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Rosa Chemical: “Oggi è premiata la quantità, non la qualità”

today2 Luglio 2024 7

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“Da due passiamo a tre, più siamo e meglio è”. Con queste (e altre) parole, estratte dal brano Made in Italy, nel 2023 metteva in subbuglio il palco musicale più educato d’Italia, quello di Sanremo. Dopo un annetto di silenzio, Rosa Chemical è tornato a febbraio con Blackout, ballata dark malinconica e romantica. Adesso – in coppia con Villabanks – torna sul sesso a tre con il brano 3some

Manuel Franco Rocati, questo il vero nome dell’artista, ha 26 anni, tanta voglia di sperimentare e pochi peli sulla lingua, come conferma la sua intervista a Rolling Stone.

Che ami le provocazioni, d’altronde, non è un mistero. Ma, come sottolinea il cantante in primis, è sempre stato così. Cresciuto ad Alpignano, nel torinese, si è sempre fatto notare per la sua eccentricità: “Le reazioni erano quelle classiche del paesotto di provincia quando ci si trova di fronte a un ragazzo alternativo. Tanti mi guardavano incuriositi, per come mi vestivo e per quello che facevo, ma niente di più”.

Dopo il successo di Made in Italy, pezzo che gli è letteralmente “esploso tra le mani”,  il down di ascolti era inevitabile. L’errore più grande – dice – sarebbe stato quello di mettersi in testa di tornare a quel successo a tutti i costi: “Mi guardo indietro e vedo che Made in Italy faceva un milione di views al giorno e i pezzi di oggi un decimo. Vuol dire che sono scarso o che la gente non mi ama più?”. No – sottolinea – semplicemente quello era un brano “dopato” da Sanremo. La cosa davvero importante per lui è creare qualcosa che lo rappresenti e gli piaccia. 

Ed è quello che ha fatto. A partire da Blackout, canzone dal testo e dalle sonorità totalmente diverse dal successo sanremese, con la quale infatti ha sorpreso tutti: “Era proprio una canzone che esprimeva quello che volevo e non quello che si sarebbe aspettato il pubblico” – e aggiunge – “Non faccio musica per diventare virale, ma perché sono contento che chi la ascolta la faccia propria”.

La legge dei grandi numeri dettata dall’era della musica in streaming, d’altronde, non fa per lui, perché viene sempre “premiata la quantità e non la qualità”: “Alla gente che cosa gliene frega se una canzone totalizza 10 milioni di visualizzazioni? Non si parla più di qualità e quindi un sacco di artisti che non raggiungono certi numeri non vengono considerati. Questa non è vera meritocrazia, è numerocrazia”.

In 3some cambiano le sonorità, ma l’atmosfera resta dark: “Ho nascosto molto a lungo” – confida – “quello che sono nella vita di tutti i giorni: una persona molto solitaria, chiusa in sé stessa, un animale notturno. Tutto il contrario di quello che la gente ha visto quando ero sotto le luci dei riflettori. E tutto questo lo sto mettendo nelle canzoni”.





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Scritto da: redazione

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