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Ambiente

Caporalato, riflettori puntati su società fittizie e connivenze nella Pa

today23 Giugno 2024 25

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Sul tavolo degli inquirenti non c’è soltanto la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano morto nella campagna di Latina, dopo l’amputazione del braccio con un macchinario agricolo e il brutale trasporto davanti casa, con l’arto gettato in una cassetta della frutta. Si indaga su tutto un sistema di caporalato e sfruttamento della clandestinità, che dal 2016 è oggetto di approfondimenti da parte di procuratori e Carabinieri di Latina.

Approfondimenti che hanno portato a mettere in rilievo una serie di figure apicali standardizzate nel reclutamento della manodopera e a evidenziare anche un sistema di società “cartiere”, prive di attività reali, utili solo a far entrare clandestinamente gli immigrati con finti contratti di lavoro.

Le società fantasma

In una relazione inviagta alla Prefettura, elaborata grazie ai dossier del comando provinciale dei Carabinieri, si legge che «lo sfruttamento dei lavoratori punjabi dalle aree di origine all’Agro pontino, organizzato mediante catene migratorie, è capace di offrire al momento del reclutamento un intero pacchetto di servizi comprensivo di costi di trasferimento, accoglienza all’arrivo, con alloggio incluso, inserimento al lavoro perlopiù nel settore agroalimentare».

Lo sfruttamento è una storia che qui dura da trent’anni. Secondo gli inquirenti è già in questo tipo di reclutamento che si configura il primo reato: la richiesta di denaro da parte di intermediari, fino a 20mila euro a persona, che costringe l’immigrante e la famiglia ad un indebitamento quasi a vita. Fatto che evidentemente compromette ancora di più la possibilità di emanciparsi e denunciare il caporalato: «La coercizione diretta e indiretta esercitata nei confronti degli indiani e della loro condizione di vulnerabilità influisce pesantemente sulla capacità di autodeterminazione», si legge ancora.

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Lo rilevano gli inquirenti e lo confermano i sindacati: spesso dietro questo traffico ci sono società fantasma che offrono un posto di lavoro fittizio, utile solo a ottenere un nulla osta e far entrare un immigrato, che difficilmente dopo sottoscriverà un contratto regolare. Nella relazione degli inquirenti si legge che c’è una «proliferazione di aziende fantasma – spesso gestite dalla criminalità organizzata – le quali, mediante l’assunzione e il successivo licenziamento di falsi braccianti agricoli, assicurano un significativo guadagno sulle indennità percepite dai loro dipendenti», peraltro «a danno delle casse dell’Inps», perché talvolta queste società servono anche solo per far «raggiungere il numero di giornate lavorative che danno diritto a prestazioni previdenziali».



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Scritto da: redazione

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