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Tecnologia

Recensione Asus Zenbook 14 OLED, ecco come va con il nuovo Intel Core Ultra 7

today7 Marzo 2024 29

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Intorno alla metà dello scorso mese di dicembre Intel ha ufficialmente lanciato i suoi nuovi processori Meteor Lake e con essi sono arrivati anche i primi notebook che li offrono come piattaforma. Da allora ho potuto provare uno di questi prodotti, ovvero il nuovo Asus Zenbook 14 OLED, che mi ha sostanzialmente accompagnato per questi due mesi in cui l’ho alternato al MacBook Pro che ho utilizzato principalmente per il montaggio video, affidando proprio al nuovo Zenbook tutto li resto delle attività svolte quotidianamente. Come è andata? Sarò del tutto sincero, il primo impatto non è stato dei migliori ma dopo un paio di aggiornamenti le cose sono cambiate, migliorando sensibilimente, e ora quindi sono pronto a raccontavi la mia esperienza in questa recensione.

INDICE

I NUOVI SoC INTEL

E essendo questo il primo notebook che proviamo dotato di CPU Meteor Lake iniziamo questa recensione con un breve riassunto di quelle che sono le novità introdotte da Intel con queste piattaforme. Non è un caso che Intel abbia deciso di passare a una nuova nomenclatura con i processori Core Ultra con architettura Meteor Lake. Benché infatti i P-Core Redwood Cove e gli E-Core Crestmont siano molto simili ai rispettivi core utilizzati per le CPU Raptor Lake, cambia tutto il resto a partire dall’architettura chiplet con packaging Foveros per arrivare alla presenza di un’unità dedicata all’intelligenza artificiale chiamata NPU.

Tra le novità c’è anche il processo produttivo Intel 4, il primo della compagnia basato su litografia EUV, che consente una densità di transistor doppia rispetto al processo Intel 7. Rispetto a quest’ultimo, di conseguenza, risulta ben più adatto per processori per laptop che promettono il massimo dell’efficienza sul mercato, almeno in relazione all’utilizzo con dispositivi ultrasottili. Ed è proprio nel caso di questi, spesso sprovvisti di GPU discreta, che risulta un fattore chiave l’adozione della nuova GPU integrata Xe-LPG.


Realizzata per garantire buone prestazioni in gioco e offrire margini di manovra ai creatori di contenuti, la GPU integrata nei processori Meteor Lake fa leva sui nuovi Core Xe, ognuno dotato di un’unità per l’accelerazione del ray tracing. Da notare inoltre l’incremento del 33% dei Vector Engine, che diventano 128, e il raddoppio delle Geometry Pipeline, che diventano 2 e contribuiscono a un incremento netto nelle prestazioni. Il tutto raccolto in un tile separato. Sono invece integrati in due porzioni separate del tile del SoC l’Xe Display Engine, in grado di supportare fino alla risoluzione 8K a 60 FPS, e l’Xe Media Engine che supporta i codec JPEG/MPEG, AVC, VP9, HEVC e AV1.

Per quanto riguarad la lineup, Intel ha annunciato la disponibilità cinque modelli della serie Core Ultra H e cinque varianti della serie a basso consumo Core Ultra U. Partendo dalla prima, l’Intel Core Ultra 7 155H è il terzo in termini di potenza, inferiore al Core Ultra 7 165H e al 185H solo per quanto riguarda le frequenze. Come questi, infatti, conta un totale di 16 core suddivisi in 6 core Redwood Cove ad alte prestazioni, 8 core Crestmont ad alta efficienza e 2 core ad altissima efficienza, oltre alla NPU da due engine neurali. Ed è la medesima anche la GPU integrata Intel XE LPG da 8 unità di calcolo, superiore a quella dei modelli di fascia più bassa che si accontentano di un’unità da 7 compute unit.

Oltre a rinunciare a un core Intel Xe, i due processori Core Ultra H di fascia più bassa (125H e 135H) si accontentano di 4 P-Core, ma questo non comporta una riduzione dei consumi che per tutti i quattro modelli partono da una base di 28 W per arrivare a un massimo configurabile di 64-115 W. Si cambia registro, invece, con i modelli Core Ultra U che guardano ai laptop ultrasottili a basso consumo scendendo a 15 W di consumo base e 57 W di consumo massimo. Per riuscirci, però, sono oggetto di parecchi sacrifici. Basti pensare alla drastica diminuzione del numero di P-Core, solo 2 per tutti i modelli della serie, e il calo delle unità di calcolo della GPU Xe-LPG che scendono a 4. Restano però l’unità NPU e gli stessi 10 core ad alta efficienza, divisi in due nella CPU e due ancora più efficienti che si trovano sul tile del SoC, che accomunano tutti i processori.

HARDWARE E PRESTAZIONI

Ora che abbiamo una infarinatura delle principali caratteristiche delle nuove piattaforme Intel possiamo andare ad analizzare come si comporta questo Zenbook 14 e, soprattutto l’Intel Core Ultra 7 155H che troviamo al suo interno. Come già anticipato parliamo di un chipset dotato di una CPU a 16 core di cui 6 unità ad alte prestazioni, 8 ad alta efficienza e 2 core ad altissima efficienza. A questi si affianca una GPU Xe LPG da 8 unità di calcolo e una NPU con 2 neural engine. La memoria RAM è di 16 GB, mentre l’SSD è una unità da 1 Tb di capacità ed è anche l’unico elemento aggiornabile di tutta la piattaforma. Considerando le performance che si possono ottenere oggigiorno con le unità PCIe 4.0 non siamo di fronte ad una unità velocissima. Parliamo infatti di velocità di lettura e scrittura pari a circa 5000 e 3500 MB/s; insomma, si può fare sicuramente meglio ma non si tratta di un problema insormontabile per quello che saranno le operazioni più comunemente affidate a questo notebook.


Ma tornando alle prestazioni legate in maniera più stretta al nuovo chipset posso dirvi che a conti fatti la CPU è forse l’elemento che porta meno novità e meno migliorie rispetto al passato. Le performance sono sicuramente migliori rispetto al Core i7 1360P di precedente generazione, ma specialmente in single core questa differenza è assolutamente trascurabile. Il vantaggio si fa invece un pochino più sostanzioso in multi-core ma vi posso assicurare che nell’utilizzo lavorativo tipico di tutti i giorni non noterete alcuna differenza.

Anche perchè, visto anche il suo design, Asus ha pensato per questo Zenbook 14 una messa a punto piuttosto conservativa. Spingendo la piattaforma al suo limite è facile notare un throttling abbastanza pronunciato, utile a mantenere le temperature sempre entro un range più che sicuro e a fare in modo che il sistema rimanga sempre, e prima di tutto, stabile. Intendiamoci bene, si tratta di un throttling termico che viene evidenziato dai software di monitoring della CPU, nell’uso standard, come appena detto, non vi accorgerete di nulla.

E dopo due mesi di utilizzo posso dire di essere più che certo di quello che sto dicendo, il comportamento di questo prodotto nell’uso lavorativo di tutti i giorni è davvero ottimo. Vi parlo principalmente di navigazione, videoscrittura, Mail, consumo di contenuti multimediali, gestione di fogli di calcolo e più in generale della suite Office. Insomma nel classico lavoro da ufficio questo è un prodotto che non vi farà mai mancare nulla e, allo stesso tempo, permette di ottenere anche un’ottima autonomia.


Ma il salto prestazionale più importante si ha quando guardiamo quelle che sono le prestazioni della GPU. In un test come quello di 3D Mark TimeSpy, ad esempio, le prestazioni della nuova GPU, sono quasi tre volte superiori a quelle delle precedenti Iris Xe. Parliamo infatti di un punteggio di oltre 3.600 punti contro i 1700 di un Core i7 1360P, un incremento davvero importante se consideriamo che si tratta di una sola generazione di differenza.

Ma quindi, visto questo incremento di prestazioni, ci possiamo anche giocare? Direi proprio di sì, ovviamente non dobbiamo aspettarci prestazioni incredibili e nemmeno lontanamente paragonabili a quelle di un notebook da gaming. Diciamo però che con titoli non esageratamente esigenti, come potrebbe essere un Rocket League o altre proposte di pari complessità grafica, questo Zenbook 14 permette di passare qualche ritaglio di tempo in maniera un pochino più spensierata con prestazioni tutto sommato soddisfacenti.

DISPLAY

Asus è stato uno dei primi marchi di computer portatili a puntare tutto sull’OLED e, in quanto modello di punta, lo Zenbook 14 è ovviamente dotato proprio di un pannello con questa tecnologia. Si tratta di un display da 14 pollici che utilizza quella che Asus chiama tecnologia OLED Lumina. Promette una luminosità fino a 550 nit e una copertura del 100% del DCI-P3, oltre a supportare l’input tramite tocco con il supporto completo per la Asus Pen, nonostante non si tratti di un portatile convertibile.

Come tutti i display OLED, la resa è fantastica. I neri sono molto profondi perché i pixel possono essere completamente disattivati, ottenendo così un contrasto infinito. Entrando un pochino più nei dettagli, il display OLED dell’Asus Zenbook 14 si comporta in modo eccellente. Per quanto riguarda la riproduzione dei colori, abbiamo una copertura del 100% di sRGB e P3, del 94% di Adobe RGB e del 93% di NTSC. Risultato davvero ottimi che sono specchio dell’ottimo lavoro effettuato da Asus sui display da qualche generazione a questa parte.

Per quanto riguarda la luminosità e il contrasto, si arriva effettivamente vicino ai 600 nit in modalità HDR che scendono a poco meno di 400 in SDR, comunque sufficienti nell’uso di tutti i giorni, specie in ambienti chiusi. A mio modo di vedere il difetto più grande sta nella copertura in vetro Corning Gorilla Glass che è molto riflettente. Anche se il display offre una buona luminosità, i riflessi possono rendere la visibilità un po’ più difficile in pieno giorno. Non è una caratteristica così rara se pensiamo ai display touch, ma indubbiamente Asus potrebbe fare di meglio.

Rimanendo poi in ambito multimediale posso dire che la webcam in 1080p fa il suo lavoro in maniera discreta, mentre gli speaker non sono certo il punto di forza della soluzione. Direi che sia in termini di qualità che di volume siamo su un livello solo sufficiente.

DESIGN E MATERIALI

Il design è quello classico delle soluzioni Zenbook, molto curato e allo stesso tempo sobrio. Devo dire che ho molto apprezzato anche la colorazione, un blu notte molto elegante che si abbina perfettamente alle linee del prodotto. A livello di materiali non ci si può assolutamente lamentare. Siamo di fronte ad una soluzione interamente realizzata in lega di alluminio e magnesio, che può anche contare su una certificazione militare 810H che ne attesta comunque una certa resistenza agli urti.

Solido quindi, ma anche decisamente portatile, grazie a dimensioni comunque molto contenuto. Parliamo infatti di un notebook da meno di 1,5 centimetri di spessore e solo 1,2 Kg di peso. Numeri che per un 14 pollici sono molto buoni, e sono ulteriormente valorizzati dal fatto che in termini di connettività non si rinuncia a nulla. Lungo i due lati troviamo infatti una HDMI 2.1 in formato pieno, due USB-C con supporto Thunderbolt 4, jack per le cuffie e, sul lato opposto, anche una USB-A.

Ma se in termini di quantità e varietà di porte non posso dire nulla, devo invece muovere una piccola critica a proposito della loro posizione. Le USB-C che vengono utilizzate anche per la ricarica, sono infatti posizionate a destra e anche piuttosto in basso, questo significa, se siete destrorsi, avere sempre il cavo di ricarica tra i piedi quando utilizzate un mouse.


Restando in tema di periferiche non posso poi che elogiare la tastiera di questo ZenBook 14 OLED. I tasti a isola sono di buone dimensioni, ben spaziati tra loro e con una corsa di 1,4 mm in grado di dare un feedback netto e deciso. Insomma, un’esperienza di scrittura assolutamente soddisfacente che è accompagnata da un trackpad di buona qualità, sia in termini di scorrevolezza che di precisione, ecco avrei preferito qualche mm in più per quello che riguarda la dimensione, ma diciamo che è proprio cercare il pelo nell’uovo.

AUTONOMIA

E se non possiamo per nulla lamentarci di costruzione e periferiche, direi che lo stesso vale anche per l’autonomia. All’interno di questo notebook troviamo una batteria da 75 WHr di capacità che è in grado di garantire tranquillamente le classiche 8 ore di utilizzo lavorativo standard.

Questo Zenbook mi ha accompagnato per quasi due mesi, con un paio di viaggi nei quali non ho mai sentito il bisogno di una autonomia superiore. No, non siamo ancora ai livelli di un macbook air ma diciamo che è difficile scendere sotto le 8-9 ore di utilizzo se parliamo principalmente di navigazione Web, mail e videoscrittura. Tutto questo con luminosità, come di consueto, al 50% e modalità d’uso bilanciata.

Con questo pattern d’uso si fa quindi un pochino meglio dei modelli di precedente generazione, rispetto ai quali il vantaggio diventa molto evidente in caso di un utilizzo ancora meno impegnativo, come può essere la sola videoscrittura o la riproduzione video in streaming con app ottimizzate. I consumi con i software che che sfruttano le nuove configurazioni dotate di 2 core Low Power, rimane infatti costantemente tra i 5 e i 7 watt, garantendo un’autonomia che può così arrivare a superare le 13-14 ore.

CONSIDERAZIONI

E siamo al momento di tirare le somme e direi che come sempre occorre prima di tutto parlare del prezzo. Il prezzo di listino di questo Zenbook 14 è di 1399 euro, che ovviamente non sono pochi in valore assoluto ma che, a mio parere sono comunque un prezzo corretto se prendiamo in considerazione tutto quello che abbiamo detto finora. Se poi a questo aggiungiamo che attualmente è già possibile reperirlo online ad un prezzo di circa 1150 euro, ecco che il giudizio diventa ancora più positivo.

A questa cifra è infatti molto difficile trovare un prodotto che offra lo stesso ottimo display, affiancato da prestazioni bilanciate, buona autonomia, solidità costruttiva e varietà di connessioni. Insomma, anche quest’anno come per la generazione passata, Zenbook 14 OLED si appresta ad essere una delle soluzioni più interessanti all’interno della sua categoria.

PRO E CONTRO

VIDEO



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Scritto da: redazione

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