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Morto Paolo Bonacelli, il Leonardo di Benigni e lo ‘zio’ di Johnny Stecchino: aveva 88 anni

today9 Ottobre 2025 23

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Morto l’attore Paolo Bonacelli, interprete intenso e versatile, dal teatro d’autore al grande cinema d’autore, fino alla televisione. Il decesso è avvenuto nella serata di mercoledì 8 ottobre all’ospedale San Filippo Neri di Roma. Aveva 88 anni.

Bonacelli ha recitato in numerose commedie e con i più grandi registi italiani e internazionali come Roberto Rossellini (‘Anno uno’, 1974), Francesco Rosi (‘Cadaveri eccellenti’, 1975, e ‘Cristo si è fermato a Eboli’, 1979), Pier Paolo Pasolini (‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’, 1975, dove interpreta il duca di Blangis). Roberto Benigni, prima, gli affida il ruolo di Leonardo Da Vinci in ‘Non ci resta che piangere’ (1984) e poi gli offre il ruolo dell’aiutante del boss latitante Johnny Stecchino nell’omonimo film del 1991, grazie al quale ottiene il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista.

Anche la tv regala a Bonacelli la notorietà con grandi sceneggiati come, tra gli altri, ‘Madame Bovary’ (1978) di Daniele D’Anza; ‘Festa di Capodanno’ (1988) di Piero Schivazappa; ‘I promessi sposi’ (1989) di Salvatore Nocita nel ruolo del padre d Gertrude.

Le origini, dal teatro al cinema

Nato a Civita Castellana (Viterbo) il 28 febbraio 1937, Paolo Bonacelli si era formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, prima di calcare le scene teatrali con maestri come Vittorio Gassman e Luigi Squarzina. Sul palco, fondò con Carlotta Barilli la Compagnia del Porcospino e si distinse per interpretazioni raffinate, lontane dall’immedesimazione emotiva, frutto di uno studio rigoroso del testo e del personaggio.

Il cinema lo rese celebre anche all’estero. Fu il detenuto Rifki in ‘Fuga di mezzanotte’ (1978) di Alan Parker, che gli aprì le porte del successo internazionale. Ha recitato in oltre 120 film, tra i quali ‘Caligola’ (1979) di Tinto Brass, ‘Il mistero di Oberwald’ (1981) di Michelangelo Antonioni (1981), ‘Enrico IV’ (1984) di Marco Bellocchio, ‘Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti’ (1985) di Lina Wertmüller, ‘Francesco’ (1989) di Liliana Cavani (1989), vestendo i panni del Santo interpretato da Mickey Rourke, ‘Taxisti di notte’ (1991) di Jim Jarmusch, ‘Io speriamo che me la cavo’ (1992) di Lina Wertmüller, ‘La sindrome di Stendhal’ (1996) di Dario Argento (1996), ‘Panni sporchi’ (1999) Mario Monicelli, ‘Mission: Impossible III’ (2006) di J. J. Abrams, ‘Notti magiche’ (2018) di Paolo Virzì (2018). La sua ultima apparizione è nel ruolo di un prete di Alcamo in ‘In the Hand of Dante’ (2025) di Julian Schnabel, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Attore schivo e rigoroso, Bonacelli ha attraversato la scena culturale italiana con coerenza e misura, offrendo interpretazioni mai sopra le righe, sempre profondamente consapevoli. Il suo sguardo limpido e penetrante, spesso carico di ironia o inquietudine, resterà impresso nella memoria del cinema italiano. (di Paolo Martini)



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Scritto da: redazione

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