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Tecnologia

Recensione Nothing Ear: design sempre al top e tante piccole migliorie!

today20 Aprile 2024 60

Sfondo
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Siamo arrivati alla terza generazione di Nothing Ear e con essa viene definitivamente abbandonata la numerazione, un po’ come fa Apple con le AirPods. Se c’è una cosa che accomuna infatti queste tre generazioni di auricolari true wireless è sicuramente il design, che è rimasto sempre identico ma iconico. Questa scelta di Nothing è stata fatta anche per eliminare la rincorsa dell’utente a desiderare e volere sempre l’ultimo modello (FOMO): sì ci saranno cambiamenti di generazione in generazione ma nulla di stravolgente. Apprezzabile ragionamento per una azienda che dovrebbe puntare a vendere quanto più possibile.



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Nel caso delle nuove Nothing Ear abbiamo per esempio un case con all’interno una batteria leggermente più ampia, un nuovo canale scavato all’interno delle cuffiette per migliorare la gestione dei rumori ambientali come il vento, un nuovo driver, il codec LDAC ed ultima ma non ultima per importanza una migliore autonomia. Se possedete le Ear di prima o seconda generazione non troverete un motivo effettivo per spendere di nuovo 150€, anticipandovi che il prezzo di listino non è quindi cambiato, ma se siete intenzionati all’acquisto di un nuovo paio di auricolari TWS potreste prendere in seria considerazione questo nuovo modello.

Occhio perché all’interno del video noterete anche le nuove Nothing Ear (a), il nuovo modello che costa soltanto 99€ ma rinuncia a poco rispetto alle Ear top di gamma. Analizzeremo queste cuffiette in una recensione dedicata ma già vi anticipo che a fronte di qualche perdita come il codec LDAC, la personalizzazione audio fine in app e un driver più economico, abbiamo anche una autonomia nettamente migliore.

INDICE

CASE E DESIGN

Per quanto riguarda il case rimangono le stesse identiche considerazioni fatte nella recensione delle Nothing Ear (2). L’unico cambiamento è la scritta NOTHING anziché Ear (2) ed una batteria interna che ora passa a 500mAh, facendo lievitare leggermente il peso complessivo. Vi ricordo le dimensioni da chiuso pari a 55x55x22mm. Il design trasparente rimane, a gusto personale, uno dei più affascinati su questa tipologia di prodotti. Occhio soltanto ai graffi poiché dopo svariati viaggi ho potuto notare come il case del precedente modello ne ha trattenuti un bel po’. Per quanto riguarda le certificazioni parliamo di IP55 il case ed IP54 le cuffiette.


La type-c resta ed aumenta leggermente la velocità di ricarica tramite essa mentre la carica wireless è sempre presente ma non è migliorata rispetto ai 2.5W della precedente generazione. Il tasto per il pairing molto grande è sempre piacevole da utilizzare ed il led di stato è molto reattivo a notificarci cosa sta succedendo con i nostri auricolari. Nota di merito: anche dopo varie settimane di utilizzo non si segnalano drain anomali in standby.

COMODIT

Anche in questo frangente le considerazioni non cambiano rispetto alle precedenti generazioni: il case si apre a conchiglia ed il meccanismo è uno dei migliori che abbiamo provato. La resistenza è presente ma non eccessiva ed infine il magnete per tenere chiuso il case è molto efficace. Il case entra perfettamente in ogni tasca senza procurare ingombro o fastidio, che sia quella di un giacchetto o di un jeans più attillato.

Estrarre le cuffiette è semplice, essendo la parte dello stelo in rialzo rispetto al livello del case. Una volta estratti ed indossati gli auricolari, nel caso abbiate provato i modelli precedenti, si nota subito come siano rimasti tutti i pregi delle scorse generazioni. Sia su brevi che su lunghe sessioni quasi mai andiamo ad aggiustare l’auricolare all’interno del padiglione, essendo l’aderenza già ottima. C’è ovviamente il test in app per trovare i migliori gommini adatti al nostro orecchio. Gli auricolari rimangono con un peso inferiore ai 5g e le gesture, che si effettuano tramite dei pizzichi/squeeze, non vanno ad inficiare sulla posizione degli auricolari all’interno dell’orecchio.


GESTURE

Parlando proprio di come andiamo ad interagire con le cuffiette tutto è rimasto identico alla precedente generazione. Manca quindi di nuovo il controllo e la gestione del volume, un gran peccato perché poteva essere questa funzione relegata alla cuffietta sinistra o destra, lasciando l’altra alla gestione del play/pausa/skip.

Nella App Nothing X non abbiamo la possibilità di scegliere cosa fare con una singola pressione perché questa sarà sempre relegata al play/pausa mentre la doppia, la tripla, la pressione prolungata di 3 secondi o la pressione di 2 secondi con un tap a seguire sono completamente personalizzabili a nostro piacere. Vi ricordo poi che tutte queste impostazioni possono essere cambiate indipendentemente per la cuffietta sinistra e destra.

Per quanto non sia considerata una vera e propria gesture, c’è anche la possibilità di interrompere in automatico il contenuto multimediale quando andiamo a rimuovere una cuffiette dal padiglione auricolare e ovviamente viceversa, ovvero il play automatico quando la andiamo a reinserirle. Per far collegare le cuffiette allo smartphone basta poi soltanto aprire il coperchietto.

APPLICAZIONE E SOFTWARE

Ho utilizzato l’app Nothing X con le Ear (2) per un anno intero ed ho potuto apprezzare la sua stabilità ed i tanti aggiornamenti che sono arrivati a migliorare sia l’app sia il software delle Ear (2). Tutto è molto minimale, direi anche essenziale, senza perdersi in menù arzigogolati. Una volta effettuato il pairing abbiamo in prima vista l’immagine delle cuffiette con la percentuale di carica loro e del case con in basso tre pulsanti belli grandi per accedere ai menù di cancellazione del rumore, equalizzatore e le gesture. In alto a destra c’è anche un simbolo dell’ingranaggio per entrare all’interno delle impostazioni generiche dove possiamo andare ad attivare o disattivare funzioni quali il rilevamento auricolare per il play/pausa automatico, la ANC personalizzata della quale parleremo tra poco, la modalità a bassa latenza, l’LHDC e la Dual Connection.

CANCELLAZIONE DEL RUMORE

Le impostazioni per la cancellazione del rumore attiva sono molto semplici e sono tre: Cancellazione attiva, Off e Modalità Trasparenza. Quando attiviamo l’ANC si attiva un sottomenù dove possiamo scegliere se lasciar impostare agli auricolari quale intensità di cancellazione del rumore applicare o farlo noi manualmente. Se non siamo soddisfatti possiamo anche avviare un test per la cancellazione del rumore personalizzata con una analisi del canale uditivo e dell’aderenza degli auricolari. Questo test sarà lo stesso anche per quanto riguarda l’equalizzatore “personale”.

​EQUALIZZATORE

Sul nuovo equalizzatore si è puntato molto in queste Nothing Ear (2), non tanto per i quattro preset Bilanciato, Più Bassi, Più Acuti e Voce ma per la possibilità di creare un profilo audio personale dopo aver effettuato un lungo test interattivo che adatterà l’audio in maniera interattiva in base al tipo di contenuto che stiamo ascoltando. La funzionalità di personalizzazione e creazione del nostro ID Audio consente di adattare l’audio partendo dalla comprensione della nostra capacità uditiva e compensa i dettagli importanti perduti in precedenza permettendoci di avere una esperienza più completa e avvolgente anche a volume audio minore. Carina tra l’altro la possibilità di scegliere con che intensità attuare questa modifica.

Mi sono trovato personalmente ad impostare questa intensità sempre al 50% o meno, reputandola eccessiva a percentuali maggiori. Una cosa che avrei gradito, come sulle OnePlus Buds Pro 2, è avere il preset salvato direttamente sul nostro account o negli auricolari, potendolo quindi sfruttare al volo su ogni smartphone o tablet differente. Con queste Nothing Ear invece dovrete rifare ogni volta il test per ogni nuovo device.

AUTONOMIA E MICROFONI

Come anticipato il case passa dal permette 36 massime di utilizzo a circa 40. Gli auricolari che invece si fermavano sempre ad un massimo di 4h ora mi permettono di guadagnare un’ora extra di utilizzo, sullo stesso scenario tipo. Con settaggi massimi il consumo è invece di un 25% orario. In uno scenario tranquillo, come quello notturno, il consumo può scendere anche ad un 15% orario. Molto dipende quindi dal vostro scenario di utilizzo ma in ogni caso avrete una autonomia sensibilmente migliorata rispetto al precedente modello che spesso non copriva un viaggio in treno Milano-Roma.

MICROFONI E CHIAMATE

Per quanto riguarda i microfoni invece posso affermare che c’è stata una cura ancora più fine riguardo la loro gestione ed ottimizzazione. Paradossalmente ho notato però come funzionino meglio sugli Ear (A) che sugli Ear top di gamma, probabilmente il software è ancora da affinare essendo in pratica identici i due modelli per quanto riguarda questo aspetto. La gestione dei rumori di fondo è migliorata, come anche l’ANC che vi racconterò tra poco. I fruscii ora vengono quasi completamente annullati anche oltre i 40km/h. Le Sony WF-1000XM5, costose quasi il doppio, continuano a comportarsi meglio ed offrono una modalità trasparenza decisamente più nitida e cristallina.

QUALIT DI ASCOLTO E ANC

Seppur sia sempre complicato raccontarvi della qualità di ascolto, posso dirvi che il nuovo driver con diaframma in ceramica e l’ottimizzazione degli spazi interni fa una leggera differenza su alcuni generi musicali. Il design a doppia camera è migliorato e se sfrutterete queste cuffiette al massimo del loro potenziale, con Bluetooth 5.3 e codec LHDC/LDAC, apprezzerete una gestione migliore di alcuni generi come l’hyperpop. Un hands crushed by a mallet dei 100 Gecs risulta ascoltabile su questo modello, su Apple Music in qualità Loseless, dove con il precedente modello a volume sopra il 50% risultava decisamente più sgradevole. Grazie all’LHDC abbiamo frequenze fino a 24bit/192kHz con una velocità fino a 1Mbps. Con l’LDAC ci fermiamo a 990 kbps a 24 bit/96 kHz.

Apprezzo l’evitare un marketing incentrato sull’audio spaziale, poiché non essenziale e già ottimizzato su molti smartphone con Dolby Atmos o in applicazioni come Apple Music. Insomma, già le Ear (2) si erano difese ottimamente all’interno del confronto degli auricolari TWS del 2023 e questo nuovo modello si conferma uno dei migliori per 150€ di listino.

LA CANCELLAZIONE DEL RUMORE

La cancellazione del rumore è migliorata molto rispetto alla precedente generazione, arrivando ora fino a 45dB, grazie anche ad un nuovo software Smart ANC che gestisce il tutto al meglio. Continuo personalmente a preferire le WF1000XM5, anche grazie ai gommini in poliuretano. Grazie a questo Smart ANC ora si dovrebbe andare ad ottimizzare la cancellazione dei rumori, essendo gli auricolari in grado di controllare le dispersioni di rumore tra il canale uditivo e gli auricolari.

CONCLUSIONI

In conclusione reputo queste nuove Nothing Ear un ottimo prodotto. Ho personalmente utilizzato le Ear (2) per quasi tutto il 2023, affiancate alle Sony che con la loro super autonomia rimangono le migliori per i viaggi di lunga durata. Trovo le Nothing molto confortevoli e gradevoli da utilizzare, con dei buoni microfoni ed un ottimo suono restituito. Il design è super curato ed unico, facendo felice anche l’occhio seppur sia un aspetto ovviamente marginale per degli auricolari.

Bene che si sia abbandonata la numerazione a favore invece di una ottimizzazione del prodotto generale. 150€ è un prezzo decisamente onesto e che potrebbe calare di 20-30€ soltanto su un medio periodo. Per chi vuole risparmiare ci sono le Ear (a) che andremo a recensire tra poco: a 99€ loro rischiano di essere un super acquisto, un po’ come il Nothing Phone (2a) che abbiamo sfruttato per questa prova ed abbiamo recensito circa un mese fa.

VIDEO



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Scritto da: redazione

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