Un 56enne di Gallipoli ha trascinato Google in tribunale chiedendo un risarcimento fino a 80.000 euro: l’uomo si è visto immortalato a torso nudo mentre faceva la doccia nel proprio giardino su Google Street View. Secondo la denuncia, l’immagine, resa pubblica sulla piattaforma senza che il volto fosse adeguatamente oscurato, ha reso il protagonista facilmente riconoscibile, causando episodi di scherno, imbarazzo e estrema vergogna tra conoscenti e vicini. Solo in seguito una blanda sfocatura sarebbe stata applicata, ritenuta dal diretto interessato totalmente insufficiente.
Il protagonista è stato assistito dall’avvocato De Vittorio e sostiene che la ripresa sia avvenuta all’interno dei confini privati della sua abitazione, vicino alla recinzione di una strada che, secondo una perizia di parte, sarebbe anch’essa privata, quindi non documentabile dai veicoli di Google. L’uomo aveva tentato una soluzione stragiudiziale, coinvolgendo anche il Garante della Privacy, ma senza esito concreto.
Google si è difesa respingendo ogni accusa: in base alle dichiarazioni dei legali (Marco Berliri, Massimiliano Masnada, Michele Traversa, Ambra Pacitti e Giacomo Bertelli), le immagini non sono più disponibili sulla piattaforma e comunque mostravano una persona “fuori dal cancello di casa sua, sulla pubblica via", in costume da bagno. I legali di Mountain View sostengono che il volto fosse irriconoscibile anche con lo zoom, e ritengono “poco credibile” che qualcuno a Gallipoli possa essere deriso per essere in costume durante l’estate. Big G, inoltre, si chiama fuori sostenendo di occuparsi solo della pubblicità, e non della gestione diretta delle immagini su Street View.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
.