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Tecnologia

Recensione OnePlus 12: Il Ritorno del Flagship Killer

today23 Gennaio 2024 11

Sfondo
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A poco più di un anno dalla nostra prova di OnePlus 11, eccoci pronti a parlare del suo diretto successore: OnePlus 12. Il nuovo smartphone riprende tutto il meglio della precedente generazione e migliora sensibilmente alcuni aspetti come la già ottima autonomia, la gestione delle temperature grazie ad un nuovissimo sistema di dissipazione, il display e più di tutto la tanto discussa fotocamera. Ciò che infatti non aveva convinto né noi né alcuni utenti, era la qualità degli scatti non alla pari di un effettivo top di gamma (ma in alcuni frangenti neanche di alcuni medio gamma). Ricordiamo ad esempio l’impossibilità di registrare video in 4K con la fotocamera secondaria, lo zoom massimo fermo al 2X e delle fotocamere in generale che soffrivano con poca luce.

Torna finalmente poi la ricarica wireless e arrivano ulteriori extra come ad esempio la Type-C 3.2 Gen 1 con uscita video ed una nuova struttura con 16 antenne totali e tre di esse dedicate soltanto al gaming. Lo Snapdragon 8 Gen 3 è sicuramente la novità che interesserà ai molti dopo aver notato un ASUS Rogphone 8 Pro sensibilmente energivoro e che tende a scaldarsi. Il prezzo fortunatamente non aumenta di troppo, si parte da 969 euro, ma integrando ora uno storage che parte da 12GB di RAM LPDDR5X e 256GB di storage UFS 4.0 anziché 3.1. Occhio ai bundle poi perché in pre-order c’è la possibilità di ottenere delle cuffie over ear B&O da 549€ o le OnePlus Buds Pro 2.

INDICE

ESTETICA E DESIGN

OnePlus 12 si presenta nella sua colorazione nera molto simile alla precedente generazione ma con dimensioni più generose tra i 220-227g di peso, i quasi 76mm di larghezza e 9,15mm di spessore. L’incremento è ovviamente giustificato dalla batteria da 400mAh in più, un sistema di dissipazione nettamente più grande e vari aggiornamenti all’hardware dello smartphone. L’uso ad una mano peggiora leggermente, risultando proibitivo su medie sessioni di utilizzo ed in mobilità ma al tempo stesso il device restituisce una sensazione di solidità nettamente maggiore.


La colorazione Marble Green che abbiamo avuto modo di provare a dicembre durante il OnePlus Summit in Belgio è sicuramente quella da consigliare, grazie ad una trama originale ed un touch & feel della back cover più gradevole. Non solo, perché lo smartphone è di pochi grammi più leggero e anche all’interno del blocco fotocamere rimane la trama originale della back cover. Benissimo la dotazione del frame grazie alla type c 3.2 gen 1, il carrellino dual sim (ma rimane il supporto all’eSIM), lo speaker principale, il sensore infrarossi e i due microfoni.


Rimane anche l’iconico slider fisico laterale per passare tra la modalità suoneria, vibrazione e muto. La certificazione passa da un IP64 ad una IP65, non un grandissimo salto in avanti ma comunque apprezzato. Certo a quasi 1000€ di listino ci si aspetterebbe, come tutti i top di gamma e la maggior parte dei medio gamma, una certificazione IP68 che garantisce una copertura pressoché totale.

DISPLAY E SBLOCCO DEL DISPOSITIVO

Per sbloccare il OnePlus 12, proprio come la precedente generazione, possiamo sfruttare il sensore di impronte posto in eccellente posizione sotto al display. Rimane a coadiuvare lo sblocco con l’impronta anche il face unlock 2D che non migliora come reattività ed affidabilità rispetto al passato. Tenendo premuta l’icona dell’impronta, dopo lo sblocco, possiamo sfruttare fino a cinque scorciatoie rapide come aprire direttamente i messaggi di Instagram o passare a scrivere immediatamente una nota di Keep.


Una volta sbloccato lo smartphone ci troviamo davanti ad un display da 6.84″, leggermente più ampio del precedente, sempre con dei bordi curvi laterali e delle cornici attorno leggermente inferiori e più ottimizzate. Ovviamente è un display AMOLED e la risoluzione è di 2K, precisamente 1440 x 3168 pixel. Il refresh rate varia da 1Hz a 120Hz dinamicamente essendo un pannello LTPO. E’ presente un sensore ambientale che permette di sfruttare una funzione stile “TrueTone” di iPhone che adatta i colori e le tonalità del display in base all’ambiente di utilizzo. Il vetro a protezione del display passa da un Gorilla Glass 7 ad un Gorilla Glass Victus 2 decisamente più resistente alle cadute.

La luminosità di picco passa da 1300 Nits a 4500 Nits, seppur questo numero enorme possa essere raggiunto soltanto in alcuni brevi frangenti ed in alcuni spot, come alcune zone ad alte luci nelle foto HDR scattate dal telefono. Il display è difatti etichettato come ProXDR e nella galleria possiamo proprio notare come ci sia un pulsate virtuale con questa nomenclatura che se premuto ci mostra le differenze tra come la foto è realmente e come viene visualizzata su questo pannello. La luminosità, nei frangenti di vita quotidiana, raggiunge una luminosità massima di 1600 Nits (HBM) e quindi risulta essere comunque maggiore del picco della precedente gen.

A distanza di un anno è piacevole notare come OnePlus abbia finalmente ottimizzato il refresh rate nelle app terze ed ora ad esempio la home page di YouTube supporta pienamente il refresh rate variabile. Anche in applicazioni terze come Netflix ora c’è il supporto fin dal day one all’HEVC, HDR10+ e soprattutto al Dolby Vision. Tutti questi errori e mancanze di gioventù che avevamo sottolineato su OnePlus 11 e che rendevano l’esperienza d’uso molto più limitata qui sono finalmente acqua passata, a dimostrazione che OnePlus assieme ad Oppo hanno iniziato a curare anche il software e non puntare tutto sulle specifiche nude e crude.

SOFTWARE E AGGIORNAMENTI

Prima di iniziare a parlare di chicche software riguardanti la nuova OxygenOS 14 è giusto fare dei complimenti a OnePlus per la politica degli aggiornamenti e la serietà nel rilasciarli ogni due mesi, senza mai ritardi e rimandi. OnePlus 11 nel suo anno di vita ha ricevuto più di sei aggiornamenti ed ha Android 14 con la OxygenOS 14 già prima del lancio di questo OnePlus 12. Vi ricordo che dall’anno scorso OnePlus supporta il proprio top per 4 major updates e 5 anni di patch di sicurezza.

Può sembrare una cosa scontata ma molte aziende rilasciano major update soltanto dopo aver messo in vendita i nuovi device, causando così dei ritardi importantissimi nella road map. Pensiamo per esempio ad Honor Magic 5 Pro che abbiamo ri-provato da poco e che riceverà Android 14 con la MagicOS 8 soltanto dopo il lancio di Honor Magic 6 Pro, seppur la nuova interfaccia grafica sia già pronta e disponibile. Non solo perché anche i OnePlus più economici quali Nord CE 3 Lite e Nord 3 stanno ricevendo stabilmente un aggiornamento ogni due mesi come promesso, a dimostrazione di quanto stia facendo bene il brand sotto l’ala protettrice di Oppo.

Escluso il discorso aggiornamenti c’è da dire che la OxygenOS 14 non stravolge molto, graficamente parlando, rispetto ad una già ottima e completa OxygenOS 13. Sono stati aggiornati i classici sfondi dell’Always On Display e ne è stato aggiunto uno che si aggiorna in base ai passi effettuati. Le schede di notifica sono state ri-viste ed ottimizzate con una nuova dock laterale dove possiamo fissare dei documenti.

Il vero cambiamento è “sotto al cofano” dove OnePlus dichiara di aver integrato sei nuove “tecnologie proprietarie” denominate:

  • CPU Vitalization: Ottimizza il frame rate delle app più diffuse in base all’utilizzo che ne facciamo, assieme anche alla frequenza delle CPU, arrivando ad offrirci fino a 30 minuti di autonomia in più per singola carica senza intaccare le performance del dispositivo. Anche dopo più di cinquanta minuti di gaming notiamo come rispetto ad altri top di gamma rimanga il tutto perfettamente stabile con però una autonomia decisamente sotto controllo.
  • ROM Vitalization: Comprimendo e deframmentando in modo smart i file, si risparmia spazio di archiviazione e permette con una ottimizzazione dell’I/O una lettura/scrittura dei file più efficiente che garantisce prestazioni durature nel tempo
  • RAM Vitalization: Alloca in modo intelligente le risorse di memoria e la gestione delle app in background, permettendo avvii più rapidi delle app e passaggi più fluidi per massimizzare la produttività
  • HyperBoost: Progettato per giochi che richiedono molte risorse, HyperBoost sfrutta l’apprendimento basato sull’IA per una gestione intelligente delle prestazioni e permette di avere un frame rate sempre stabile
  • HyperRendering: Migliora la latenza, il consumo energetico e permette una interpolazione dei fotogrammi durante il gaming per superare i limiti hardware e software di alcuni giochi specifici.
  • HyperTouch: Grazie ad un algoritmo proprietario eleva la precisione del tocco e garantisce la protezione dai tocchi errati.

Esclusi questi enormi giri di parole e nomi roboanti, quello che rimane è una serie di funzioni software che permettono, assieme ad un hardware di primo livello, di avere una fluidità sempre al top e costante nel tempo. Lo smartphone in pratica anche a distanza di anni resterà fluido come il primo giorno, cosa non scontata dato che spesso nel passato si muoveva l’accusa che i telefoni degradassero troppo in fretta come a favorire i nuovi modelli in commercio.

Molte di queste funzioni, come l’HyperRendering, sono possibili grazie al Pixelworks X7, un processore visivo indipendente che permette di coniugare un’alta risoluzione ad una elevata frequenza di aggiornamento mantenendo comunque una latenza ridotta di 10ms. OnePlus 12 è anche il primo dispositivo con Snapdragon 8 Gen 3 a ottenere l’etichetta Snapdragon Spaces Ready per applicazioni di realtà mista (XR).

Vi devo menzionare un’unica noia software al momento ovvero che, anche dopo due aggiornamenti software, il sensore di luminosità in interna e in condizioni di bassa illuminazione tende ad essere troppo conservativo. Sicuramente è un qualcosa che verrà sistemato con i primi update o già prima del rilascio ufficiale ma fin quando non verrà risolto è giusto segnalarlo.

SCHEDA TECNICA

  • display: AMOLED 3D 6,82″ 1440×3168, 510ppi, refresh rate 1-120Hz, 4.500nit picco, DCI-P3 100%, AOD, schermo-scocca 93,5%, dimmer PWM 2.160Hz, DisplayMate A+, Dolby Vision, Corning Gorilla Glass Victus 2
  • piattaforma mobile: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3
  • memoria:

    • 12/16/24GB di RAM LPPPDR5X
    • 256GB/512GB/1TB interna UFS 4.0
    • sistema di raffreddamento: camera di vapore 9.140mm2

  • connettività: 5G dual SIM, WiFi 7, Bluetooth 5.4, NFC, IR, GPS
  • audio: 2x speaker, 2x microfoni, Dolby Atmos, audio spaziale
  • sensore impronte digitali: integrato nel display
  • resistenza: IP65
  • OS: ColorOS 14.0 basato su Android 14
  • fotocamere Hasselblad:

    • anteriore: 32MP , f/2,4, 21mm eq.
    • posteriori:

      • 50MP principale Sony LYT-808, 1/1,4″, f/1,6, 23mm eq., AF, OIS
      • 48MP ultra grandangolare, 1/2″, f/2,2, FOV 114°, 14mm eq., AF, macro 3,5cm
      • 64MP tele, 1/2″, f/2,6, 70mm eq., AF, OIS, zoom ottico 3x
      • video fino 8K a 24fps

  • batteria: 5.400mAh, ricarica cablata 100W, wireless 50W, inversa 10W
  • dimensioni e peso: 164,3×75,8×9,15mm per 220g

ESPERIENZA D’USO

OnePlus 12 al momento si pone come il top di gamma di questo 2023 più ottimizzato, considerando il triangolo potenza-temperature-autonomia. Lo Snapdragon 8 Gen 3 montato sotto al cofano è coadiuvato da 12/16GB di RAM LPDDR5X e 256/512GB di storage UFS 4.0, seppur fuori dal mercato europeo ci sia anche una versione da ben 24GB di RAM e 1TB di storage. Personalmente trovo la versione 16/512GB la più a fuoco, tenuto a mente quanto poco è la differenza di prezzo, seppur anche la versione base sia ottima e non castrata con memorie più lente, come accaduto con la precedente generazione.

La vera punta di diamante però è il sistema di dissipazione. Se infatti il nuovo SOC permette un miglioramento del 30% a livello prestazionale lato CPU e un 25% lato GPU, c’è ovviamente anche da gestire tutta questa nuova potenza lato temperature sprigionate e ciò avviene tramite un nuovo sistema “dual layer” ovvero con due vapor chamber. La superficie totale coperta da questo nuovo sistema è di 9,140mm² con una VC piccola da 3,686mm² ed una più grande da 5,454mm². Abbiamo testato le memorie vicino ad un S24 Ultra e sono risultate più lente sia in scrittura che in lettura.

Passando all’atto pratico quello che abbiamo potuto testare è più di un’ora di gaming seguita da del browsing web, visualizzazione di contenuti streaming e uso social per circa 3 ore continuative d’uso mentre eravamo in viaggio da Roma a Milano con 5G perennemente attivo. Durante questo percorso d’uso il massimo delle temperature raggiunto è stato attorno ai 36°C di batteria, perfettamente in linea se non inferiore ai valori di tutti i top di gamma del 2023. Esternamente lo smartphone era leggermente tiepido nella parte centrale ma vi ricordo che un uso di questo tipo è fuori da ogni logica comune e può essere preso come vero e proprio “benchmark test”.

Nella vita quotidiana, come potrete notare dagli screenshot delle giornate più disparate passate in compagnia di questo OnePlus 12, le temperature medie si aggirano attorno ai 25°C batteria con minime anche di 17-18°C. OnePlus ci tiene a precisare che la gestione delle temperature è così ottimizzata da non intaccare ad esempio la velocità di ricarica. Nei nostri test più estremi con l’app “Burnout Benchmark” siamo riusciti a mandare K.O lo smartphone ed entrare in thottling dopo circa 15 minuti di test continui ed il refresh rate è immediatamente calato a 60Hz per tornare poi dinamico dopo 1-2minuti.

BATTERIA E RICARICA

Ovviamente la protagonista principale a beneficiare di tutto quello che abbiamo raccontato poco sopra è la batteria che ha una scarica regolarissima in ogni ambito. Quello che mi ha stupito è l’ambito gaming dove ho potuto osservare una scarica regolarissima anche a massimi dettagli grafici con Black Clover M. I 5400mAh di OnePlus 12 vi permetteranno tranquillamente di effettuare una sessione gaming di circa 1 ora per poi affrontare una giornata in mobilità con 200km di cambi celle, Android Auto wireless, apple music in qualità loseless e tanto uso foto/video ed arrivare comunque a sera con 5h30min-6h20min di display e circa un 15% di autonomia residua.

In una giornata normalizzata sotto WiFi ho raggiunto le 6h di display con ancora il 50% di batteria residua. Bene il ritorno della ricarica wireless a 50W e inversa a 15W che si affiancano alla rapidissima ricarica via cavo a 100W. Occhio come per tutti gli smartphone cinesi con queste elevate velocità di ricarica perché funzionano pressoché soltanto con i loro caricatori originali ed in questo caso troviamo quello OnePlus incluso nella confezione di vendita assieme ad un cavo USB-A/USB-C

RICEZIONE, MICROFONI E CONNETTIVITA’

OnePlus 12 è stato uno dei migliori telefoni che io abbia mai provato lato connettività, addirittura meglio di Honor Magic 5 Pro che ho recentemente ri-provato. Il segnale telefonico è incredibile per stabilità e capacità nel tenere un 5G anche in luoghi dove difficilmente con iPhone 14 Pro e Pixel 8 riesco ad agganciare anche un misero Edge. La disposizione delle 16 antenne attorno al frame con tre di esse interamente dedicate al gaming effettivamente funzionano bene.

Ottimi anche i microfoni che anche in scenari difficili come la stazione Termini di Roma permettono di avere una pulizia della voce notevole anche durante annunci e caos urbano come potete ascoltare poco sotto ed in videorecensione.

LA NUOVA FOTOCAMERA PRINCIPALE

Lato fotocamere potremmo dire che questo OnePlus 12 è un “OnePlus Open in miniatura”, quello che abbiamo definito come il migliore tra i pieghevoli sul fronte fotografico. Il sensore principale è il Lytia LYT-808 da 50MP, una piccola variante di quello del pieghevole di casa OnePlus. Il sensore dell’ultrawide è un IMX581 da 48MP mentre la tele periscopica si basa su un OV64B da 64MP.

Tutto rimane quindi pressoché invariato rispetto al OnePlus Open con giusto le lenti della fotocamera principale che cambiano per adattarsi ad un formato di smartphone “standard” e quindi con più spazio per delle lenti più luminose. Se le fotocamere secondarie non stravolgono ciò che avevamo già osservato su OnePlus 11, integrando però ora la registrazione 4K sulla tele, lo stesso non si può dire per la fotocamera principale.

Visualizza a Schermo Pieno

Il nuovo sensore LYTIA LYT-808 si basa sulla stessa idea che abbiamo già osservato su Sony Xperia 1 V e Sony Xperia 5 V con il Sony IMX888. Il sensore, originariamente da 52MP, viene croppato leggermente per scattare a 50MP e sfruttare quello spazio extra per ottenere una miglior stabilizzazione in video. Il sensore poi, proprio come l’IMX888 dei Sony, è stacked ovvero ha anche una struttura definibile “a doppio strato” dove uno di essi è dedicato ai transistor dei pixel, in modo da eliminare molto rumore di fondo, e uno è dedicato completamente ai fotodiodi, rendendoli più grandi e permettendo a loro di catturare più luce.

A conti fatti abbiamo dei risultati paragonabili a sensori da 1″ classici, come l’IMX989 dello Xiaomi 13 Ultra, ma con tutti i benefici di un sensore più piccolo. C’è in realtà anche un LYT-900 da 1″ con tecnologia stacked ed è montato sul “fratello maggiore” di OnePlus 12, ovvero Oppo Find X7 Ultra. I benefici più grandi rispetto alla precedente generazione comunque li notiamo in notturna, dove c’è una pulizia incredibile del rumore e delle foto che risultano sempre gradevoli a prima vista con pochissimo rumore. La fotografia HDR di OnePlus, in collaborazione con Hasselblad, è gradevole e incontra i gusti estetici di chi cerca foto sature di colore e ricche di dettagli anche quando non troppo naturali.

La fotocamera ultrawide è sovrapponibile a quella dell’anno scorso mentre la tele adesso è passata ad uno zoom più spinto 3X di circa 70mm. Fortunatamente la tele è sempre stabilizzata con OIS, proprio come la fotocamera principale, e con una apertura focale di f/2.6 permette anche in condizioni di luce non ottimale di portare a casa degli scatti decenti. Ovviamente un cameraphone come Xiaomi 13 Ultra, Oppo Find X7 Ultra ma anche Samsung Galaxy S24 Ultra permettono di avere una copertura qualitativa nettamente migliore sulle fotocamere secondarie, dove questo OnePlus un minimo arranca.

Anche per quanto riguarda i selfie non abbiamo fatto grossi passi avanti con l’autofocus che risulta essere sempre assente e delle foto che perdono molto dettaglio appena c’è un minimo calo di illuminazione ambientale. Il sensore è il classico OV32C da 32MP e dimensioni 1/3.14″ con lenti f/2.4. Bene invece la registrazione video che arriva al 4K/60fps con tutte e tre le fotocamere posteriori e possono essere girati anche in HDR Dolby Vision con la principale.

CONCLUSIONI

Tirando le somme, possiamo solo fare i complimenti a OnePlus per aver finalmente proposto un top di gamma competitivo in praticamente ogni aspetto. Viene messo in vendita a meno di 1000€ (versione 12/256GB a 969 euro) ed è un’opzione più che valida per i consumatori finali che, sfruttando l’offerta di lancio possono avere la versione da 16/512 GB a 999 euro; che per soli 30 euro in più è sicuramente, al momento, la scelta migliore.

Se ad esempio l’avere tre o quattro fotocamere prestanti o fare dei super selfie non è il vostro interesse primario, troverete in questo OnePlus un prodotto superbo e che può offrirvi anche più di quanto possiate trovare in un S24 Ultra o il futuro Xiaomi 14 Pro, tra l’altro ad un prezzo inferiore. Per chi acquista OnePlus 12 al lancio segnaliamo anche una promo che offre la possibilità di ottenere in omaggio delle OnePlus Buds Pro 2 (nel caso di OP12 da 12/256 GB) o delle Cuffie Over-Ear B&O dal valore teorico commerciale di 549€ (per la versione 16/512 GB).

NOTA: il PREZZO PROMO LANCIO È DI 999€ PER LA VERSIONE 16/512GB invece di 1099€

Il fatto che OnePlus “non sia più quella del passato” è vero, ma ci sono anche molti aspetti positivi che non possiamo più snobbare. OnePlus sotto OPPO ha finalmente una politica di aggiornamenti stabile con major puntuali e aggiornamenti tra bugfix, migliorie e patch di sicurezza fissi ogni due mesi per cinque anni e quattro major update garantiti. La OxygenOS per quanto completamente differente da quella del passato, è un’interfaccia poco esosa di risorse, priva di bloatware eccessivo e con molte feature a disposizione.

Bene il fatto che OnePlus abbia ascoltato l’utenza e abbia re-introdotto la ricarica wireless ed integrato una Type-C rapidissima con uscita video senza limitare qualche altra funzione. Al netto di tutto ciò e quanto analizzato nella recensione possiamo affermare che OnePlus 12 è uno smartphone affidabilissimo e completo senza presentare grossi difetti. A cercare il pelo nell’uovo possiamo dire che la certificazione IP65 non è abbastanza dove la concorrenza ormai ha stabilmente un IP68 e l’aumento delle dimensioni e del peso lo rende uno smartphone meno gradevole da utilizzare.

..MA LA SELFIE CAMERA SAREBBE DA SVECCHIARESOLTANTO CERTIFICATO IP65

VOTO: 8.5

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Scritto da: redazione

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