di Ansa

(ANSA) – LUCCA, 21 SET – “Il cinema italiano avrà sempre una
grandissima influenza, soprattutto quando uno è a costruirsi una
carriera”, io “ho avuto un’esperienza personale incredibile
quando mi sono ritrovato sul ponte dove era passato il corteo
del funerale di Fellini e da lì ho deciso di andare a visitare
la sua tomba”. Ero veramente emozionato anche nello scoprire che
l’architetto che aveva progettato la tomba era morto il giorno
prima del funerale di Fellini. E mi ha emozionato anche l’idea
che Fellini volesse essere proprio sepolto in quel cimitero
perché da lì si vede il treno”. Lo ha detto il premio Oscar
Kevin Spacey in un incontro coi giornalisti al Lucca Film Fest
dove è stato protagonista di una masterclass.
“Mi ha emozionato sapere che anche da morto Fellini
coltivasse anche dalla sua tomba sempre un progetto di andare
oltre, di viaggiare – ha aggiunto parlando con la stampa -.
Sono
molto grato che l’industria cinematografica italiana mi abbia
coinvolto a più riprese, spero di lavorarci di nuovo”.
Tra i film, Spacey – che si prepara a tornare sulle scene
dopo le varie accuse di molestie sessuali che avevano
portato al suo ostracismo da Hollywood – ha citato Taxi Driver.
“Quando me ne parlano la cosa che mi dà più soddisfazione è che
le persone si ricordano dei personaggi e dei loro nomi ed è
proprio quello che ho sempre sognato – ha detto -. Vuol dire che
questi personaggi sono così reali che il pubblico pensa esistano
davvero”.
Sulla recitazione ha sottolineato che “non c’è modo di
recitare in modo iconico, ma ce n’è solo l’intenzione. Solo dopo
il personaggio diventa iconico da solo”. Spacey ha preso
l’esempio del personaggio di Jack Lemmon in The Entertainer: “Il
pubblico nonostante le moltissime cose che gli sono successe non
ha mai visto in lui un cambiamento – ha detto – E così Lester
Burnham, il mio personaggio in American Beauty doveva fare la
stessa cosa. Il pubblico non doveva accorgersi del cambiamento
ma vedere la mia evoluzione. È stata la cosa migliore che mi
abbiano mai detto in termini di recitazione”. Spacey ha anche
rivelato: “Abbiamo filmato delle sequenze di American Beauty che
non sono mai finite nel film. Erano scene ispirate ai miei
sogni, scene in cui volavo, anche sulla città. Abbiamo
registrato queste scene con me appeso”.
In generale, ha concluso sulla ricerca cinematografica,
“dobbiamo fare anche in modo di avere lo storytelling migliore
possibile per continuare a portare il pubblico al cinema”.
(ANSA).
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di Ansa
