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Gaming

Nintendo ha fatto chiudere Yuzu, ma il suo appare un tentativo tardivo di contrastare l’emulazione

today5 Marzo 2024 29

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Come saprete, Nintendo ha fatto chiudere Yuzu, il più celebre emulatore di Nintendo Switch, nonché quello attualmente più avanzato. Perché in questo momento? La mia ipotesi è che voglia spianare la strada alla cosiddetta Nintendo Switch 2 (la sua nuova console), togliendo di torno le scorie più pericolose, ma a mio giudizio il suo appare come un tentativo tardivo.

Ammettiamolo: emulare Nintendo Switch, come emulare qualsiasi console o hardware ancora sul mercato, è semplicemente un atto di pirateria. Ci sarà sicuramente qualche raro filantropo che ha acquistato dei giochi originali per poi emularli, ma quando si parla di sistemi molto recenti l’obiettivo generale è quello di giocarsi le ultime uscite senza spendere soldi per il software e / o la console collegata. Non c’è granché da discutere in merito e sarebbe anche ipocrita se mi mettessi a fare il solito balletto dei distinguo, che valgono per un numero davvero esiguo di persone.

Chi ha scaricato The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom in anticipo rispetto all’uscita è un pirata e tutte le giustificazioni del caso, tipo che i giochi hanno una resa migliore sugli emulatori, o che Nintendo è cattiva e va punita, sono solo buone a definire la disonestà intellettuale di chi le esprime, considerando che gli effetti prodotti non sono mai quelli dichiarati.

Un tentativo tardivo

Scaricare un gioco appena pubblicato è un atto di pirateria, semplice.
Scaricare un gioco appena pubblicato è un atto di pirateria, semplice.

Si tratta di un comportamenti così assodati che molti tendono addirittura a staccare l’emulazione dei sistemi più recenti dalla scena emulatoria, considerandole pirateria tout court, tanto che i siti di emulazione più famosi spesso non distribuiscono emulatori per console sul mercato. Del resto non credo che sia difficile comprendere che c’è una bella differenza tra emulare Nintendo Switch ed emulare, chessò, il Vectrex, l’FM Towns Marty o l’Oric II. Con il tempo certe posizioni si sono fatte più malleabili, considerando la difficoltà di preservare alcuni sistemi e videogiochi moderni a causa delle caratteristiche online, ma il principio della distanza temporale è rimasto per lo più valido per distinguere l’emulazione storica da quella rapace, chiamiamola così.

Non stupisce inoltre che dietro ad alcuni famosi emulatori di sistemi recenti ci siano delle piccole imprese che vivono dei finanziamenti dal basso. Insomma, il plauso per le capacità dimostrate da alcuni rimane, ma che Yuzu fosse un progetto discutibilissimo a più livelli, a partire dal lucro che produceva per chi lo gestiva, è innegabile. Alla fine ci si poteva anche aspettare che Nintendo studiasse la situazione e accumulasse munizioni per spararle al momento più opportuno, così da abbatterlo.

Detto questo, devo dire che non capisco cosa pensi di ottenere Nintendo con questo ennesimo sfoggio di avvocati. Yuzu era un emulatore open source e, chiuso il progetto, ne sono già spuntati altri due, basati sullo stesso codice. Si chiamano Nuzu e Suyu e già dai nomi sembrano voler prendere in giro la casa di Mario (davvero speravano che nessuno avesse fatto il back up del codice sorgente?).

Inoltre c’è sempre Ryujinx, che funziona benissimo, nonché Egg per Android, che funziona peggio ma è in crescita. Insomma, di strada da fare per fermare l’emulazione di Nintendo Switch ce n’è ancora tanta e sicuramente gli altri progetti, capita la lezione, si tuteleranno meglio ed eviteranno gli errori commessi dalla cricca di Yuzu, come ad esempio aprire un server Discord da cui distribuire ROM. Magari nei prossimi giorni arriveranno altre denunce, ma ormai Nintendo Switch è persa da anni, in termini di difesa dalla pirateria, semplicemente perché è una macchina molto facile da emulare. Inoltre, nel caso Nintendo Switch 2 segua la stessa strada di Nintendo Switch in termini di architettura hardware, è probabile che sarà emulata altrettanto velocemente. Infine, possiamo dire quello che vogliamo, ma gli emulatori rimangono dei software legali e il fatto che siano tali è una tutela preziosa dalla chiusura totale che altrimenti sarebbe operata dalle multinazionali del settore. Semplicemente gli autori di Yuzu sono andati un po’ troppo oltre i fini che dovrebbe avere un emulatore, portando l’intero business in una zona grigia in cui gli avvocati hanno avuto buon gioco a trovare appigli da cui attaccarli.

Questo è un editoriale scritto da un membro della redazione e non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.





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Scritto da: redazione

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