di Ansa

(di Gina Di Meo)
(ANSA) – NEW YORK, 12 OTT – Bradley Cooper si mette per la
terza volta dietro la macchina da presa e questa volta per una
lettera d’amore alla città in cui vive, New York. Dopo ‘A Star
Is Born’ e ‘Maestro’, ecco ‘Is This Thing On?’, il film che ha
chiuso la 63/a edizione del New York Film Festival e per
l’attore e regista non poteva capitare un palcoscenico migliore.
Presentato in anteprima mondiale e con l’uscita al cinema
prevista il 19 dicembre, la pellicola è stata anche scritta da
Cooper in collaborazione con Will Arnett e Mark Chappell.
La storia che racconta è ispirata alla vita dello stand-up
comedian britannico John Bishop, che in Inghilterra è una vera
star nonché un ex calciatore professionista. In particolare il
film si sofferma su una coppia sposata che si è appena separata,
dopo circa 20 anni, e che ha due figli. In questo momento così
difficile, il personaggio maschile (Alex Novak), impersonato da
Arnett, comincia la sua carriera di comico nei locali del West
Village.
Il palcoscenico diventa per lui come catarsi.
Nel cast ci sono, tra gli altri, Laura Dern, nel ruolo di
Tess Novak, Andra Day (Gli Stati Uniti contro Billie Holiday),
Christine Ebersole (Licorice Pizza), Ciarán Hinds, Amy Sedaris,
Sean Hayes, Scott Icenogle. Cooper recita anche, ma ha un ruolo
secondario, quello di Arnie, migliore amico di Alex. “C’è ancora
tanta magia in questa città – ha detto Cooper durante
l’anteprima del film per la stampa – ed è stato fantastico avere
l’opportunità di raccontare una storia che è così centrale al
film, come il mondo della stand up comedy. Sono onorato che ‘Is
This Thing On’ sia stato scelto per chiudere il New York Film
Festival visto che appunto la città fa da sfondo al film”. Il
titolo ha un doppio significato, si riferisce alla prova
microfono che fanno I comici prima di esibirsi, e anche ad un
viaggio profondo alla scoperta di se stessi. La performance è
uno strumento terapeutico per navigare la fine di un matrimonio
e per metabolizzare ciò che non ha funzionato, il tutto per
scoperte che le fondamenta su cui si basava rimangono intatte.
Per il film, Cooper ha scelto un cast di persone a lui vicine
anche nella vita, in particolare la Dern e Arnett sono amici di
vecchia data, ciò, a detta di tutti, ha creato un’atmosfera di
fiducia e uno scambio continuo di opinioni per esplorare ogni
opportunità sul set. Come sfondo sono state scelte location
familiari sia al regista che agli attori in modo da creare
autenticità nelle scene oltre che proporre una New York vera.
“Ho cercato posti – ha detto Cooper – che mi hanno consentito
di condividere la mia esperienza della città, come ad esempio la
scuola di mia figlia nel West Village o Olive Tree Café, celebre
luogo su MacDougal Street, attaccato al Comedy Cellar”. “La
città – gli fa eco la Dern – ti fa venire la voglia di fare
arte”, poi anche lei ha lodato la maestria di Cooper da regista
e la sua capacità di mettere tutti a proprio agio. (ANSA).
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