A volte il cinema sembra andare troppo avanti: e questo ci hanno dimostrato alcuni film di fantascienza che con la loro raffinata tecnologia erano convinti di scrivere soltanto una pagina del genere scifi, e invece, involontariamente hanno anticipato la storia.
Ecco 5 film di fantascienza che hanno predetto il futuro:
- Her;
- Total Recall;
- Minority Report;
- The Truman Show;
- The Net
Her di Spike Jonze ha anticipato l’impatto quasi vitale che l’intelligenza artificiale avrebbe avuto su di noi, soprattutto con l’introduzione dei chatbot che per molti sono diventati compagni ideali per combattere la solitudine. Nel film, Joaquin Phoenix è Theodore, un giovane che si innamora di una sorta di Alexa. Total Recall, invece, ci ha portato in futuro distopico dove un uomo, comprando un apparecchio di memoria, scopre di essere stato in passato un agente segreto. Il finale di Total Recall è fuori di testa. Vi ricordate i conducenti robot? Beh Len Wiseman ha così anticipato le auto “senza conducenti” che negli Stati Uniti sono già realtà per i servizi di micromobilità e car sharing con Tesla.
In Minority Report, un algoritmo riesce a prevenire gli omicidi intercettando gli assassini ancora prima che diventino tali. Nella realtà non siamo ancora attrezzati per usufruire di questa raffinata tecnologia ma il film di Steven Spielberg ha offerto nel 2002 uno sguardo sull’utilizzo dei dati a fini pubblicitari. Ed è quello che viviamo ogni giorno quando apriamo un social network: il nostro stile di vita è segnato, in realtà, da un algoritmo. La nostra quotidianità è scandita dall’utilizzo dei social media, per fini di svago, informazione o lavorativi: a questa super connessione si accompagna quella sensazione di sapere ogni dettaglio delle vite altrui, dalle banalità agli aspetti più profondi. La stessa sensazione di “occhi addosso” che ha vissuto Truman Burbank di Jim Carrey: in The Truman Show scopriamo com’è vivere quando la tua vita è un reality, e quindi in sostanza, una farsa. Niente è autentico, tutto è costruito ad hoc. Ciò che si nasconde dietro il finale di The Truman Show è molto inquietante.
Anche The Net, sebbene non si tratti di un capolavoro, ha anticipato il furto d’identità su internet: un reato ad oggi più comune di quanto si creda ma che nel 1995 era totalmente impensabile. La pellicola di Irwin Winkler ha saputo anticipare la totale dipendenza di molti aspetti della nostra vita dalle informazioni contenute negli archivi digitali. La protagonista Sandra Bullock, la cui performance salva un po’ il film, a un certo punto afferma “Le nostre vite sono sul computer” e aveva ragione.
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