Il telescopio spaziale SPHEREx della NASA ha fornito nuovi dettagli sul terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema solare, la cometa 3I/ATLAS, scoperta lo scorso luglio dall’osservatorio cileno Deep Random Survey, parte del progetto ATLAS. A renderla speciale non è soltanto la sua provenienza da un altro sistema stellare, ma anche le dimensioni: si tratta infatti del più grande e luminoso corpo interstellare mai identificato finora.
Le analisi condotte da SPHEREx hanno rivelato che la cometa è avvolta da una densa nube di anidride carbonica, la cosiddetta “chioma” o coma, e che il nucleo custodisce ghiaccio d’acqua. Una composizione che la rende sorprendentemente simile a molte comete nate ai margini del nostro Sistema solare. Secondo Carey Lisse, astronomo della Johns Hopkins University e membro del team scientifico, la presenza di anidride carbonica senza monossido di carbonio indica che 3I/ATLAS ha subito un lungo processo di riscaldamento e trasformazione prima di essere espulsa dal proprio sistema originario. In altre parole, si comporta come una cometa “ben cotta” e matura, molto vicina per caratteristiche a quelle che conosciamo da tempo.
Gli scienziati ipotizzano che la cometa provenga dalle regioni più spesse del disco galattico della Via Lattea. Questo significherebbe che 3I/ATLAS ha un’età almeno doppia rispetto a quella delle comete tipiche del nostro vicinato cosmico, diventando così una sorta di fossile cosmico utile a studiare le prime fasi della formazione planetaria.
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