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Music

L’Orchestra di S. Cecilia esegue la colonna sonora di “Amadeus” di Forman

today30 Dicembre 2023 1

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Ritorna al romano Parco della Musica la bella recente consuetudine di far suonare a una formazione come l’Orchestra di S. Cecilia la colonna sonora di un film che viene proiettato; quest’anno la scelta è caduta sull’Oscarpremiato “Amadeus”, di Miloš Forman. A Napoli, invece, cambiamo totalmente atmosfera, con il teatro musicale di un autore tra i più ricchi e originali del nostro Novecento, Raffaele Viviani (1888-1950).

Roma

Il 4-5-7 al Parco della Musica verrà proiettato il film “Amadeus”, di Miloš Forman, con la colonna sonora eseguita dall’Orchestra e Coro di S. Cecilia. Il film si concentra sugli ultimi anni della vita di Mozart (interpretato da Tom Hulce), la cui carriera viene ripercorsa dal suo incarico presso la corte salisburghese dell’Arcivescovo Colloredo alla morte prematura, passando attraverso le commissioni imperiali, il rapporto con Salieri (interpretato da F. Murray Abraham) e le alterne fortune di successi e insuccessi. Nel 1985 il film si è aggiudicato numerosi premi, tra cui otto Oscar (per la migliore regia e il migliore attore protagonista, fra gli altri), il Golden Globe, il David di Donatello e il Nastro d’argento; mentre il cd della colonna sonora vinse, sempre nel 1985, il Grammy Award. La colonna sonora presenta molte celebri musiche tratte dalle opere “Don Giovanni”, “Il ratto dal serraglio”, “Le nozze di Figaro”, “Il flauto magico”; e inoltre dalla Serenata per fiati “Gran partita”, dalla Messa in K 427, dai Concerti per pianoforte K 482 e K 466, dal Requiem. Sul podio il direttore svizzero Ludwig Wicki, già ospite dell’Accademia nel 2018.

Napoli

Il 5-6-7-12-13-14 al Teatro Trianon due atti unici di Raffaele Viviani, “O cafè ‘e notte e ghiuorno” e “‘Nterr’ ‘a ‘Mmaculatella”. Nello Mascia mette in scena due atti unici, rispettivamente del 1919 e del 1918, nei quali il grande commediografo stabiese presenta in modo tragicomico personaggi di varia estrazione sociale. Nel primo, la sala pubblica del caffè fornisce a Viviani il pretesto per poter esibire trasversalmente, ed in modo indiretto, tutta una serie di brani musicali, la cui complessità (si pensi al personaggio di Celeste), supera di gran lunga la rappresentazione di una semplice vetrina di «numeri».Il secondo è ambientato allo Scalo Marittimo, sul dramma dell’emigrazione italiana di inizio Novecento, in cui si affollano mondi, personaggi, situazioni differenti, per ognuna delle quali la partenza, il distacco, la separazione assume un senso e un volto proprio. Viviani struttura questa diversità in tre diversi momenti, differenziati rispetto alla funzione drammaturgica. Il primo è rappresentato dagli Emigranti, coloro che partono “per necessità”; il secondo da quelli che partono “per piacere” (Sasà e Zazà); ed infine da coloro che restano e traggono il loro precario sostentamento, cantando le bellezze della città: i Posteggiatori. La partitura di questo atto unico rappresenta un punto di acquisita maturità nella concezione della drammaturgia musicale del primo Viviani. Il principio centrale che struttura globalmente questo lavoro è quello dell’accostamento funzionale tra forme e matrici musicali diverse.

Artista tra i più ricchi e originali del nostro Novecento, Viviani (1888-1950), se per un verso appartiene al teatro napoletano, per il complesso delle situazioni rappresentate si inserisce in una tradizione di portata europea. I suoi drammi non ci restituiscono solo la crudeltà di un mondo che si avvia al declino, ma, nel loro malinconico disincanto e nel sentimento d’inquietudine e precarietà dei protagonisti, essi scandiscono la sospensione del tragico, l’impossibilità di ogni catarsi del mondo contemporaneo. Viviani riprende e mima la grande tradizione del teatro dialettale, ma la gioca nel suo interno, prosciugandola di ogni retorica e sottraendola al verismo con una lingua ridotta a pura essenzialità e moduli di astrazione di singolare impatto.

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Roma

Da lunedi 8 gennaio alle 12.00 sono prenotabili 700 biglietti gratuiti per l’eccezionale concerto del 29 gennaio della Chicago Symphony Orchestra diretta da Riccardo Muti, che si terrà al Teatro Costanzi. Questa possibilità è offerta dalla Banca del Fucino, in occasione del centenario della sua fondazione. La Banca è Mecenate della Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma; così per questo speciale concerto e in coerenza con il suo impegno al rilancio e valorizzazione della scena artistica della Capitale, rende disponibili i biglietti gratuiti, 110 dei quali destinati ai licei che abitualmente partecipano alle attività del Teatro. I biglietti si ottengono esclusivamente registrandosi e collegandosi alla pagina Ticketone dei Concerti del Teatro dell’Opera di Roma. Il programma presenta musiche di Liadov, Stravinskij, e il poema “Dall’Italia” di Richard Strauss.



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Scritto da: redazione

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