(di Lucia Magi)
(ANSA) – LOS ANGELES, 02 MAR – Los Angeles è pronta per la
sua giornata particolare. Dopo i devastanti incendi di gennaio,
la città californiana ha quanto mai bisogno di ritrovarsi
attorno a rituali più festosi, anche se la stagione che ha
preceduto la 97/a edizione degli Oscar è stata appannata da
cancellazioni di eventi, scandali e colpi di scena che lasciano
aperto il finale sul palco del Dolby. E dopo la morte in
circostanze ancora misteriose di Gene Hackman, trovato senza
vita nella sua villa di Santa Fe insieme alla moglie e a uno dei
tre cani, a rendergli omaggio durante la serata sarà Morgan
Freeman sua co-star nel film Gli Spietati.
Esito incerto per la sfida più importante, quella per il
miglior film. Nella retta finale ha conquistato molti punti la
commedia indie di Sean Baker, Anora, Palma d’Oro a Cannes. Ma le
vittorie di Conclave, il thriller sull’elezione pontificia di
Edward Berger, ai Bafta e al sindacato dei registi Dga hanno
riaperto i giochi. Tra i due litiganti, potrebbe goderne The
Brutalist, il lungo dramma di Brady Corbet Leone d’Argento a
Venezia su un architetto scampato all’Olocausto.
Sul tappeto rosso (quest’anno di tonalità granata) aleggia
l’incognita Karla Sofía Gascón: la spagnola di Emilia Pérez,
prima donna trans ad essere candidata come miglior protagonista,
sembrava avere la statuetta in tasca fino a quando sono emersi
alcuni suoi vecchi tweet dal sapore razzista e islamofobo.
Cancellata dal rush finale della campagna, resta da vedere dove
si siederà e come verrà accolta (o meno) dai colleghi. Dopo di
lei, la frontrunner per questa categoria è diventata Demi Moore
– star matura che rifiuta di invecchiare in The Substance – che
ha vinto il Golden Globe e i premi della Critics Choice
Association e del sindacato degli attori Sag. La incalza Mickey
Madison, giovane prostituta che si innamora di un rampollo russo
in Anora, che dalla sua ha la vittoria ai Bafta di Londra e agli
Spirit, i premi del cinema indie. La terza contendente è la
brasiliana Fernanda Torres, protagonista di Io sono ancora qui,
film sulla dittatura tratto da una storia vera, in corsa anche
come miglior film straniero.
La statuetta per il miglior attore protagonista è in bilico
tra Adrien Brody di The Brutalist e Timothée Chalamet, il Bob
Dylan in A Complete Unknown. Se trionfasse il secondo,
diventerebbe l’attore più giovane ad aver mai vinto in questa
categoria, strappando il primato proprio a Brody che nel 2003
vinse per Il Pianista a 29 anni e 11 mesi (Chalamet compirà 30
anni a dicembre).
Sembra più definita la corsa per gli attori secondari, con
Kieran Culkin favorito per il quarantenne dolente di A real pain
e Zoe Saldaña in pole position per la coraggiosa avvocatessa
Rita di Emilia Pérez. In questa categoria, l’Italia spera per
Isabella Rossellini, che si è guadagnata la prima nomination
della sua carriera con la parte più corta e silenziosa: quella
di Suor Agnese in Conclave. Un momento importante per il cinema
nostrano è anche l’Oscar per la fotografia, che sarà annunciato
da Alba Rohrwacher. Tra i presentatori scelti dall’Academy, si è
dovuto sfilare Harrison Ford, a casa con il fuoco di
Sant’Antonio. L’Italia porta al Dolby anche alcune maestranze:
l’arredatrice Cynthia Sleiter è candidata alla miglior
sceneggiatura per Conclave con la production designer Suzie
Davies. Occhio anche alla statuetta per il miglior corto live
action. Lì si nascondono i nomi di due italiani: Andrea Gavazzi,
direttore della fotografia per A Lien e Fabrizio Mancinelli che
ha scritto la musica di Anuja.
Negli ultimi giorni Hollywood ha cercato di scrollarsi di
dosso l’angoscia dei roghi, le difficoltà della ricostruzione e
i numeri ancora in contrazione dell’industria più importante per
la città, rispettando i tradizionali appuntamenti pre-Oscar.
Sabato sera all’atelier Giorgio Armani di Rodeo drive il
consueto aperitivo in cui si sono visti Samuel L. Jackson e il
protagonista di Anora, Mark Eydelshteyn, che ha confidato
all’ANSA: “Vivo questo momento con distacco. Lo contemplo come
si guarda un bel tramonto: sono emozionato ma so che finirà
presto”. Il Beverly Hills Hotel ha ospitato la cena di Chanel,
con Adrien Brody, Demi Moore, Jeremy Strong, Ralph Fiennes,
Fernanda Torres e anche il Ceo di Amazon Jeff Bezos con la
compagna Lauren Sanchez. Festa grande – più alternativa – in una
villa privata Beverly Hills con Leo DiCaprio, Sean Penn, Mick
Jagger, Pamela Anderson, Goldie Hawn, Cara Delevingne, Jon Hamm
e Michael Keaton. (ANSA).
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