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Curry e cianuro: il caso Jolly Joseph, recensione e storia vera

today31 Dicembre 2023 3

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Una storia incredibile, soprattutto per i quasi vent’anni in cui una lucida assassina l’ha fatta franca a fronte di sei omicidi commessi. E un’infinità di bugie raccontate a tutti.

Madre, moglie, donna di casa, insegnante presso un istituto prestigioso. Una donna istruita, di buona famiglia. Proveniente da Kerala, una regione meridionale dell’India ricca e con un alto livello di istruzione.

Jolly Joseph viene arrestata, con l’accusa di aver assassinato ben 6 persone, il caso esplode in tutto il Paese. E stiamo parlando di 1,4 miliardi di persone.

Ci fu uno dei 6 omicidi fra quelli commessi da Jolly che colpì moltissimo l’opinione pubblica indiana: la morte di una bimba di soli 2 anni. Una morte che, se causata da una mano femminile, in India viene considerato un sacrilegio.

“Le donne sono considerate madri, nutrici, badanti. L’omicidio di una bambina innocente da parte di una donna menta in discussione tutto quel sistema di valori.”

Jolly Joseph: la serial killer che ha rubato vent’anni di vita

Curry e cianuro: la storia vera della serial killer indiana Jolly Joseph su Netflix
Roy Thomas e Jolly Joseph nel giorno del loro matrimonio

Originaria di Kattapana, Jolly veniva considerata stravagante. Da sempre. Voleva essere celebre nel circondario, riverita, ricca. Voleva vivere da star. Il matrimonio con Roy Ponnamattam, di una famiglia benestante ma proveniente da una zona e da una cultura diverse da quella di Jolly, avrebbe potuto offrirle il lusso che aveva sempre sognato.

I fratelli minori di Roy raccontano di aver trovato una lettera indirizzata a Roy da una certa Jolly Joseph, una lettera d’amore. Jolly portava i tacchi, cosa che nessuno faceva all’epoca e comunicava con Roy solo via lettera, fino alla decisione di sposarsi – osteggiata dal padre di Roy, visto che Jolly era una loro parente (per la precisione: il padre di Jolly era il fratello della zia acquisita di Roy, ovvero la moglie dello zio di Roy).

Ma Jolly, lo impariamo quasi subito, ottiene sempre ciò che vuole.

Nel 1997, il giorno del matrimonio fra Roy e Jolly, piovve tutto il tempo. Secondo il padre di Roy era un cattivo presagio… Non sbagliava.

Trasferiti a Koodathayi nella grande casa di famiglia di Roy, i giovani sposi iniziano una vita apparentemente molto felice. Lui lavora, lei impara a cucinare e fa shopping, dedicandosi in particolare alla sua più grande passione: i gioielli.

Visto che Jolly è laureata, tutti vogliono che lavori anziché stare a casa. Ma lei non è dell’idea e presto rimane incinta. Nel 1999, con la nascita del primogenito Remo, la suocera di Jolly insiste che vada a lavorare mentre lei bada al piccolo, facendo la nonna a tempo pieno. Ma la laurea magistrale in commercio che Jolly diceva di avere era una bugia.

Sarebbe stata solo la prima di una lunga serie di bugie. E presto sarebbe arrivato anche il primo morto.

Jolly Joseph ha di fatto rubato vent’anni di vita. Perché dal suo primo omicidio, datato 2002, all’arresto nel 2019, sono passati quasi vent’anni. Vent’anni rubati da chi l’ha fatta franca fin troppo a lungo, e vent’anni di omicidi destinati a susseguirsi mentre nessuno, almeno fra le autorità, sospettava di lei.

L’avvocato difensore di Jolly che interviene nel documentario di Netflix ci spiega il sistema legale indiamo e ci illustra le prove e le mancanze, soprattutto, che hanno trascinato il caso così a lungo.

Il poliziotto che ha seguito il caso ci parla invece degli aspetti culturali: in caso di morte di un uomo, nessun poliziotto sospetta della moglie, mai. Soprattutto in una famiglia benestante.

Ed ecco spiegato il mistero di come Jolly l’abbia fatta franca. Incluso quello – molto più inquietante – di come Jolly si procurava il cianuro, quasi impossibile da trovare nella sua zona.

Spietata, lucida determinazione

Curry e cianuro: la storia vera della serial killer indiana Jolly Joseph su Netflix
Una delle immagini di Netflix per il documentario Curry e cianuro: il caso Jolly Joseph

Non è stata casuale, la vita che Jolly ha rubato. Fin dal principio, sapeva quel che faceva. Sapeva che lasciare un lungo intervallo di tempo fra un omicidio e l’altro avrebbe azzerato i sospetti.

Jolly Joseph ha agito sempre per interesse personale, con spietata, lucida determinazione, fingendo di provare i sentimenti e l’empatia che in realtà non ha mai fatto parte della sua vita.

Non a caso, è quando gli intervalli fra le morti sospette si accorcia che gli inquirenti iniziano a fare due più due, come si sul dire. Un po’ tardi, ma meglio che mai.

Dopo la morte della suocera, Jolly prende il comando della famiglia. Impartisce regole a tutti e decide chi può fare cosa. Vuole essere ammirata e rispettata in società. Si rende conto che la reputazione si sua suocera era dovuta al suo essere un’insegnante, così Jolly si trova un lavoro come docente al prestigioso National Institute of Technology, guadagnando molto rispetto in città.

Frequenta assiduamente Mathew, il cugino gioielliere di Roy, cosa che le mette contro il suocero Tom Thomas. Tom pensava infatti che ci fosse sotto qualcosa, e iniziò a chiedere a Jolly spiegazioni che non lo convincevano sulla sua vicinanza a Mathew.

Quando Tom muore, nel 2008, ancora una volta l’autopsia non viene eseguita – stavolta per diretto intervento di Jolly, che descrive ai medici i sintomi di un infarto.

Jolly dà alla luce il suo secondogenito, mentre Remo cresce e capisce che in casa qualcosa non va. La madre è distaccata coi figli e con il marito sembra non ci sia più alcun legame.

Curry e cianuro: la storia vera della serial killer indiana Jolly Joseph su Netflix
Jolly Joseph, la più celebre serial killer indiana

La relazione fra Jolly e Matthew diventa oggetto di discussione fra Jolly e Roy. Nel 2011, dopo aver cenato con riso e curry di ceci, Roy si sente male. Muore prima di arrivare in ospedale ma stavolta l’autopsia viene fatta, fra l’altro su insistenza di Mathew. Il referto parla di avvelenamento da cianuro e Jolly la giustifica come un suicidio per i troppi debiti che Roy si era creato.

Debiti di cui nessuno, dopo la morte di Roy, viene a chiedere qualcosa.

A quel punto per la famiglia Thomas – la parte sopravvissuta – è chiaro: le morti di tre membri della stessa famiglia non erano casuali.

La storia continua, fra nuove bugie scoperte e una varietà di documenti falsificati con cura, arrivando a sottoporci altre morti davvero dolorose, ma sempre accomunate dalla lucida determinazione di Jolly, che ha ben chiaro il proprio percorso e non esita a rimuovere ogni ostacolo che trova sulla sua strada.

Il documentario di Netflix ci fa scoprire una storia di cui molti, qui in Occidente, non avevano mai sentito parlare ma che ci spalanca una porta non solo su una serie di omicidi sconvolgenti, ma soprattutto su una società, una cultura e un sistema legale e investigativo molto diverso dal nostro – sebbene la superficialità di certe indagini sia purtroppo anche ricorrente in alcuni dei nostri più drammatici casi di cronaca nera.



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Scritto da: redazione

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