema ostinato. “Eseguire
questo capolavoro al pianoforte – conclude Tommaso Rossi – è
un’operazione di estremo interesse critico, specialmente nella
trascrizione curata dallo stesso Vincenzo Maltempo che del tema
originale offre una nuova e vibrante prospettiva solistica”.
(ANSA).
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di Ansa
