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Se le donne desiderano mangiare più dolci c’è un motivo scientifico

today12 Aprile 2024

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E se le discriminazioni che ancora oggi le donne subiscono influissero anche sulla loro alimentazione e quindi sul peso medio? Sembrerebbe proprio così. Lo rivela infatti un nuovo studio dell’UCLA Health, pubblicato su JAMA Network Open. Arpana Gupta, ricercatrice e co-direttrice del Goodman-Luskin Microbiome Center dell’UCLA, ha voluto indagare sugli impatti negativi della solitudine, soprattutto se si considera che le donne per la maggior parte continuano a lavorare a distanza dopo la pandemia COVID-19, (comunque sono quelle meno impiegate o che svolgono più lavori domestici trascorrendo più tempo sole e dentro casa degli uomini)  e su come il cervello interagisca con l’isolamento sociale.

Cattive abitudini

Su come in altre parole questo condizioni le abitudini alimentari e la nostra salute mentale. Le donne che sono generalmente coloro che si sentono più sole, mostrano un’attività aumentata nelle regioni del cervello associate al desiderio di cibo e alla motivazione nel mangiare, soprattutto quando visualizzano immagini di cibi ad alto contenuto calorico, come quelli zuccherati. L’abbuffata è orami dalla medica da tempo considerata un meccanismo di difesa dalla solitudine, infatti Gupta ha voluto osservare i percorsi cerebrali associati a questi sentimenti e comportamenti: “Non è mai stata fatta una ricerca su come il cervello elabora la solitudine e su come questa sia correlata all’obesità e ai risultati di salute”, ha detto l’autrice senior del lavoro.

Lo studio

I ricercatori hanno intervistato 93 donne sul loro sistema di supporto e sui loro sentimenti di solitudine e isolamento, poi le hanno separate in due gruppi: quelle che avevano ottenuto un punteggio elevato sulla scala dell’isolamento sociale percepito e quelle che avevano ottenuto un punteggio basso. I ricercatori hanno osservato che le donne con livelli più elevati di isolamento sociale tendevano ad avere una massa grassa più elevata, una qualità della dieta inferiore, maggiori voglie, un’alimentazione basata sulla ricompensa e spesso incontrollata, nonché maggiori livelli di ansia e depressione. Alle donne sono state, quindi, mostrate immagini di cibo contro non cibo, di cibo dolce contro non cibo e di cibo salato contro non cibo. La risonanza magnetica ha registrato l’attività cerebrale delle partecipanti mentre guardavano queste immagini. I ricercatori hanno scoperto che il gruppo di donne che si percepiva solo ha sperimentato una maggiore attivazione nelle regioni del cervello associate a un maggiore desiderio di mangiare cibi zuccherati insomma che fanno ingrassare. “Questi risultati sono interessanti perché forniscono prove di ciò che sappiamo intuitivamente – ha affermato Gupta -. Quando le persone sono sole o solitarie, l’impatto non è solo su come si sentono, ma anche su ciò che mangiano, sul loro desiderio di mangiare e sulle loro voglie, soprattutto di cibi non salutari”.

Un circolo vizioso

“Se si hanno più voglie, si mangia di più e si può avere più ansia o depressione, il che può portare a mangiare di più – ha dichiarato Xiaobei Zhang, ricercatore post-dottorato e autore principale -. Questo percorso è circolo vizioso tra alimentazione non sana e sintomi mentali negativi”. Secondo i ricercatori, gli interventi olistici mente-corpo possono essere una soluzione per uscire dal circolo vizioso. Un altro suggerimento è quello di fare scelte alimentari più sane. “Invece di prendere quel cibo ad alta dipendenza, dolce e calorico che si desidera, si può provare a scegliere cibi sani invece di quelli cattivi”, ha suggerito Gupta.





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Scritto da: redazione

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