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Gaming

Nobody Sleeps Tonight, le impressioni dalla versione in Accesso Anticipato

today7 Febbraio 2024

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Se cercate un gioco horror che mescoli mistero e sopravvivenza, non è questo il caso

Quando ci si trova a recensire un bellissimo gioco, uno di quelli che si siedono molto vicini al 10 o addirittura lo raggiungono, è facile perché si hanno tante cose sa dire; paradossalmente la difficoltà vera sta nel trovare le giuste parole per riassumere tutto senza appesantire il testo. Allo stesso modo vale per i giochi brutti, di cui vengono messe in luce le criticità tenendo anche a fare dei paragoni se c’è chi, con un concept simile, è riuscito a fare di meglio. Entrambe le situazioni, però, sottostanno a una condizione specifica: ci deve essere qualcosa di cui parlare, nel bene come nel male.

Cosa succede, invece, quando un gioco è talmente povero da risultare sì brutto ma non ha elementi a sufficienza da permettere di articolare come si vorrebbe un discorso? È questo il caso di Nobody Sleeps Tonight, horror in prima persona sviluppato e pubblicato da RC Works su Steam, per adesso in Accesso Anticipato. Le premesse sono molto semplici: ci siamo ritirati assieme a un amico in una baita nel bosco per prenderci una pausa dalla vita frenetica di città, se non che il suddetto scompare all’improvviso e sta a noi cercarlo, una volta calata la notte, in una foresta che sembra nascondere un terribile segreto. Oppure possiamo non farlo e metterci in salvo. Insomma, l’altruismo è démodé.

Nobody Sleeps Tonight, un horror che impressiona nel modo sbagliato

Stando alla descrizione sulla pagina del prodotto, Nobody Sleeps Tonight fa della rigiocabilità il suo punto di forza grazie a una foresta e una fitta rete sotterranea generati ogni volta casualmente, così da rendere ciascuna partita diversa dalla precedente. Non mancano poi elementi survival, poiché ci tocca andare in spedizione con quel poco che troviamo nella baita e trovare il resto lungo la strada – posto di trovarlo, ovviamente. E i più curiosi saranno premiati con finali multipli, per capire fino in fondo che cosa si cela nelle profondità di questa foresta. Infine, siamo di fronte a un’esperienza che si può vivere sia in solitaria sia in gruppo fino a un massimo di quattro giocatori. Insomma, messo così sembra un gioco ricco e accattivante, capace di regalare sessioni imprevedibili di volta in volta.

Il vero orrore è giocarlo fino alla fine

All’atto pratico, tuttavia, Nobody Sleeps Tonight è quel classico gioco che risponde benissimo al detto “il troppo stroppia”: vuole essere tante cose per riuscire anche solo in una, mescolandole fino a restituire un prodotto vuoto tanto nell’anima quanto nel contenuto. Viene il dubbio che l’orrore, quello vero, sia giocare fino a vederne la conclusione almeno una volta e capiremo presto il perché.

Anzitutto, ci sono diversi personaggi a disposizione. O meglio, possiamo creare il nostro archetipo tramite un editor grossolano la cui vera differenza è – o dovrebbe essere – data dal lavoro, o classe se preferite, che attribuiremo allo sventurato: dallo chef all’elettricista, dal costruttore all’insegnante, le sette professioni si presentano ciascuna con il rispettivo vantaggio. È possibile recuperare salute in maggior quantità nutrendosi, oppure rendere più efficaci gli oggetti curativi, o ancora fare sì che le batterie della torcia durino più a lungo… Il punto è che nessuno di detti vantaggi si rende davvero indispensabile poiché non c’è né un senso logico né una parvenza di equilibrio nell’esperienza. Per una sessione in cui ho scelto lo chef mi sono trovata a correre come un maratoneta, menare colpi di scopa tali da uccidere in pochi colpi le creature che tentavano di farmi la pelle e recuperare salute in modo soddisfacente anche solo utilizzando i medikit. La presenza di queste professioni dovrebbe offrire una maggiore profondità al tutto ma, tirando le somme, non si percepisce alcuna differenza.

Il problema è da imputare alla struttura del gioco, blanda quando non completamente dimenticabile, che ci porta a vagare come ubriachi da un punto all’altro della foresta, o del complesso sotterraneo, senza una vera direzione o un indizio che ci aiuti a capire dove andare. Sono persino riuscita a fare tutta la mappa da nord a sud, da est a ovest, uccidendo i nemici o scappando quando mi sono trovata senz’armi per non concludere nulla se non vedere quanto le creature non funzionino né spaventino. A meno che nello spavento non sia incluso l’infarto che si prende a causa del rumore assolutamente fastidioso che dovrebbe essere un urlo ma somiglia invece a un impianto acustico mal funzionante, gracchiante, amplificato del 100% per esplodere nelle orecchie di punto in bianco. Considerato che il suono è identico per tutte le creature, capite bene come la soluzione principale sia abbassare del tutto il volume – in barba al fatto che l’audio dovrebbe servirci proprio a girare al largo dai mostri.

Nobody Sleeps Tonight, un horror che impressiona nel modo sbagliato

Che dire poi della foresta, che non è altro se non un ripetersi incessante di pattern finché non si finisce a sbattere contro i confini di quella che sembra essere una conca? La vuotezza dell’ambiente e la sua realizzazione ben sotto la soglia di tolleranza non fanno purtroppo un favore al gioco, che aggiunge l’ennesima tacca negativa a un progetto di cui difficilmente vedremo il quadro completo. O, se dovesse essere, dubito possa fare dei passi avanti tale da stravolgere quanto visto in Accesso Anticipato: la sensazione è che Nobody Sleeps Tonight abbia provato ad attingere un po’ da ogni dove nel tentativo di legare assieme elementi ai quali occorre molta più accortezza per funzionare.

Non mi soffermo nemmeno sull’estetica perché, come potete immaginare, è semplicemente brutta. Difficile poter aggiungere altro. Niente sembra funzionare in questo gioco e viene da domandarsi se gli sviluppatori sono consapevoli del fatto che non riuscirà mai a camminare sulle proprie gambe. Nobody Sleeps Tonight è un gioco dal quale vi consiglio caldamente di tenervi alla larga, perché a prescindere che duri tanto o poco (dipende tutto dal vostro senso dell’orientamento e dal volere o meno trovare il vostro amico), siamo ben lontani da quei casi in cui qualcosa di brutto fa il giro fino a diventare bello a modo suo. Non è frustrante, impegnativo, neppure ridicolo. Soltanto pessimo.



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Scritto da: redazione

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