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Scoperte migliaia di orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio – Terra e Poli

today15 Dicembre 2025 16

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Scoperte migliaia di orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio, lasciate circa 210 milioni di anni fa da branchi di grandi erbivori. Le tracce, riconoscibili su pareti di dolomia quasi verticali, formano piste lunghe centinaia di metri e sono così ben conservate che alcune presentano perfino segni di dita e artigli. Lo annunciano Regione Lombardia e il paleontologo Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano.
“E’ una vera e propria ‘valle dei dinosauri’ che si estende per chilometri: è il sito più grande delle Alpi e uno dei più ricchi al mondo“, afferma l’esperto.

Scoperte migliaia di orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio


 “Si tratta probabilmente della più importante scoperta paleontologica sui dinosauri italiani dopo quella di Ciro“, dice Dal Sasso all’ANSA. “Questo luogo era pieno di dinosauri: è un immenso patrimonio scientifico che richiederà decenni per essere studiato, anche perché il sito non è raggiungibile con sentieri e per esaminare le orme si dovranno impiegare droni e tecnologie di telerilevamento“.

 

Video Scoperte migliaia di orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio

Le camminate parallele dei dinosauri “sono prove evidenti di branchi in movimento sincronizzato e ci sono anche tracce di comportamenti più complessi, come gruppi di animali radunati in cerchio, forse per difesa“, precisa l’esperto. Questi esemplari si muovevano lungo le rive lambite dalle calde acque dell’Oceano Tetide, in un ambiente simile a quelli delle aree tropicali attuali, con piane di marea che si perdevano all’orizzonte per centinaia di chilometri. L’attuale posizione quasi verticale delle orme non è quella originaria, ma è conseguenza delle deformazioni che hanno portato al sollevamento della catena alpina.

La scoperta, che porta in primo piano le Alpi valtellinesi a meno di due mesi dall’inizio dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina, si deve al fotografo naturalista Elio Della Ferrera, che lo scorso 14 settembre si trovava nella Valle di Fraele per fotografare cervi e gipeti. Durante l’escursione ha notato le orme affioranti (alcune delle quali arrivano fino a 40 centimetri di diametro) e ha scattato le prime immagini, subito inviate al paleontologo Dal Sasso e alla Soprintendenza.

Secondo le prime analisi, le orme potrebbero appartenere a dinosauri prosauropodi del Triassico Superiore, ovvero erbivori dal collo lungo e testa piccola che sono considerati gli antenati dei grandi sauropodi del Giurassico come il brontosauro. Di corporatura robusta, i prosauropodi possedevano artigli appuntiti sia sulle mani che sui piedi. In alcune specie, gli adulti potevano raggiungere i 10 metri di lunghezza. Gli scheletri di diversi esemplari sono stati rinvenuti sia in Svizzera che in Germania.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



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Scritto da: redazione

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