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Spettacoli

Sanremo, Accademia della Crusca promuove la canzone di Angelina

today11 Febbraio 2024 43

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Angelina Mango promossa a pieni voti anche dall’Accademia della Crusca. Dal punto di vista linguistico, la sua canzone “La noia” era già stata esaminata alla vigilia del Festival di Sanremo dall’accademico Lorenzo Coveri, già professore ordinario di Linguistica italiana nell’Università di Genova, tra i massimi studiosi della lingua della musica leggera. E dopo la vittoria della giovane interprete, il linguista ha commentato con l’Adnkronos: “Posso dire di essere orgoglioso del mio 9, modestamente. Ci ho creduto sin dall’inizio, poi ho ascoltato la musica e seguito la performance: il testo è un punto di partenza importante, ma Angelina sul palcoscenico ha fatto il resto”.

“La noia” è “un testo fresco e originale, composto assieme a due numeri uno come la coetanea Madame (la cui mano si sente, eccome), e l’esperto Dardust (Dario Faini, cui si deve tra l’altro il successo di ‘Soldi’ di Mahmood) – spiega il professor Coveri -. Scritto in un italiano di nuova generazione ma non gergale, su un tappetino di lingua dell’uso medio, molto vicina al parlato quotidiano nel lessico e nella forme grammaticali di uso incipiente (“bimbe incasinate, zero drammi, sto una Pasqua, campare”; ma anche “a me mi viene”, “come iniziano a parlare”, e “vorrei dirgli” -al plurale-, eccetera), senza rinunciare a figure più sofisticate, più o meno riuscite (è notevole l’immagine di “una corona di spine sarà il dress code per la mia festa”) e a colpi di scena (“la cumbia della noia”) che esplode sul ritmo latino.

Quanto alla seconda canzone classificata, “I p’ me, tu p’ te”, l’accademico della Crusca ricorda che il rap di Geolier, “un autore giovane di grande successo (il suo secondo album è stato il più venduto del 2023), e non solo a Napoli, come si è visto dall’esito del televoto, ha il merito di aver portato sul palco di Sanremo un esempio della nuova scuola napoletana diversa (ma non contrapposta) dal neomelodico. Non hanno senso le polemiche sul presunto tradimento della tradizione napoletana perché si tratta di una fotografia del dialetto contemporaneo e giovanile, mescolato con l’italiano e con neologismi, senza la pretesa di imporre un modello grafico”.

Quanto alla canzone “Sinceramente” di Annalisa, terza classificata, Coveri sottolinea che ha “un testo in forma dialogica scritto in un italiano medio semplice, con una bella clausola ironica, che è perfettamente adatto alla bravura pop dell’interprete”.

(di Paolo Martini)



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Scritto da: redazione

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