Il confine tra cinema e videogiochi è sempre più sottile, non solo per quanto riguarda gli adattamenti, ma anche sul piano tecnico, dove i due mondi continuano a scambiarsi strumenti e linguaggi. E se questa distanza continua a ridursi è perché, alla fine, funziona: magari non convince sempre la critica, ma al botteghino rende eccome. E Five Nights at Freddy’s non fa certo eccezione.
In dieci anni il franchise videoludico di Scott Cawthon ha generato una dozzina di titoli tra spin-off e non, entusiasmando il web con la sua lore e le sue teorie. Il passaggio sul grande schermo era solo questione di tempo. Adesso, due anni dopo, torna al cinema con Five Nights at Freddy’s 2, sequel del fortunato primo capitolo della saga diretta da Emma Tani con Josh Hutcherson protagonista.
Un sequel ancorato al videogioco
Ambientato un anno dopo gli eventi soprannaturali del primo film, la storia di Freddy ha ispirato il primo “Fazfest” in assoluto, una festa locale kitsch che dimostra che alcune leggende dovrebbero rimanere sepolte. Mike (Josh Hutcherson) e Vanessa (Elizabeth Lail) hanno fatto di tutto per proteggere Abby (Piper Rubio) dalla verità sui suoi amici animatronici, ma quando lei esce di nascosto per cercarli, la sua decisione riaccende orrori che non avrebbero mai dovuto essere portati alla luce.

Five Nights at Freddy’s 2 continua l’adattamento della saga videoludica ampliandone ambienti, personaggi e meccaniche. È un sequel “scolastico”, che segue la struttura del gioco quasi come fosse un compito da svolgere. Probabilmente ciò dipende anche dalla forte supervisione di Scott Cawthon, il quale – nel tentativo di mantenere saldo il legame con il pubblico più affezionato – sembra rinunciare a dare al film un’identità distinta rispetto al videogioco. Se il primo capitolo sapeva prendersi meno sul serio, questo secondo film appare invece costruito per aderire in modo diretto al secondo gioco della serie, recuperandone gli elementi iconici e rielaborandoli per la narrazione cinematografica.
Più horrror, ma a che costo?
È ovvio che chiunque si appresti a vedere un film come Five Nights at Freddy’s 2 sappia perfettamente a cosa va incontro. Come spesso accade in questo genere di opere, non ci leghiamo al valore della sceneggiatura: è chiaro che la Blumhouse e il team Cawthon-Tani vogliano coinvolgere di nuovo esclusivamente gli appassionati della saga, quelli che saltano dalle poltrone al più piccolo degli easter egg e cantano le canzoni del videogioco durante i titoli di coda.

C’è comunque la voglia di accentuare ulteriormente la componente horror rispetto al primo film: in questo senso la new entry della Marionetta (insieme alle sue versioni umanoidi possedute, con una McKenna Grace particolarmente ispirata) riesce a essere davvero inquietante, come si vede già da questa promo di Five Nights at Freddy’s 2. Eppure resta sempre la sensazione di un orrore trattenuto, come se ci fosse il freno a mano tirato. Il PG-13 si avverte chiaramente e la quantità di jumpscare, alcuni dei quali anche piuttosto cheap, non fa che rafforzare questa impressione.
Una storia complicata e senza mordente
Nel mescolare la trama originale del primo film con il materiale del secondo videogioco, Five Nights at Freddy’s 2 finisce per risultare piuttosto confuso. Il film accumula un plot twist dopo l’altro senza costruzione né pathos, come se l’unico obiettivo fosse incastrare ogni elemento a forza nella lore.

Il risultato è che – forse ancor più che nel primo capitolo – a rimetterci è la recitazione: il cast appare sottotono, senza il tempo né lo spazio per dare respiro ai personaggi o farli crescere davvero. Quantomeno, gli attori sono circondati da animatronics sempre più convincenti, la cui resa pratica e tecnica sembra migliorare di film in film (e con una CGI quasi del tutto assente).
Five Nights at Freddy’s 2 è un film che sembra parlare esclusivamente a chi ha giocato ai videogiochi e vuole vedere un gameplay live action: guarda se arrivano gli animatronics posseduti; accendi la torcia; indossa la maschera per non farti riconoscere. Se siete tra i fan della saga non resterete delusi (anche se il livello è basso pure per questo pubblico), mentre è un titolo che non avrà nulla da dire agli spettatori più casual.
