Anthropic ha svelato Claude Sonnet 4.5, l’ultima versione del suo modello di intelligenza artificiale, pensato per spingersi oltre i limiti dei predecessori. L’azienda lo descrive come il miglior modello al mondo per agenti intelligenti, programmazione e uso diretto del computer. Non è solo una questione di numeri nei benchmark, ma di prestazioni concrete: durante i test interni è riuscito a mantenere concentrazione e produttività per oltre 30 ore consecutive, costruendo un’intera applicazione full-stack senza perdere coerenza.
Il confronto con il precedente Sonnet 4, lanciato appena quattro mesi fa, è inevitabile. Là dove Opus 4 poteva lavorare in autonomia per sette ore, la nuova versione estende questa finestra a più di un giorno intero, aprendo possibilità inedite per sviluppatori e aziende. La novità non riguarda soltanto la resistenza: Sonnet 4.5 segue le istruzioni con maggiore precisione, propone correzioni di codice più efficaci, dimostra un miglior giudizio nel refactoring e produce output più vicini a standard di produzione.
Un altro punto di forza è l’utilizzo diretto dei computer, una capacità introdotta da Anthropic meno di un anno fa e già diventata un riferimento di mercato. Con Sonnet 4.5, l’AI è in grado di gestire processi complessi come la creazione di file, l’analisi di dati e l’esecuzione di programmi, migliorando velocità ed efficienza.
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