Cinema

5 film degli anni ’90 talmente assurdi da sembrare impossibili

today17 Settembre 2025 54

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Gli anni ’90 hanno rappresentato per il cinema un decennio a metà tra la nostalgia e la sperimentazione È stato un periodo che ha regalato capolavori indimenticabili ma anche pellicole che ancora oggi sembrano nate da un sogno febbrile, film talmente strani che faresti fatica a credere che qualcuno abbia davvero deciso di scriverli, produrli e distribuirli al pubblico.

Eppure proprio queste opere bizzarre fanno parte del fascino dell’epoca, perché tra cult intramontabili e blockbuster che hanno ridefinito la nostra infanzia esistono anche piccoli e grandi disastri cinematografici che hanno lasciato il segno nonostante la loro assurdità.

Baby Geniuses (1999)

Uno dei filoni più curiosi degli anni ’90 era quello che metteva i bambini in situazioni impossibili, spesso pericolose, trasformando l’innocenza infantile in un elemento di comicità involontaria e di surreale stranezza. Baby Geniuses ne è il caso più estremo: Kathleen Turner e Christopher Lloyd interpretano due scienziati che scoprono come i bambini sotto i due anni possano comunicare in un linguaggio segreto e custodire la Conoscenza Universale. Una premessa che già di per sé rasenta la follia, ma che diventa ancora più ridicola quando la trama introduce un laboratorio sotterraneo, fughe rocambolesche e neonati parlanti realizzati con una CGI primitiva e inquietante. Il film, diretto da Bob Clark, fu accolto da una pioggia di stroncature, definito non solo brutto ma persino disturbante.

Theodore Rex (1995)

Solo cinque anni dopo l’Oscar per Ghost, Whoopi Goldberg si ritrovò incastrata in un film che sarebbe diventato una macchia nella sua carriera. Theodore Rex è un buddy movie ambientato in un futuro in cui umani e dinosauri convivono e comunicano normalmente. Goldberg, nei panni della poliziotta Katie Coltrane, deve indagare insieme a un dinosauro parlante in trench e cappello. Una premessa che già basterebbe a definire il progetto assurdo, ma che diventa tragicomica se si considera che l’attrice non voleva neanche partecipare al film e fu legalmente costretta dai produttori a rispettare un contratto. Il risultato finale fu talmente disastroso che non arrivò mai nelle sale e venne distribuito direttamente in videocassetta, raccogliendo solo imbarazzo e una nomination ai Razzie Awards.

La preda del camaleonte (1998)

Tra i generi più sfruttati del decennio non poteva mancare il thriller erotico, e La preda del camaleonte è uno degli esempi peggiori mai realizzati. Daphne Zuniga interpreta una paziente psichiatrica evasa che, oltre a essere una serial killer, assume l’identità delle sue vittime. Lo slogan “Ti ama. Ti uccide. Diventa te” prometteva tensione e sensualità, ma nella realtà il film si riduce a un intreccio scialbo in cui la protagonista non diventa affatto le persone che elimina, limitandosi a indossare una parrucca e un po’ di trucco. Un’idea che poteva avere potenziale ma che si trasforma in un prodotto televisivo di bassissimo livello, uno di quei film che guardi solo per noia e che restano impressi più per la loro goffa assurdità che per altro.

Highlander II: Il Ritorno (1991)

Il primo Highlander è rimasto nel cuore degli appassionati come un cult fantasy unico nel suo genere, ma il seguito, Highlander II: Il Ritorno, è considerato universalmente un disastro capace di demolire tutto ciò che il film originale aveva costruito. In questo sequel i misteriosi immortali non sono più guerrieri leggendari ma alieni provenienti da un altro pianeta. Connor MacLeod si ritrova a combattere non per un premio mistico ma contro il cambiamento climatico, e come se non bastasse il suo amico Ramirez torna miracolosamente in vita senza una spiegazione coerente. Una serie di scelte narrative che non solo rendono il film ridicolo ma distruggono buona parte del fascino del primo capitolo, tanto che molti fan preferiscono ignorarne l’esistenza e cancellarlo mentalmente dal canone. Intanto, la produzione del remake di Highlander è stata rinviata a causa dall’infortunio di Henry Cavill.

Surf Ninjas (1993)

Con un titolo che già da solo sembra una parodia, Surf Ninjas racconta la storia di due fratelli surfisti californiani che scoprono di essere gli eredi al trono di una nazione asiatica immaginaria chiamata Patusan. Un mix improbabile di arti marziali, comicità slapstick e atmosfere da film per ragazzi, arricchito dalla presenza di un villain interpretato da Leslie Nielsen con un volto metallico e da trovate ancora più assurde, come il fatto che uno dei protagonisti riesca a prevedere il futuro attraverso una console SEGA Game Gear. Questo dettaglio non è casuale: si trattava infatti di un accordo di marketing con l’azienda giapponese, che finanziò parte del film e produsse persino un videogioco tratto dalla pellicola. Il risultato finale è una commedia d’azione così ridicola da diventare un guilty pleasure.



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Scritto da: redazione

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