(di Bianca Maria Manfredi)
(ANSA) – MUSCAT, 05 OTT – La lirica parla anche arabo: alla
Royal Opera House di Muscat, capitale dell’Oman, ha infatti
debuttato ‘Sindbad, the Omani sailor’ (Sinbad, marinaio
omanita), prima grand-opéra scritta da un compositore arabo,
l’egiziano Hisham Gabr, su libretto di uno scrittore arabo,
Nader Salah El Din, cantata da solisti arabi, e con una
orchestrazione che include anche strumenti arabi come l’oud, le
percussioni omanite, e una cornamusa, strumento scozzese
diventato qui comune nelle marce militari e nelle canzoni
popolari. D’altronde l’Oman vuole essere un hub culturale (e
commerciale), punto di incontro fra Oriente e Occidente e anche
la cornamusa che apre l’opera né è un esempio.
La produzione, realizzata con il Mupa di Budapest, che
inaugura la stagione è un “passaggio storico”, secondo il
direttore generale e artistico della Royal Opera Umberto Fanni,
la maturazione di un percorso iniziato 14 anni fa quando la Rohm
è stata aperta, primo teatro lirico del Medio Oriente, cui sono
seguiti quello di Dubai e di Riyad, che sarà inaugurato nel
2028. Teatri che sono in qualche modo uno status symbol per i
Paesi che li costruiscono ma che devono trovare un pubblico.
L’Opera House di Muscat lo sta facendo (gli spettatori arabi
sono passati dal 10 al 21%) con un programma di 130 alzate di
sipario annue che include jazz, balletto, programmi educativi, e
ha due pilastri: il programma arabo e la lirica con quattro
titoli l’anno (64 quelli messi finora in scena).
Pochi i titoli
assolutamente off limits (fra questi Cavelleria Rusticana,
Nabucco, Salomé e Don Carlos), non per i temi scabrosi (Carmen e
Traviata sono stati fatti) ma per i riferimenti espliciti alla
religione. A volte le opere sono adattate per venire incontro a
usi e costumi dell’Oman, Paese tollerante ma comunque musulmano,
aperto all’innovazione ma senza rinunciare al suo aspetto
tradizionale dall’abbigliamento, con dishdasha bianco per gli
uomini, all’edilizia (vietato ad esempio costruire grattacieli e
tutti gli edifici oltre i 12 piani). “Per me la musica viene
prima di tutto, per il resto si trova la soluzione” spiega
Fanni, ex direttore artistico dell’arena di Verona, che glissa
sulla situazione dei teatri lirici in Italia. E allora nel
Flauto Magico di Mozart via ogni riferimento al vino sostituito
dalla Limonana, tipica bevanda medio orientale, e nella Tosca,
in cartellone per la prima volta quest’anno, nessun simbolo
religioso esposto (tradotto nessuna croce) ma comunque il canto
del Te Deum.
Il passo successivo è stato produrre un’opera lirica
totalmente araba e omanita con tanto di costumi e architetture
locali. Otto anni fa Fanni e Csaba Kael, direttore del Mupa che
ha firmato la regia di Sindbad (o meglio Sindibad come è la
pronuncia araba), hanno iniziato a lavorarci. Ne è nata
quest’opera, eseguita dalla Hungarian Radio Symphony orchestra,
dal Cairo Symphony Choir, dall’Oriental Ensemble, con gli assoli
di oud di Nibras Al Mulahi e il Gyori Ballet, sul palco a dare
movimento alla scena in costumi variopinti e a rappresentare la
passione fra i due innamorati Sindbad (il tenore Ragaa Eldin) e
Fairouz (soprano palestinese cresciuta in Giordania Dima Bawab)
durante il duetto che cantano senza sfiorarsi ai lati opposti
del palco su musiche fra la colonna sonora, il musical e
l’opera, originali soprattutto nei momenti di commistione. A
completare il cast di questa storia di lotta al male a lieto
fine e senza morti (il consiglio dopo il covid ha chiesto a
Fanni di puntare sul divertimento più che sul dramma) il
cattivissimo ministro Sama’an (Ashraf Sewailam) la Strega (Gala
El Haditi), il pirata (Hany El Shafei) e il governatore padre di
Fairuz (il basso baritono Reda El Walik, direttore artistico
dell’opera del Cairo). E un lieto fine con applausi ha avuto la
Prima nonostante lo stop forzato di mezz’ora dopo il primo
cambio scena per un crash del sistema informatico che ha
bloccato il sipario. Prossima tappa il 12 aprile a Budapest al
festival di primavera, con l’ipotesi concreta di esportare
Sindbad in altri teatri mentre uscirà anche un Dvd realizzato
con i mezzi della tv omanita e la regia di Musicom. (ANSA).
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