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Zucchero: al via “Overdose D’Amore World Wild Tour”

today3 Aprile 2024 18

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Zucchero è ripartito con il suo tour mondiale, l’Overdose D’Amore World Wild Tour, con tre date alla Royal Albert Hall. Tra fine giugno e inizio luglio toccherà anche l’Italia con cinque date negli stadi (Udine, Bologna, Messina, Pescara, Milano). Un tour in cui non ci sarà la tecnologia perché questo “è il mio modo di vedere e vivere il live: se non c’è la musica suonata mancano i colori, la dinamica e sarebbe tutto molto piatto. Non mi divertirei. Il concerto funziona? E allora perché cambiarlo?”.

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di un altro suo collega, Vasco Rossi, che ha fatto sapere che vorrebbe che la sua fine avvenisse in scena. Affermazioni a cui Zucchero ribatte: “Vasco dice che vuole morire sul palco? Beh, io lo dico da ben prima di lui e ci sono anche andato molto vicino una volta a Zurigo. Vista l’età, preferisco ammazzare il mio tempo con i concerti: vedi gente, giri il mondo, sei vivo, ti senti vivo. I dischi mi piacciono e a qualcosa sto lavorando, ma punto sui tour, almeno finché reggo”. 

Insomma, dalle sue parole non ci pensa minimamente a smettere come stanno facendo altri suoi coetanei. Però ha deciso di dire basta ai duetti: “Sono stato tra i primi a farli, ora li lascio agli altri. Anche perché molti artisti con cui avrei voluto lavorare non ci sono più. Una su tutte Amy Winehouse”. L’unico duetto a cui si assiste durante il concerto a Londra è quello con Jack Savoretti in Senza una donna. “Lui adora il brano e mi ha chiesto se potevamo farlo insieme e di essere ospite alla Royal Albert Hall e ho accettato volentieri. Del resto proprio qui io mi esibii la prima volta nel 1990, grazie a Eric Clapton che mi chiamò ad aprire i suoi concerti. Mi diede una grande chance: da lì partì la mia carriera fuori dall’Italia”.

Sul palco londinese detiene il record di artista italiano non lirico ad essersi esibito più volte. Un appuntamento fisso anche nella stessa struttura alberghiera. Con una nota malinconica nella voce, confessa: “Da allora sempre stesso hotel e stessa stanza, con una differenza: allora ero messo male e davanti ad una finestra ho pensato al suicidio, oggi invece posso tranquillamente tenere le finestre aperte”.

E a proposito degli artisti emergenti, ha alcune preferenze anche se il giudizio non è positivo in generale: “Mi sembra che oggi sia tutto un po’ annacquato, anche il rock. Tutti troppo attenti al politicamente corretto e nessuno che ci va giù pesante. Battaglie sociali nelle canzoni? Mi sembra più un tirassegno. Anche se qualcuno che scrive bene c’è: mi piacciono Salmo, Marracash, Blanco”.





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Scritto da: redazione

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