I VOSTRI MESSAGGI
Marika artemas - i like the way you kiss me Ciao, grazie per tenermi sempre compagnia, volevo ascoltare Artemas, mi piace un casino. saluti da Porto San Giorgio Filippo Red Hot Chili Peppers - Californication ciao Radio FM, potete suonare Californication dei Red Hot Chili Peppers. Grazieeeee 😍 Manolo 883 - Se Tornerai Ciao Simone volevo augurare a te e a Paolo un a buona Pasqua volevo dedicare a Lisa che gli voglio tanto bene

Tecnologia

ecco qual il migliore in ogni categoria

today5 Aprile 2024 1

Sfondo
share close


Ad inizio anno ci eravamo lasciati con un’affermazione forte: Samsung Galaxy S24 Ultra è il miglior top di gamma sul mercato per completezza. Da quel momento abbiamo avuto modo di testare due nuovi top di gamma degni di nota: Honor Magic 6 Pro e Xiaomi 14 Ultra. Ora che tutti quelli destinati al mercato europeo sono disponibili all’acquisto li abbiamo messi fianco a fianco per scoprire pregi, difetti e quale è da preferire nei vari contesti di utilizzo.

Ad onore del vero potrebbero mancare in questo versus un top di gamma Motorola, che si vocifera uscire con Snapdragon 8s Gen 3, ed anche un Sony Xperia 1 VI. Considerando quanto ancora dobbiamo attendere per vederli sul mercato e il fatto che punteranno molto probabilmente alla fascia non ultra, abbiamo deciso di escluderli. A compensare abbiamo inserito il Pixel 8 Pro, uno smartphone con un hardware poco competitivo ma che risulta essere un acquisto decisamente più economico e amato dall’utenza.

Andremo pian piano ad elencare il migliore in vari ambiti come qualità costruttiva, sblocco e vibrazione, display, prestazioni, batteria e aggiornamenti software. Valuteremo brevemente anche l’aspetto fotografico incentrandoci sulla piacevolezza d’uso più che sulla qualità delle foto, poiché per questo contenuto arriverà un video dedicato più avanti. A fine articolo pubblicheremo una classifica “matematica” che però ha poco valore ai fini del decretare quale sia “il migliore”.

Se vi state chiedendo il motivo, è presto detto: ad esempio 4 telefoni su 5 hanno lo stesso processore. Dare un voto ad uno differente dall’altro porta in termini matematici un dislivello di votazione non congruo a quello che si sperimenta nella quotidianità. Inoltre molti di voi potrebbero valutare come più importante la batteria rispetto al display o agli aggiornamenti, mentre col voto matematico tutte le categorie hanno lo stesso valore. Vi consigliamo quindi, nel caso siate indecisi su quale smartphone faccia più al vostro caso, di valutare in base a ciò che reputate importante in uno smartphone.

INDICE

LA RICERCA DELLO SMARTPHONE DEFINITIVO

Si parla spesso di smartphone “definitivo” e prima di iniziare l’eventuale ricerca è bene fare una precisazione: lo smartphone definitivo, “perfetto”, è probabilmente il giusto mix tra tutti quelli presi in analisi. Non ci troveremo mai di fronte allo smartphone completo per eccellenza, poiché in primis non converrebbe alle aziende poiché le costringerebbe a migliorarsi ogni volta a 360°. Ciò non toglie che alcuni smartphone di questo confronto offrano un’esperienza decisamente più completa, appagante e priva di limiti rispetto ad altri smartphone.

Può sembrare ridontante specificare che questa indagine è al 100% neutrale, come tutti quelli che trovate sul blog, ma è giusto ricordarlo ancora una volta. Non abbiamo alcun interesse a parlar bene di uno smartphone rispetto ad un altro e questo articolo non è sponsorizzato da alcun produttore. La critica, costruttiva, è invece ciò che può far bene a tutte le aziende in modo da accogliere i nostri ed i vostri feedback e migliorarsi di conseguenza. Questo articolo è quanto più di analitico si potesse ottenere, seppur ovviamente essendo il tutto basato sulla nostra esperienza quotidiana di utilizzo mantiene una piccola parte di soggettività.

La piacevolezza d’uso è un qualcosa che troppo spesso si snobba, poiché non ha un effettivo punteggio, ma è un fattore che ad esempio due anni fa mi ha fatto comprare Google Pixel 6 ed ho passato un anno felicissimo in sua compagnia, anche quando veniva bistrattato da tutti. Comprate ed utilizzate sempre ciò che è più ideale e conveniente a voi, non ciò che è di moda. Ultimo appunto sul prezzo: Xiaomi 14 Ultra e Galaxy S24 Ultra hanno un listino ed un prezzo decisamente impegnativo di circa 1500€. OnePlus 12 parte da circa 1000€, come anche Honor Magic 6 Pro. Pixel 8 Pro parte decisamente più in basso ma con una versione di storage quasi ridicola per un top di gamma, con soli 128GB di cui circa 100 a disposizione.

Personalmente ho speso solo due volte più di 1000€ per uno smartphone: iPhone 13 Pro e successivamente per il mio attuale iPhone 14 Pro. Ad oggi, con la consapevolezza accumulata, non consiglierei quasi mai di spendere più di 1000€ per uno smartphone. Se volete proprio un determinato top di gamma aspettate le offerte o i cali di prezzo, spesso segnalati sul nostro canale Telegram. Il prezzo di listino, sia dei device Android che iPhone, ormai non è un punto di riferimento affidabile.

QUALIT COSTRUTTIVA: VINCE SAMSUNG

Escludendo il design, molto soggettivo, e concentrandoci soltanto sulla qualità e resistenza dello smartphone possiamo dire che Samsung Galaxy S24 Ultra vince a mani basse. La sensazione in mano è di un vero mattoncino super resistente. Il titanio, seppur non il migliore usato su smartphone, risulta essere comunque una scelta vincente con questo trattamento opaco. Ho personalmente sperimentato qualche drop test, involontario, e lo smartphone non ha neanche i segni dell’impatto, incredibile.

Anche Honor Magic 6 Pro e Xiaomi 14 Ultra hanno puntato molto sul discorso resistenza, ma più sul vetro a protezione del display curvo. Apprezzo molto ciò ma mal si sposa con l’idea di mettere un vetro curvo di suo difficile da proteggere. Galaxy S24 Ultra passa invece ad una soluzione di display piatto e con protezione Gorilla Glass Armour. Come le soluzioni adottate da Xiaomi e Honor, anche lui risulta molto meno suscettibile a crepe e graffi ma rispetto a questi due device abbiamo anche una altissima riflettanza.

OnePlus 12 è costruito bene, a tratti benissimo, e ha due trattamenti della back cover unici e ben realizzati in base a quale colorazione si sceglie. Lo penalizzo rispetto agli altri poiché è certificato soltanto IP65, non un dramma perché potrebbe essere soltanto una questione economico/commerciale di brevetti ma fa storcere il naso. Pixel 8 Pro sarebbe stato il mio preferito avesse avuto un frame e camera bar annessa in metallo opaco, come su Pixel 8 base. Chiunque abbia un Pixel 8 Pro si ritroverà con tantissimi micro graffi e segni sulla camera bar e frame nel giro di poche settimane dall’acquisto, invece, per colpa dell’alluminio lucido scelto. Gran peccato perché lo trovo come il più originale e distintivo lato design.


SBLOCCO E VIBRAZIONE: VINCE HONOR

Abbiamo deciso di accorpare il voto della vibrazione e dei metodi di sblocco poiché spesso le cose vanno di pari passo. Sin da queste operazioni iniziali riusciamo a capire quanto il feedback della vibrazione sia valido ma soprattutto ben integrato. Galaxy S24 Ultra ad esempio ha un buon feedback di vibrazione ma è integrato male e poco all’interno della OneUI. Quando ad esempio sblocchiamo il nostro smartphone con l’impronta non abbiamo assolutamente alcun ritorno aptico. OnePlus e Xiaomi in questo sono da podio, poiché sia lo sblocco con l’impronta ma anche tante azioni di swipe, click e scorrimento sono coadiuvate da una risposta a livello di vibrazione eccellente.

Quando ad esempio arriverete al massimo del volume su Xiaomi, anche a telefono spento, avrete una vibrazione a due toni differenti per avvertirvi che siete arrivati al limite, con anche tutti i vari livelli inferiori notificati con differenti intensità. Tutti questi smartphone comunque hanno l’impronta sotto al display, seppur soltanto il OnePlus 12 l’ha posizionata dove è più facile arrivare col dito senza sbilanciare lo smartphone.

Parlando invece di sblocco con il volto, ce l’hanno tutti 2D tranne Honor che permette uno sblocco 3D affidabile e sicuro. Questo sblocco fa tutta la differenza del mondo poiché semplifica non di poco l’utilizzo dello smartphone in situazioni scomode ed in notturna. Tutti gli sblocchi del volto 2D, anche quello di Pixel più sicuro ed usabile per i pagamenti bancari, non funzionano al calare della luce. Honor quindi, seppur non abbia il miglior feedback di vibrazione ha un tris di ottime soluzioni che si completano a vicenda.


DISPLAY E CERTIFICAZIONI: VINCE ONEPLUS

Arriviamo a parlare di qualità dei display, un argomento molto spinoso e che già so dividerà molte opinioni nei commenti dell’articolo. Il mio preferito tra questi è il OnePlus 12, ve lo confermo, e c’è un perché ben chiaro: è quello con il perfetto mix tra tutto ciò che un pannello dovrebbe avere e supportare nel 2024. Affronteremo questo capitolo affrontando pian piano le varie specifiche telefono per telefono così da delineare la strada che mi ha portato a preferire uno smartphone rispetto all’altro.

TIPO DI PANNELLO E RISOLUZIONE

Tutti gli smartphone che stiamo prendendo in analisi hanno dei display AMOLED/OLED con risoluzione WQHD+/QHD+, escluso l’Honor Magic 6 Pro che si ferma al FHD+. Soltanto OnePlus e Honor supportano però il cambio di risoluzione automatico. Sottolineo automatico perché Xiaomi, Samsung e Pixel supportano certamente il passaggio dal QHD+ al FHD+ ma soltanto se siete voi ad aprire le impostazioni, entrare nel menù display, aprire il sottomenù risoluzione, cliccare la risoluzione desiderata e aspettare qualche secondo che si applichi.

Capite bene che questa procedura è noiosa, lenta ed impossibile da sfruttare nel quotidiano intelligentemente. In un 2024 dove si parla di Intelligenza Artificiale per funzioni astronomiche mi pare assurdo che non venga studiata una funzione software, come fatto da OnePlus, Vivo e OPPO per cambiare automaticamente la risoluzione. Il funzionamento tra l’altro è molto semplice: siete su WhatsApp ad inviare un messaggio? Sarete in FHD+ dato che non serve a nulla il QHD+. Siete in galleria a vedere una foto o state su una app di streaming/videogioco? In automatico il sistema passa in QHD+ per offrirvi il massimo della qualità e fedeltà nei colori. Non solo perché il display e vetro di OnePlus 12 ignorano l’eventuale contatto con l’acqua. Con lui potete dire addio ai falsi tocchi sotto la pioggia. Segnatevi queste piccole “chicche” perché ci serviranno quando parleremo poi di “completezza software”.

REFRESH RATE E PICCHI DI LUMINOSITÀ

Tutti questi pannelli sono LTPO, supportando pienamente il cambio del refresh rate da 1 a 120Hz in modo dinamico. Honor Magic 6 Pro ha addirittura integrato un AOD a schermo completamente attivo, un po’ come su iPhone. Lo smartphone che gestisce meglio il refresh rate è Samsung nelle applicazioni terze, dove gli altri ogni tanto si piantano a 60Hz, seppur sia sempre più sporadico. Parliamo però ora di luminosità poiché tutti questi smartphone hanno dei picchi incredibili tra 3000, 4000 e addirittura 5000 Nits.

Mettete a freno la vostra gioia poiché come vi raccontiamo sempre questi picchi di luminosità non sono “reali” o almeno non comuni. I 4500 Nits di OnePlus 12, 5000 di Honor Magic 6 Pro, 3000 di Xiaomi, 2700 di Samsung e 2400 per Pixel sono numeri raggiungibili soltanto in poche occasioni e non molto comuni, come vedere un video HDR ed anche in questo caso solo in alcuni spot possiamo misurare quei numeri. Nel quotidiano gli smartphone con il display più luminoso sono Honor e OnePlus con 1600 Nits di picco, seguiti a poco meno da Pixel 8 Pro. Seguono distanti invece Galaxy S24 Ultra e Xiaomi 14 Ultra con 1200 Nits di massima in esterna. Tutti questi smartphone hanno una funzione stile “TrueTone” con i colori e le tinte che si adattano durante il calare e sorgere del sole ed in base all’ambiente che ci circonda.

CERTIFICAZIONI E RIFLETTANZA

Tutti gli smartphone che abbiamo inserito in questo confronto sono certificati in applicazioni terze con l’HDR10+ e l’HEVC. Soltanto Honor, Xiaomi e OnePlus però supportano anche il Dolby Vision in applicazioni terze come Netflix. Può sembrare una cosa scontata ma se siete amanti di questa piattaforma è un fattore da prendere in considerazione. Tutti gli smartphone hanno una qualità su Prime Video relativamente scarsa: 1,8GB/orario dove un iPhone 14 Pro raggiunge anche i 5GB/orario. Se siete utilizzatori seriali di applicazioni di streaming l’iPhone rimane imbattibile.

Ultime due righe dedicate al Samsung: amo il suo avere il display completamente piatto e squadrato. Non solo perché grazie al Gorilla Glass Armour ha una capacità di annullare i riflessi incredibile. Questa feature vale mezzo prezzo del biglietto speso, poiché ad esempio se siete in treno ed un raggio di sole batte sulla vostra postazione con lui avrete quasi zero noie a visualizzare la vostra serie TV preferita. Ovvio che se mettete un vetro temperato a protezione, come ho fatto io, si perde totalmente questa feature.


MICROFONI, SPEAKER E RICEZIONE: VINCE SAMSUNG

Occhio a questo capitolo poiché abbiamo decretato come vincitore Samsung Galaxy S24 Ultra, poiché primeggia in due categorie su tre, ma alcuni di voi potrebbero preferire lo Xiaomi 14 Ultra. Entrambi gli smartphone hanno dei microfoni e speaker eccellenti ma Samsung è di poco preferibile. Galaxy S24 Ultra però rispetto a Xiaomi 14 Ultra ha una ricezione peggiore ma anche dei valori SAR più bassi. Qui entra in gioco molto l’aspetto personale: non essendo nel mio caso un limite la ricezione di S24U lo gradisco, magari nella vostra zona e con un operatore differente da TIM lo Xiaomi può essere preferito.


Sicuramente lato ricezione Honor e OnePlus dominano in modo assoluto. Trovare il migliore dei due è pressoché impossibile. Entrambi nel canonico percorso autostradale, con Android Auto Wireless ed Apple Music in qualità Loseless, non perdono mai lo streaming musicale anche con conseguenti gallerie. Pixel purtroppo soffre molto lato ricezione, più di Samsung, e anche i microfoni sono buoni ma non incredibili come Samsung e Xiaomi. Pixel quando ha un brutto segnale mobile scalda anche decisamente di più degli altri, insomma è il peggiore a tutto tondo.

OnePlus ed Honor si difendono abbastanza bene lato audio, seppur non raggiungano le vette di Samsung e Xiaomi. Sfrutto queste ultime righe per parlarvi anche brevemente di sensori di luminosità e prossimità poiché funzionano molto molto bene su tutti questi smartphone, chi più chi meno.


PRESTAZIONI E TEMPERATURE: VINCE HONOR

Quattro telefoni su cinque di questo confronto hanno come SOC lo Snapdragon 8 Gen 3. Le ram variano in dimensioni ma sono tutte LPDDR5 e lo storage è sempre UFS 4.0. L’unica nota stonata è il Google Pixel 8 Pro che con il suo Tensor G3, un Exynos ottimizzato da Google, e le memorie UFS 3.1 ormai tende più al medio gamma che ad essere un top. Fa quasi paura che un POCO X6 Pro a 350€, senza offerte, abbia delle prestazioni migliori, non lagghi in videogiochi e abbia delle memorie UFS 4.0 più veloci. Google come sempre va al risparmio sul’hardware e questo è un gran peccato poiché se immagino un Pixel 8 con Snapdragon 7+ Gen 2, senza scomodare i SOC top, penso ad uno smartphone incredibile con super prestazioni, senza più problemi di temperature, ricezione migliorata e autonomia migliorata.. pazzesco.

Messo da parte il Pixel, che quasi non scende in campo a competere con gli altri quattro, trovare differenze tra Xiaomi, OnePlus, Honor e Samsung è una impresa. Tutti girano alla grande e possiamo notare giusto come Honor gestisca meglio le temperature, non essendo quasi mai neanche tiepido. OnePlus segue a ruota con un ottimo sistema di dissipazione ma non alla pari di Honor. Samsung fa leggermente meglio di Xiaomi lato temperature grazie ad una superficie maggiore dove dissipare il calore, dove Xiaomi colpa del blocco fotocamere enorme fa un po’ più fatica.


AUTONOMIA E RICARICA: VINCE HONOR O XIAOMI?

Arrivando a parlare di autonomia è lecito aspettarsi che il migliore sia Honor, grazie alla sua imponente batteria da 5600mAh che si basa sulla tecnologia carbonio silicio. La batteria è molto sottile e permette una gestione migliore degli spazi interni dello smartphone e quindi anche delle temperature. Non solo perché la ricarica è comunque molto rapida: 80W via cavo e 66W wireless. Benissimo anche OnePlus con 5400mAh ed una ricarica rapidissima a 100W via cavo e 50W wireless. Xiaomi purtroppo ha “soltanto” una batteria da 5000mAh con carica rapida a 90W via cavo e 80W wireless. Gran peccato che però Xiaomi abbia reso esclusiva la batteria da 5300mAh in tecnologia carbonio silicio solo per il mercato cinese, con quella sarebbe stato da primato.

Anche perché non dimentichiamoci che assieme a Xiaomi 14 Ultra si può usare il Photography Kit che può arricchire lo smartphone di 1500mAh grazie alla sua batteria integrata che ricarica lo smartphone via type-c. Con il modulo inserito arriviamo quindi ad una teorica batteria incredibile da 6500mAh.. a patto di tenere sempre su quello scomodo modulo posteriore. Samsung ha 5000mAh ma si ferma a soli 45W di ricarica via cavo e 15W wireless mentre Pixel 8 Pro si ferma a 30W via cavo e via wireless 23W.

Reputo inaccettabile per un top di gamma nel 2024 avere meno di 67W di ricarica rapida. Non regge più la scusa della ricarica lenta che non deteriora la batteria, poiché una classica ricarica lenta fa scaldare il telefono per molto più tempo, lo rende quasi inutilizzabile in questo periodo temporale e spesso scalda anche di più. Questo perché tutte le ricariche rapide moderne si basano su batterie dual cell. Molto in breve ciò significa che noi andiamo a caricare due batterie distinte all’interno dello smartphone. Con una carica a 100W quindi in realtà dividiamo la carica in 50W+50W andando a mantenere le stesse temperature di una carica più lenta ma che grazie al fattore sdoppiamento avviene nella metà del tempo, geniale ed economico. Chi non introduce una carica di questo tipo lo fa volutamente per scelta di marketing, non per difendervi dalle alte temperature.


ESPERIENZA FOTOGRAFICA: VINCE XIAOMI?

Arrivando a parlare di fotografia vi annuncio che prossima settimana arriverà un bel focus sulle foto dei top di gamma e precisamente dando un occhio di riguardo a quelle di Xiaomi 14 Ultra, anche a confronto con una mirrorless tascabile. Affrontando oggi il discorso fotografia ci incentriamo di più sull’esperienza di scatto, il software e l’hardware messo a disposizione. Sicuramente Xiaomi, come vi abbiamo raccontato all’interno della recensione, mette a disposizione un hardware di primissimo livello. Se iPhone è lo smartphone che ha reso pop la fotografia punta e scatta potremmo dire che Xiaomi sta cercando di fare lo stesso con quella professionale. Non sono un fotografo ma usare questo telefono assieme al photography kit ti invoglia proprio ad uscire e migliorarti. Ho scattato qualche ritratto due giorni fa, molto a caso, ma ho potuto osservare un risultato super naturale che ok, non sostituisce una fotocamera, ma può benissimo affiancarla come mai era possibile prima d’ora.

Pixel 8 Pro e OnePlus 12 sono però delle scelte altrettanto valide. Con il Pixel 8 Pro non è mai scattata la scintilla in realtà per due fattori: i RAW sono ancora di un livello non accettabile rispetto Xiaomi e iPhone, almeno su Lightroom, e lo sbalzo dai 24mm ai 120mm è decisamente troppo. Manca una terza focale zoom 3X a compensare questa distanza, un po’ come avviene su Xiaomi e Samsung. Occhio invece a OnePlus 12 perché è migliorato tanto lato sensori ed ottiche, dove Pixel ha cambiato pochissimo, ma ha fatto anche un super lavorone anche sull’interfaccia di scatto. Non solo perché OnePlus ha ascoltato l’utenza e con l’ultimo aggiornamento ha integrato anche lo switch in 4K/60fps tra tutte e tre le fotocamere, mettendosi alla pari degli altri top cameraphone seppur la qualità video sia ancora uno step inferiore.

Le modalità secondarie sono state nascoste od integrate molto bene nelle modalità di scatto principali ma non solo: la nuova modalità Master, che sostituisce la PRO, è un gioiellino. A schermo abbiamo soltanto i 4 pulsanti per lo zoom. con quello della 1X che si può cliccare per passare da 23 a 28 a 25mm. L’altro pulsante disponibile è uno switch da Auto a Pro dove tenendo Auto selezionato possiamo scattare in RAW curandoci solo della composizione mentre se vogliamo i comandi manuali clicchiamo Pro. Può sembrare una scemata ma poiché nessuno, o quasi, utilizza i comandi manuali è giusto far decidere all’utente di poterli nascondere. iPhone ha fatto una fortuna grazie alla sua interfaccia di scatto pulita e apprezzo che finalmente qualcuno stia seguendo quell’idea: su smartphone a nessuno interessa di istogrammi, focus peaking e simili.

L’esempio opposto è Honor Magic 6 Pro che ha tantissime impostazioni, spesso doppioni, modalità extra poco utili tipo quella Apertura che potrebbe essere inglobata in Ritratto e via dicendo. Poco chiare anche le forzature a registrare in 21:9 con un sensore 4:3 con le modalità più creative. Samsung ha due anime: la fotocamera classica abbastanza ben fatta, con giusto qualche cosa di troppo, ed Expert Raw dove abbiamo infinite possibilità ed impostazioni. Quella che mi ha stupito di più è una simulazione dei filtri ND, una roba super geek che però potrebbe essere utile ai fotografi più avvezzi: molto da “nerd” insomma.

Per la qualità delle foto la mia scelta sarebbe Xiaomi in RAW e OnePlus in JPEG/HEIF. Anche i RAW di OnePlus non sono male seppur quelli di Samsung sono più lavorabili. Honor purtroppo non supporta i RAW con il teleobiettivo e con la ultrawide, limite troppo grande per essere ignorato. Il Pixel 8 Pro ha un HDR e colori troppo spinti che non mi fanno impazzire, personalmente, ma è quello che sbaglia meno scatti: su 100 ne butti uno massimo due. Per i video vince e stravince a mani basse lo Xiaomi, che ha anche il LOG 10bit 4K/60fps con anteprima del LUT. Xiaomi e Samsung hanno il 4K a 120FPS. Samsung è l’unica con la modalità cinema decente che si sposa bene anche con al selfie camera 4K con autofocus. Honor e Pixel anche hanno l’autofocus sulla selfie camera ma il livello è molto più basso.

AGGIORNAMENTI SOFTWARE: VINCE PIXEL

Per quanto riguarda il discorso aggiornamenti abbiamo sicuramente un vincitore: Google Pixel 8 Pro. Qualche giorno fa abbiamo girato un Reel provocatorio con Umberto, dove criticavamo il fatto che avere sette anni di aggiornamenti ma dover poi scendere a compromessi di marketing non fosse proprio il massimo. Nello specifico ci lamentavamo di come Gemini Nano non sarebbe arrivato su Pixel 8 per “limiti hardware”. Dopo che si è sollevato un polverone Google ha fatto marcia indietro e ha dichiarato che quell’aggiornamento arriverà anche su Pixel 8. Sono molto felice di ciò ma ho paura che nel tempo ci troveremo sempre più di fronte a queste limitazioni “fittizie” perché a nessuna azienda conviene tenere in buona vita uno smartphone per SETTE anni.

Con l’innovazione che procede sempre più a rilento e molte funzioni che vengono rebrandizzate come “Intelligenza Artificiale” la paura è che si punterà sempre di più al limitare funzioni software innovative soltanto alle nuove generazioni di smartphone, anche quando potrebbero benissimo venir supportare su quelle precedenti. A maggior ragione se pensiamo che la stragrande maggioranza delle funzioni AI si basa sul cloud.

Escludendo ciò, reputo Pixel ed i suoi feature drop il vero motivo per il quale preferire uno smartphone di Google rispetto agli altri, per quanto riguarda il supporto. Avere ogni tre-quattro mesi una valangata di novità è sicuramente qualcosa che fa bene al device stesso e fa piacere a noi utilizzatori. Samsung da questo punto di vista è vero che aggiorna ogni mese ma spesso sono soltanto semplici patch di sicurezza, senza novità e migliorie. A gusto personale poi trovo che l’interfaccia Material You si sposi bene con il concetto estetico di Pixel 8, dove la OneUI non ci azzecca nulla con quello che poi è Galaxy S24 Ultra da fuori, è una anima scollegata dal corpo. So che è un discorso un po’ fuori dagli schemi ma reputo che una interfaccia grafica ottimizzata anche sul concetto che lo smartphone vuole esprimere sia il massimo ed è uno dei motivi per i quali apprezzo i Nothing Phone.

Tra gli smartphone che hanno quattro major update e cinque anni di patch di sicurezza il mio preferito è OnePlus 12 rispetto a Xiaomi 14 Ultra. OnePlus da quando è sotto OPPO sta lavorando benissimo sul software e sulla qualità e costanza degli aggiornamenti. Anche i OnePlus NORD CE Lite, smartphone da 200€, si aggiornano a cadenza regolare di due mesi con dei change log immensi tra patch di sicurezza e tantissime novità e migliorie. Se il compromesso per avere ciò è rinunciare a qualche patch di sicurezza sono ben felice di rinunciarci, poiché ogni aggiornamento che arriva è un po’ come trovarsi uno smartphone nuovo tra le mani. I major update poi sono regolari con OnePlus 11 che è stato uno dei primi ad aggiornarsi. Cosa importante e da non sottovalutare: si ascolta molto l’utenza. Come detto prima è stato integrato lo switch delle fotocamere in 4K/60fps, dopo una grande richiesta, bene.

Xiaomi sui top di gamma è quasi su quella strada: Xiaomi 13 Pro che ho utilizzato personalmente nel 2023 si è aggiornato quasi una volta al mese. Il problema qui è che la regolarità di rilascio è molto più randomica e dopo un anno può capitare che il rilascio diventi più diluito, dove un OnePlus rimane perfettamente regolare. Xiaomi poi ha ancora qualche magagna con un software da ottimizzare: tra i widget consigliati su un telefono da 1500€ non ci può essere un banner dei migliori giochi che sembra uscito fuori da un telefono Android di 10 generazioni fa. Anche Samsung ha il suo bloatware ed il suo store, ad esempio, ma lo gestisce in modo molto più pulito graficamente ed in modo meno invasivo. Honor è il fanalino di coda in tutto ciò: le patch arrivano regolarmente, o quasi, ma i major update sono sempre troppo tardivi. Honor è l’unico brand a dover aggiornare i propri medio gamma 2023 ad Android 14 dove anche Xiaomi ha praticamente aggiornato tutta la sua infinita line up italiana.


CHI VINCE QUESTO CONFRONTO?

Mettendola ai punti, otteniamo che OnePlus e Samsung si ritrovano a pari merito sul primo posto del podio con poco sotto Honor e Xiaomi sempre a punteggio identico. Molto più staccato il Pixel che soffre di tutti gli ultimi posti causati dal suo hardware molto più limitato. Questo secondo la matematica delle classifiche che però reputo abbia un valore pari a zero, o quasi. Questo perché se ad esempio parliamo di prestazioni, escluso il Pixel, sono tutti quasi sovrapponibili.

Ok l’Honor fa meglio ma non sceglierei mai quello rispetto ad un Samsung soltanto perché scalda poco meno, come non sceglierei il Samsung rispetto lo Xiaomi solo perché mi sembra più resistente. Il prezzo poi è difficile da inserire in quella classifica ma ha un valore fondamentale. Come detto nelle prime battute di questo articolo, reo dei miei errori del passato, non spenderei ad oggi più di 1000€ per un top di gamma. Samsung e Xiaomi in fase di lancio hanno già toccato i quasi 800€ dai 1500€ di partenza mentre Honor e OnePlus sono dal day one perennemente sotto i 1000€. Pixel è vero che ha un prezzo più basso degli altri ma inizia a 128GB contro i 512GB di Honor e Xiaomi ad esempio.


Una cosa è certa: mai come quest’anno abbiamo cinque top di gamma tutti eccezionali e di altissimo livello. Considerando i prezzi su Amazon, forse ad oggi comprerei OnePlus 12: il top di gamma più sottovalutato dell’anno. Questo telefono appena andrà in offerta sarà una bomba incredibile. Originale esteticamente, display super, ricezione super, software finalmente curato nei piccoli dettagli e nell’extra ma anche una fotocamera finalmente competitiva. Non gli manca nulla e costa 500€ di listino meno degli altri. Honor in perenne offerta a 1000€ è un ottimo acquisto per chi cerca il massimo della scheda tecnica, una super batteria ed un software molto semplice e conservativo, stile Huawei.

Xiaomi si conferma ai vertici con uno Xiaomi 14 Ultra finalmente completo ed affidabile in tutto. In pochissimi anni Xiaomi è passata da Mi 10, Mi 11 e Mi 12, tre top di gamma “di fascia bassa” e con molti limiti, a Xiaomi 13 e Xiaomi 14 che sono due serie di smartphone top di gamma assurde. La transizione probabilmente è stata così rapida e verticale che molti vecchi acquirenti sono ancora scossi dalla Xiaomi del passato con una qualità offerta decisamente più bassa. In un solo anno Xiaomi è passata dall’essere una delle peggiori aziende in ambito fotografico su smartphone ad essere il riferimento, bravi bravi bravi. Manca un passaggio chiave ora: prendere un team di sviluppatori e seguire alla lettera i gusti e i desideri del pubblico occidentale. Anche se la nuova HyperOS è stata svuotata di molte funzioni della controparte cinese ancora non piace al mercato: serve un cambiamento.

Chiudiamo il cerchio tornando su Samsung. Nel mentre che scrivo queste ultime righe sono tornato ad utilizzare Galaxy S24, il compattino. Mi ci sto trovando benissimo, per certi versi meglio di Galaxy S23 che ho utilizzato per tutto il 2023. Questo per dirvi che non parlo tanto per, ma con esperienza sulle spalle e con il piacere di usare i dispositivi Samsung. Ciò non toglie che non riesco a trovare quel software completissimo ed unico che tanto spesso viene decantato. Capiamoci: c’è tutto quello che serve ed anche qualcosa in più, ma vi elenco qui sotto un paio di immagini con funzioni che ho usato con piacere su OnePlus e non ho trovato su Samsung. Viceversa l’unica cosa che ho trovato su Samsung e non su OnePlus è DeX, che non utilizzo ma è un discorso personale in questo caso.

Non capisco poi come alcune cose per Xiaomi vengano criticate come il rimando ai loro store ad esempio per la scelta di temi, icone e sfondi quando Samsung fa la stessa identica cosa. Certo il Galaxy Store è con pubblicità meno invasive ma lo trovo comunque intrusivo rispetto ad un OnePlus che mi fa scegliere tutto dalle impostazioni di sistema ed offline. Alcune funzioni essenziali di Samsung si aggiornano obbligatoriamente tramite questo store, che quindi non posso disattivare. Spero che questa digressione vi aiuti ad aprire un po’ gli occhi e a criticare con più criterio, poiché solo così possiamo davvero aiutare le aziende. Se continuiamo a dire che la OneUI è perfetta probabilmente non verrà mai migliorata. Idem con Apple e tutti i produttori che vi stanno più a cuore.

APPLICA CODICE SCONTO AHFANS10P SUL SITO UFFICIALE

Essendo un utente Samsung, invece, gradirei cose come uno switch automatico della risoluzione, un selettore manuale del refresh rate app per app, un feedback di vibrazione più integrato nel sistema, una attenuazione extra del flickering, sapere la capacità della batteria dello smartphone, meno bloatware, l’Acqua Touch e piccole funzioni che migliorano la piacevolezza d’uso come si trovano su OnePlus. E con ciò continuo comunque a pensare che Samsung Galaxy S24 Ultra sia un top di gamma completissimo, probabilmente il più completo, ma ciò non toglie che da utilizzatore non si possa criticare così da avere un S25 Ultra ancor migliorato. Sono curioso però ora di sapere la vostra qui sotto nei commenti: quale è il vostro smartphone top di gamma preferito del 2024? Pensate che Sony e Motorola possano far competizione a questi cinque incredibili smartphone? Solo il tempo potrà darci conferma!

VIDEO



.

Scritto da: redazione

Rate it

Classifica

Tracklist completa

ASCOLTACI CON LE NOSTRE APPLICAZIONI

0%