Si sono svolte ieri in piazza San Pietro a Roma le esequie di Papa Francesco, scomparso lunedì a 88 anni. Il pontefice argentino era cresciuto con diverse passioni. Non solo il calcio e il tifo per il San Lorenzo ma anche il cinema, al quale il Santo Padre si è avvicinato nel corso del suo periodo di crescita in Sudamerica.
In passato, Papa Francesco aveva confessato quale fosse il suo film preferito: La strada di Federico Fellini.
“Devo la mia cultura cinematografica soprattutto ai miei genitori” spiegò Jorge Mario Bergoglio in un’intervista del 2013, poco tempo dopo essere nominato Papa “che ci portavano spesso al cinema”. Le origini italiane dei suoi genitori influirono parecchio sulle passioni di Bergoglio.
In particolare, La strada, il film che consolidò il successo di Fellini prima di altri capolavori come 8½ e La dolce vita:“Mi identifico in quel film, in cui c’è un riferimento esplicito a San Francesco”. In occasione del 70° anniversario dall’uscita del film, lo scorso maggio Bergoglio, protagonista anche di un ricordo di Leonardo DiCaprio sui social, registrò un video in cui ribadì che quel film gli rimase nel cuore.
Sacro e profano, nonché riferimenti al cattolicesimo, sono ben presenti nel film di Fellini. La storia è quella di una ragazza di nome Gelsomina (Giulietta Masina), che la madre vendette ad un forzuto girovago di nome Zampanò (Anthony Quinn) come sua assistente. Tuttavia, durante i loro spettacoli itineranti, Gelsomina subisce diversi abusi da colui che di fatto l’ha schiavizzata.
Rispetto alla morte del pontefice, la dottoressa Melania Rizzoli ha spiegato che il giorno prima Papa Francesco mostrava la facies hippocratica, una caratteristica comune a coloro che soffrono di insufficienza cardiaca e respiratoria e che, in qualche modo, anticipava quello che sarebbe poi avvenuto nelle prime ore del giorno dopo.
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