Ci sono film molto amati, addirittura cult iconici che, seppur pressoché perfetti nello sviluppo della storia, nascondono “insidie” più o meno manifeste che spesso e volentieri sfuggono agli spettatori meno attenti.
Ma se si presta attenzione – magari all’ennesimo rewatch – ci si accorge che persino i classici più amati hanno buchi di trama che, una volta notati, sono davvero difficili da ignorare anche se, nel complesso, non pregiudicano la qualità dei film né tantomeno intaccano il posto speciale che queste opere hanno nel cuore del pubblico. Ecco quindi 5 buchi di trama piuttosto eclatanti che, forse, non avete notato.
A Quiet Place
Al suo debutto al cinema A Quiet Place, di cui è in fase di sviluppo un terzo capitolo, ha colpito il pubblico per il concetto inedito alla base, ovvero quello di un mondo infestato da creature aliene letali dall’udito ipersensibile. In un mondo in cui non fare alcun rumore è chiave per la sopravvivenza, scopriamo che Lee (John Krasinski) e sua figlia Regan (Millicent Simmonds) possono parlare senza correre rischi quando il suono delle loro voci è coperto da quello di una cascata. Perché, allora, la famiglia Abbott non ha deciso di stabilire la propria abitazione proprio nei pressi di una cascata?
Toy Story
Toy Story è il film Pixar più amato di sempre eppure anche questo classico, nel cuore dei fan da 30 anni, non è esente da un buco di trama abbastanza plateale che riguarda Buzz Lightyear. Buzz è fermamente convinto di essere un vero astronauta in missione per sconfiggere il malvagio Imperatore Zurg. Alla luce di questo, viene da chiedersi perché Buzz, come gli altri giocattoli, continua a fingere di essere senza vita ogni qual volta Andy o un altro essere umano è nei paraggi? Può essere che stia semplicemente al gioco, ma si tratta di un punto che il film non chiarisce mai veramente.
Il sesto senso
Il sesto senso ha uno dei colpi di scena più incredibili nella storia del cinema: la rivelazione che il personaggio di Bruce Willis era morto per tutto il tempo. Tuttavia, guardando attentamente, qualcosa non torna ed emergono una serie di incongruenze. Come ha fatto il personaggio di Malcolm a vivere una vita “normale” senza accorgersi di essere morto? Ci sono scene in cui sembra incontrare persone ed avere appuntamenti (basti pensare al momento al ristorante con la moglie o alle interazioni con la madre di Cole) e una volta che si scopre la verità appare chiaro che, in realtà, nessuno sta davvero interagendo con lui. Una volta rivelata la verità quei momenti risultano avere meno senso nel contesto della trama.
Cenerentola
Nemmeno il Classico Disney Cenerentola è esente da una piccola incongruenza nella narrazione. Sappiamo che allo scoccare della mezzanotte tutto ciò che la fata madrina ha donato a Cenerentola col suo incantesimo è destinato a sparire. Tutto tranne la scarpetta di cristallo che, per qualche ragione che non viene mai chiarita, non si trasforma come la carrozza, il vestito e tutto il resto.
Titanic
Infine arriviamo a Titanic e alla famosa scena della porta di legno che, da decenni, porta gli spettatori a interrogarsi: davvero c’era spazio solo per Rose? Jack avrebbe potuto salvarsi? Dopo anni e relativi studi scientifici sembra proprio che sì, Jack avrebbe potuto mettersi in salvo sulla porta accanto a Rose. Magari lo spazio non sarebbe stato granché, ma sicuramente sufficiente per permettere al povero Jack di sopravvivere fino all’arrivo dei soccorsi.
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