Cinema

Questo film Pixar sottovalutatissimo è ispirato a un capolavoro di Akira Kurosawa

today4 Dicembre 2025 17

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L’ispirazione è spesso la scintilla da cui nascono opere d’arte destinate a lasciare un segno, talvolta trasformandosi in piccole perle ingiustamente dimenticate. È ciò che è accaduto a uno dei film più sottovalutati della Pixar, che molti dovrebbero riscoprire e che, sorprendentemente, affonda le sue radici nella filmografia del genio Akira Kurosawa, traendo spunto in particolare da uno dei suoi capolavori più influenti.

Stiamo parlando di A Bug’s Life:Megaminimondo, secondo lungometraggio animato dello studio, è infatti una brillante commedia per famiglie che racconta le vicende di una colonia di formiche oppresse da un gruppo di spietate cavallette. Nonostante il tono leggero e lo stile vivace, l’intero impianto narrativo del film è un remake animato del seminale dramma storico del 1954 I sette samurai. Attenzione spoiler sul film Pixar e sui Sette Samurai

La pellicola Pixar ripropone infatti la stessa struttura: la formica Flik, inventore impulsivo ma determinato, tenta di salvare la propria colonia dai predoni guidati dal crudele Hopper, ricalcando la condizione dei contadini di Kurosawa che vivono nella paura costante delle razzie dei banditi. Il viaggio di Flik verso una città di insetti costruita tra i rifiuti ricorda la missione dei villaggi che, nel film del 1954, si spingono a cercare samurai disposti a difenderli.

La differenza sostanziale è che Flik non trova veri guerrieri, bensì un gruppo di artisti circensi che scambia per combattenti esperti, un espediente narrativo vicino alla commedia Three Amigos, dove gli abitanti di un villaggio confondono tre attori per autentici eroi. Allo stesso tempo, I sette samurai ha ispirato numerosi adattamenti, tra cui il celebre western I magnifici sette, popolato da pistoleri e combattenti reali, mentre gli insetti circensi della Pixar, proprio come i Tre Amigos, si ritrovano coinvolti in uno scontro pericoloso senza possedere alcuna competenza marziale. Queste varianti dimostrano la straordinaria capacità di un soggetto classico come quello di Kurosawa di adattarsi ai generi più diversi, trasformandosi di volta in volta senza perdere il proprio nucleo narrativo.

Un’altra grande differenza è il tipo di protagonista: mentre in I sette samurai il racconto è corale e guidato dall’onorevole Kambei Shimada, in A Bug’s Life l’attenzione converge quasi interamente su Flik, sul suo percorso di crescita e sulle sue soluzioni ingegnose, che culminano nell’affrontare Hopper non con la forza, ma con l’astuzia. Il suo discorso finale convince la colonia a ribellarsi, portando allo scontro decisivo che vede Hopper sconfitto da un uccello, una conclusione dura ma comunque molto più adatta a un pubblico giovane rispetto alla tragedia che segna la fine del film di Kurosawa, dove diversi samurai sacrificano la propria vita per salvare il villaggio. Ovviamente, il finale della Pixar è più luminoso, più ottimista, e celebra il valore dell’ingegno e della collaborazione.

La reinterpretazione di A Bug’s Life conferma quanto Akira Kurosawa abbia plasmato archetipi narrativi universali, capaci di attraversare decenni e medium differenti. La struttura di un gruppo di outsider che accetta di proteggere una comunità oppressa continua a riecheggiare nel cinema e nelle serie contemporanee, da Rebel Moon di Zack Snyder a episodi di The Mandalorian. L’influenza di Kurosawa si estende inoltre a capisaldi come Star Wars, che deve molto a La fortezza nascosta, e al western di Sergio Leone Per un pugno di dollari, derivato direttamente da Yojimbo. È affascinante pensare che molti spettatori cresciuti con un film per famiglie come A Bug’s Life scopriranno solo in età adulta quanto profonde siano le sue radici nel cinema di Kurosawa, che ovviamente consigliamo di recuperare tutta la sua incredibile filmografia.



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Scritto da: redazione

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