Spoleto (PG)
Dal 28 al 31 al Teatro Caio Melisso buona occasione di vedere, “Giorno di nozze”, “Vieni qui Carla” e “Il tè delle tre”, di Gino Negri, eleganti e originali atti unici di rara rappresentazione, caratterizzati dall’irresistibile verve teatrale del compositore, che ne curò anche i libretti. “Giorno di nozze”, del 1959, si sviluppa attorno alle riflessioni comiche e amare di una sola protagonista. Di tre anni precedente è “Vieni qui Carla”, su libretto tratto dagli “Indifferenti” di Alberto Moravia, dove la cifra espressiva si ritrova nel black humor di Negri.
“Il tè delle tre”, del 1958, è una farsa dedicata all’assurdo e al tragicomico. Dirige Marco Angius; regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi; con i giovani cantanti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”. Negri dispiega il suo talento fra teatro da camera e cabaret, le musiche di scena, l’insegnamento, la pubblicità. Come nota Pizzi, “la sua voce spicca per originalità in un periodo, gli anni Cinquanta, di apertura e libertà, nel quale ogni musicista seguiva la propria strada, chi recuperando a suo modo i gloriosi modelli del passato, chi sperimentando strade nuove non ancora tracciate da alcun diktat ideologico.”
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