Nelle scorse ore l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha rilasciato il suo nuovo rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, che evidenzia una tendenza in crescita di frane e smottamenti in un Paese che ne è già molto colpito. Il cambiamento climatico gioca un ruolo molto grosso in tal senso, e servono strumenti sempre più avanzati e moderni per prevedere i fenomeni, soprattutto quelli più gravi e pericolosi, con precisione e tempestività. La risposta potrebbe risiedere nell’intelligenza artificiale.
L’ISPRA gestisce prevalentemente due strumenti di monitoraggio e sorveglianza: IdroGEO, che è una piattaforma open-data delle mappe dei dissesti con dati sempre aggiornati, e ReNDiS, il Repertorio nazionale degli interventi finanziati per la difesa del suolo. L’assistente AI si troverà a bordo di IdroGEO: purtroppo non abbiamo informazioni troppo dettagliate a riguardo – il comunicato si limita a spiegare che l’agente “dialoga con l'utente, fornendo informazioni e rispondendo a domande sul dissesto idrogeologico”.
Visto come funziona la maggior parte dei servizi di questo tipo e vista la pur vaga descrizione, supponiamo che si tratti di un chatbot focalizzato sul dataset di IdroGEO con cui si potrà interagire usando il linguaggio naturale, ma modalità, tempistiche di attivazione, modello sottostante rimangono ignote. È comunque evidente che l’AI, con la sua grande abilità di osservare pattern, tendenze e comportamenti ricorrenti, può dare una grossa mano nei lavori di prevenzione e nell’analisi del rischio, anche in emergenza.
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