L’arte culinaria immortalata negli
anime giapponesi di grandi autori come Hayao Miyazaki, Eichiro
Oda e Masashi Kishimoto è al centro della mostra ‘Itadakimasu.
Le storie nascoste della cucina degli Anime’ in programma allo
Spazio Varesina 204 a Milano fino al 4 aprile.
Curata dal food influencer @pranzoakonoha (Sam Nazionale)
assieme alla scrittrice Silvia Casini, ideata e prodotta da
Vertigo Syndrome, l’esposizione accompagna il visitatore in un
viaggio alla scoperta della gastronomia e della cultura
nipponica attraverso nove sale con 16 video-ricette originali,
38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin
sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio
Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le
illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti
interattivi.
Si parte dal Santuario di Inari, divinità del raccolto,
dell’agricoltura e della fertilità dove è spiegata la differenza
tra washoku, l’arte culinaria tradizionale, e yōshoku, i piatti
occidentali adattati ai gusti giapponesi a partire dall’Epoca
Meiji. Attraverso Hanami, la sala della fioritura dei ciliegi,
la sala dei bento, i portapranzo giapponesi, permette di
imparare a creare gli onigiri, i “tako-wurstel” a forma di polpo
e le Bunny Apples, mele intagliate a forma di coniglio. La sala
Ramen, dedicata alla tipica zuppa, precede Il Banchetto dei Kami
ispirato a La città incantata di Hayao Miyazaki, si passa poi
all’estate giapponese, al Cafè con karaoke, al Natale giapponese
fino all’incontro fra il Giappone e il mondo
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