
Il thriller politico Murder at 1600 – Delitto alla Casa Bianca, diretto da Dwight H. Little, si conclude con un epilogo ad alta tensione, dove intrighi di potere e fedeltà tradite si intrecciano sullo sfondo della residenza del Presidente degli Stati Uniti.
Dopo l’assassinio della segretaria Carla Town, tutte le indagini sembravano puntare sul figlio del Presidente, ma il detective Alan Regis (Wesley Snipes) e l’agente dei servizi segreti Nina Chance (Diane Lane) scoprono presto che la verità è molto più oscura. Il vero mandante dell’omicidio è infatti Alvin Jordan, consigliere per la sicurezza nazionale e fidato amico del Presidente Jack Niel (Ronny Cox). Jordan aveva orchestrato l’eliminazione di Carla per destabilizzare la presidenza e costringere Niel alle dimissioni, sfruttando un marine come esecutore materiale del delitto.
Il piano però viene smascherato. Regis, aggirando i sistemi di sicurezza, penetra nei sotterranei della Casa Bianca e porta alla luce le prove decisive. Messo alle strette, Jordan tenta un ultimo gesto disperato: approfittando di un momento di confusione, sottrae l’arma a un agente e prova a colpire il Presidente proprio mentre quest’ultimo si sta avviando alla sala stampa per annunciare le dimissioni.
L’attentato viene sventato grazie all’eroismo di Nina Chance, che si frappone tra l’aggressore e il Presidente: la donna rimane ferita, ma riesce a salvare l’uomo più potente del Paese. Subito dopo, gli agenti neutralizzano Jordan, ponendo fine al suo piano e al complotto ai vertici della Casa Bianca. Il film si chiude con il Presidente che ringrazia personalmente sia Regis che Chance per il coraggio e la lealtà dimostrati.
.