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Sanremo, Geolier primo davanti a Irama e Annalisa

today8 Febbraio 2024 3

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Voi fate i meme sul suo napoetano approssimativo e sulle pizze branded content, lui zitto zitto si prende il gradino più alto del podio della seconda serata: Geolier è primo davanti a Irama, Annalisa, Loredana Berté e Mahmood. Questa la Top Five determinata dal giudizio di Televoto e giuria delle radio che arriva dopo l’esibizione di 15 dei 30 cantanti in gara. Una classifica che va presa con le pinze perché, secondo il nuovo bizantinissimo regolamento del festival, andrà «mixata» alla classifica della prima serata prodotta dalla sala stampa e a quella della terza serata, ma comunque indicativa di come gli equilibri in chiave gara da qui a sabato potranno cambiare.

Cosa si è visto nelle quasi cinque ore di trasmissione? L’elogio della resilienza e la rassegnazione al grottesco. Due concetti contrapposti che possono convivere, perché Sanremo è Sanremo: il discorso del ritorno di Giovanni Allevi dopo due anni di malattia e John Travolta che fa Il ballo del qua qua. Oscilla tra questi due estremi la seconda serata del festival Amadeus quinquies: alle 22 si riflette e alle 23 ci si stravacca.

Amadeus accoglie Giovanni Allevi

Il ritorno di Giovanni Allevi

Momenti di grande commozione all’Ariston, col pubblico completamente in piedi per il ritorno di Allevi, pianista ed esponente della nuova musica classica italiana che lotta contra un mieloma. «All’improvviso mi è crollato tutto», racconta nel suo monologo sulla terribile esperienza della malattia. «Non suono più il pianoforte davanti a un pubblico da quasi due anni. Al mio ultimo concerto alla Konzerthaus di Vienna il dolore era così forte che non riuscivo ad alzarmi per l’applauso. Ho perso il mio lavoro, ho perso i miei capelli, ho perso le mie certezze, ma non le mie speranze». Proprio in quei momenti scopri chi sei veramente e magari trovi la forza per andare avanti. Il senso del suo discorso? «È liberatorio essere sé stessi». Quindi finalmente si siede al piano ed esegue una Tomorrow piena di speranza. Liberatorio.

John Travolta con Fiorello alle prese con «Il ballo del qua qua»

Travolta e «Il ballo del qua qua»

Poco dopo le 23 arriva invece il turno di John Travolta, settant’anni il 18 del mese. E il registro è agli antipodi. Ad accoglierlo c’è Giorgia, co-conduttrice d’eccezione con cui l’attore hollywodiano evoca il suo amore per La Strada di Federico Fellini: «Da piccolo non capivo perché Giulietta Masina muore», racconta. «Mio padre mi disse che moriva perché le spezzavano il cuore. Non credevo si potesse morire perché qualcuno ti spezza il cuore. Da quel momento ho deciso che in vita mia non avrei mai spezzato il cuore a nessuna». Finirà a ballare con Amadeus Stayin’ alive, Greased Lightnin’ e You never can tell per evocare La febbre del sabato sera, Grease e Pulp Fiction. Prima di raggiungere Fiorello nel trionfo kitsch del Ballo del qua qua. A proposito di Giorgia: a Sanremo gioca sempre in casa e il pubblico dell’Ariston si mette in piedi per accoglierla. La signora della canzone italiana esegue E poi, nel 30esimo anno della sua partecipazione al festival, e poi un medley dei suoi più grandi successi. Standing ovation obbligatoria.

La Sad

Il frac della Sad

Tornando alla gara, si segnala che nella seconda serata di Festival ha debuttato il format dei cantanti che presentano i cantanti, perfettamente coerente con l’epoca in cui i giornalisti intervistano i giornalisti. Non manca qualche perla, tipo i La Sad in frac che introducono Renga e Nek («Siamo i nuovi Il Volo», diranno). Si voltano di spalle e mostrano ad Amadeus suoi ritratti graffitati in versione punk. Alfa, bersagliato dalle polemiche per la somiglianza della sua Vai! a Run degli OneRepublic (e non solo) arriva sul palco con la scopa in mano per amor di Fantasanremo. Così farà più avanti anche Big Mama che però indirizza un messaggio alla comunità queer: «Amatevi liberamente, potete farlo!». Rose Villain porge ad Amadeus l’Ama-rgherita (una margherita con sopra il volto del direttore artistico).



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Scritto da: redazione

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