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Ambiente

Siccità, emergenza al Sud: rese dimezzate in agricoltura

today21 Giugno 2024 5

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La produzione di olive in Puglia ridotta del 50%. Il grano di Sicilia dimezzato. I contadini della Basilicata che nemmeno ci provano a trebbiare, per non sobbarcarsi inutili costi aggiuntivi. Mentre in Abruzzo chi ha seminato il mais per l’alimentazione degli animali quest’anno potrebbe giocarsi tutto il raccolto. Sul fronte agricolo, questo è soltanto un primo bilancio della siccità che ha spaccato l’Italia in due , con il Mezzogiorno colpito dall’assenza di piogge e da una drammatica carenza di riserve idriche. Secondo i dati dell’Anbi, l’allarme rosso riguarda oltre il 50% dei territori in Sicilia, Puglia e Basilicata, le zone costiere di Calabria e Sardegna e alcuni tratti della dorsale appenninica e della fascia adriatica. «Quanto si registra in Sicilia, e che progressivamente sta risalendo dal Meridione all’Italia centrale, ha caratteristiche peggiori delle scorse, grandi siccità del Nord – riassume il presidente dell’Anbi, Francesco Vincenzi – mai era successo di dover abbattere i capi animali negli allevamenti per l’impossibilità di alimentarli e dissetarli».

Anche i numeri di The European House – Ambrosetti parlano chiaro: nella graduatoria europea della mancanza d’acqua l’Italia è oggi il quarto Paese per stress idrico. Solo Belgio, Grecia e Spagna presentano valori peggiori. E l’arrivo dell’anticiclone Minosse, che sta investendo l’Italia da Nord a Sud, rischia di peggiorare ulteriormente le cose.

Il caso della Sicilia è il più eclatante: la situazione è talmente grave che l’Autorità di bacino sta valutando la ripresa dei prelievi idrici dai pozzi contaminati da nitrati, previa la depurazione delle acque. Secondo la Coldiretti, oltre alla zootecnia, la produzione più colpita è quella del grano, con un calo stimato di almeno il 50%, per un danno all’economia agricola isolana di circa 200 milioni di euro. La siccità impatta anche sul miele (-95%) e sulla produzione biologica nazionale, dato che la Sicilia è la seconda regione per superfici cerealicole coltivate con metodo bio.

La siccità getta ombre cupe sulla campagna olivicola nazionale. In Puglia, principale produttrice italiana di olio d’oliva, sempre la Coldiretti calcola una riduzione delle olive del 50%, con previsione di ulteriori cali nelle prossime settimane. La carenza di acqua causa necrosi progressive nei terreni; inoltre, le alte temperature raggiunte tra aprile e maggio hanno compromesso la fioritura straordinaria promossa dal clima mite, impedendo la gemmatura.

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In Basilicata la situazione peggiore è quella del grano, con gli agricoltori che rinunciano alla trebbiatura perché i danni causati dalla siccità alle coltivazioni di cereali arrivano fino al 90%, e raccogliere quel poco che resta genererebbe solo costi aggiuntivi. Il crollo delle rese del grano al Sud è tale che, secondo la Coldiretti, in molte aree arriva fino al 70%. Tra cereali, erba medica e foraggi, ma anche frutta, ortaggi e persino le uve della vendemmia, la siccità al Sud ha già bruciato quest’anno 33mila posti di lavoro nei campi. «Chi ha seminato il mais quest’anno potrebbe giocarsi tutto il raccolto – ha ricordato anche il presidente di L’Abruzzo in Agris, Marco Finocchio – il granturco per l’alimentazione degli animali è fondamentale, ma non può essere coltivato con un clima tanto secco e tanto meno con gli invasi vuoti».



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Scritto da: redazione

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