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Tecnologia

autoconsumo e comunit energetiche per la sostenibilit

today16 Dicembre 2023 1

Sfondo
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La protezione dell’ambiente passa inevitabilmente da un uso sostenibile delle risorse e da una drastica riduzione delle immissioni di inquinanti nel terreno e in atmosfera. Lo sfruttamento del nostro pianeta procede senza sosta ad un tasso superiore alla sua capacità di rigenerarsi (basta guardare i dati di quest’anno). In altri termini: è insostenibile. É un dato di fatto, non confutabile e senza precedenti. Così come senza precedenti è la velocità con cui i cambiamenti climatici si stanno manifestando, alimentati da esternalità generate dall’attività antropica (e non solo) che rendono il processo sempre più rapido e difficile da invertire.

In questo la transizione energetica gioca un ruolo fondamentale ed imprescindibile: sostituire il consumo dei combustibili fossili con un consumo basato su energia da fonti rinnovabili non è più un’opzione ma un obbligo che deve riguardare ciascun singolo cittadino e non solo i grandi inquinatori. Se si vuole dare un futuro intergenerazionale si deve necessariamente passare da qui. Lo dicono gli Accordi di Parigi, lo ribadisce il Green Deal dell’Unione Europea e lo confermano ogni giorno i dati sullo stato di salute del nostro pianeta.

Con la Direttiva 2018/2001 RED II l’UE si esprime in modo chiaro: per invertire la rotta bisogna favorire la transizione energetica tramite un sistema di incentivi rivolti all’autoproduzione e all’autoconsumo dell’energia rinnovabile, anche in forma collettiva.

DEFINIZIONI: AUTOCONSUMO E COMUNIT ENERGETICHE

Credits immagine: Pixabay

QUADRO NORMATIVO IN PILLOLE:

  • direttiva 2018/2011/UE, nota come direttiva RED II per la promozione delle fonti rinnovabili tramite modelli di autoconsumo collettivo e di comunità energetiche rinnovabili
  • decreto legge 162/2019: ha reso operativa la direttiva UE in anticipo
  • decreto legge 199/2021: ha recepito la direttiva
  • delibera 727/2022/R/eel: approvata dall’Autorità per l’energia (ARERA), contiene il TIAD (Testo Integrato Autoconsumo Diffuso) in cui si definiscono le modalità per valorizzare l’energia tramite autoconsumo collettivo (AUC) e comunità energetiche rinnovabili (CER)
  • decreto MASE (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica): non ancora entrato in vigore (lo sarà auspicabilmente a breve), stabilirà la regolamentazione degli incentivi per la condivisione dell’energia elettrica (primo arrivato primo servito). In queste ultime ore è arrivato l’ok da Bruxelles, si presume che i tempi siano decisamente stretti. Il fondo da cui attingere è di 3,5 miliardi di euro.

L’Unione Europea ha individuato tre soluzioni atte a stimolare il processo di transizione energetica:

  • autoconsumo: produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte del consumatore finale dell’energia elettrica prodotta. Questa energia può essere, a sua volta, immagazzinata e, a determinate condizioni, venduta (RED II).
  • autoconsumo collettivo: condivisione dell’energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili da parte di due o più clienti finali tramite accordo privato. Soluzione ideale nei condomìni, in cui i clienti finali sono i condòmini e le eventuali attività commerciali. L’impianto fotovoltaico è la soluzione più semplice in questi casi.
  • Comunità Energetica Rinnovabile (CER): soggetto giuridico formato da cittadini, pubbliche amministrazioni o PMI che decidono di condividere impianti per la produzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili. Nata in Danimarca negli anni ’70, ora viene considerata modello innovativo di organizzazione sociale ed elemento imprescindibile della transizione energetica.

ITALIA: 46 casi di autoconsumo collettivo e 21 CER (dati GSE, fine 2022) per una potenza di 1,4MW. Si prevede che entro il 2025 le CER nel nostro Paese siano 40.000. Il 2026 sarà l’anno del sorpasso degli impanti FV nelle CER su quelli per il solo consumo fisico (0,9GW installati all’anno vs 0,8GW).

Come si evince dal box riportato qui sopra in Italia i casi di CER sono ad oggi ancora piuttosto limitati. Ciò è dovuto essenzialmente alla scarsa conoscenza del tema da parte di cittadini e aziende, così come confermano i risultati di due ricerche, una condotta da Enel X Global Retail, l’altra da Fondazione Symbola, gruppo Tea e Ipsos. In sostanza 4 aziende italiane su 10 non sanno di che si tratti, né sono interessate ad approfondire l’argomento per timore dei costi iniziali e per un generale scetticismo verso la soluzione. La situazione non cambia se si interpellano i cittadini: pochi, anzi pochissimi conoscono il significato di Comunità Energetica Rinnovabile.

Nonostante la poca conoscenza tra la popolazione italiana, il fenomeno CER è ugualmente in crescita perché si ritiene che possa contribuire attivamente a calmierare la crisi energetica e a ridurre i costi in bolletta. E a proposito di bolletta, è stato stimato che poco meno di un italiano su 10 fatica a pagarla: in termini tecnici si parla di difficoltà ad accedere ai servizi energetici, in sostanza si parla di povertà energetica.

CER IN BREVE: COME FUNZIONANO

DEFINIZIONE: Associazioni tra soggetti di diversa natura (cittadini, PMI, PA) che vogliono volontariamente dotarsi di impianti per l’autoproduzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili.

In Italia l’ARERA ha approvato il testo unico sulla valorizzazione dell’autoconsumo diffuso (TIAD, Testo Integrato Autoconsumo Diffuso). In esso rientrano tutte le tipologie, ovvero i gruppi di autoconsumatori, le comunità energetiche e gli autoconsumatori individuali su rete pubblica. L’applicazione del TIAD è prevista in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto del MASE.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono

  • trasversali: possono essere costituite da soggetti diversi
  • volontarie: nessun obbligo a parteciparvi, nessun divieto per uscirne
  • un soggetto giuridico

Le CER possono prevedere la presenza di uno o più impianti di potenza massima di 1MW ciascuno collegati alla rete elettrica attraverso la stessa cabina primaria. La scelta del fornitore è libera, all’interno della comunità ciascun soggetto può essere:

  • consumer: consuma energia elettrica ma non la produce
  • producer: produce energia elettrica ma non la consuma
  • prosumer: produce e autoconsuma energia elettrica

SOLO VANTAGGI

Credits immagine: Pixabay

L’impianto più utilizzato dalle CER è quello fotovoltaico in quanto più accessibile tecnicamente ed economicamente. La Comunità Energetica Rinnovabile ha tre obiettivi:

  • ambientale: produrre energia elettrica da fonti rinnovabili ed autoconsumarla porta alla riduzione totale o parziale della CO2 e degli altri inquinanti immessi in atmosfera
  • economico: incentivi, autoconsumo e vendita dell’energia in eccesso consentono alle CER di essere sostenibili economicamente nel tempo ottenendo ricavi da distribuire ai soci sotto forma di bonus

    • incentivi:

      • tariffa premio MASE di 110€/MWh
      • contributo ARERA di 8,48€/MWh

    • autoconsumo: risparmio (meno costi) sulla bolletta per consumo dell’energia prodotta dall’impianto della CER
    • vendita energia in eccesso: l’energia che non viene consumata dai membri della comunità viene immessa in rete e venduta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) al prezzo di mercato della Borsa elettrica

  • sociale: il concetto di condivisione viene valorizzato dal fatto che anche i semplici soci consumatori hanno diritto a ricevere una quota parte degli incentivi, anche se non partecipano alla produzione dell’energia elettrica. Si tratta di un importante aspetto che mira a combattere la povertà energetica: partecipando ad una CER anche chi fatica a pagare la bolletta e non è in grado di contribuire all’installazione di un impianto fotovoltaico può partecipare ai benefici generati dalla comunità stessa.

AUTOCONSUMO COLLETTIVO: COS’

L’autoconsumo collettivo (AUC) è un’altra soluzione che vede il coinvolgimento proattivo di due o più soggetti che agiscono collettivamente per la produzione e la condivisione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili (soprattutto impianti fotovoltaici). Risulta particolarmente adatta per i condomìni, in cui i clienti finali sono condòmini e/o attività commerciali. Viene richiesto che:

  • vi siano uno o più impianti installabili
  • le utenze risultino tutte nello stesso edificio o condominio

La costituzione di un gruppo di AUC viene incentivata attraverso

  • tariffa premio ​per la quota di energia condivisa così calcolata:

    • impianti tra 600kW e 1MW: fisso di 60€/MWh, la tariffa premio non può superare i 100€/MWh
    • impianti tra 200kW e 600kW: fisso di 70€/MWh, la tariffa premio non può superare i 110€/MWh
    • impianti inferiori a 200kW: fisso di 80€/MWh, la tariffa premio non può superare i 120€/MWh
    • É inoltre prevista una correzione della tariffa in base alla zona geografica:

      • 4€ in più per MWh per le regioni del centro Italia
      • 10€ in più per MWh per le regioni del nord Italia (ad esempio, in caso di impianto <120kW nel nord Italia si ottiene una tariffa premio fino a 130€/MWh

  • corrispettivo unitario di 8,48 euro/MWh per l’energia condivisa (aggiornato 2023) per 20 anni più eventuale proroga
  • contributo aggiuntivo per perdite di rete evitate

Anche in questo caso l’azione collettiva di due o più soggetti per l’autoproduzione e consumo dell’energia elettrica da fonti rinnovabili porta a vantaggi di natura ambientale ed economica: oltre al contenimento delle emissioni in atmosfera, infatti, è possibile beneficiare di un consistente risparmio – cui è da aggiungere la quota parte degli incentivi – e di una generale riduzione dei consumi.

CASO DI STUDIO: ENEL X

Chi da tempo in Italia promuove le Comunità Energetiche è Enel X, un impegno a 360 gradi nell’ottica della promozione dell’economia circolare e dell’inclusione sociale che prevede il supporto ai clienti in tutte le fasi fin dagli aspetti normativi. Non crea la comunità, ma può mettere in contatto i soggetti interessati assistendoli nella burocrazia, nell’accesso al credito, nella realizzazione dell’impianto e del collegamento alla cabina primaria (oltre all’installazione dell’eventuale sistema di accumulo, se previsto) e nella gestione tramite l’installazione di piattaforme specifiche.

ENEL X: abilitatore integrato e completo che semplifica le CER e permette ai suoi clienti di massimizzare i benefici delle comunità energetiche rinnovabili.

Enel X prevede il supporto continuo lungo l’intera filiera per privati (B2C), aziende (B2B) e pubbliche amministrazioni (B2G).

Enel X è tra i soggetti più attivi in Italia anche per la promozione dell’autoconsumo collettivo:

Affianca i condomini nella parte normativa, consentendo al gruppo AUC di essere operativo in poco tempo. Ci facciamo carico dell’intera gestione amministrativa e burocratica del gruppo AUC, dei suoi membri e della redistribuzione dei benefici derivanti dall’adozione. Inoltre, supportiamo le imprese nella messa in opera dell’impianto e nel successivo monitoraggio del bilancio energetico, al fine di garantire ai condomini i migliori standard di affidabilità ed efficienza.

FAQ

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CER – COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILE

  • Cos’è la Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?

É un soggetto giuridico formato da privati, PMI e/o enti della PA situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di proprietà della comunità stessa. Tramite l’autoproduzione e la condivisione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili si perseguono obiettivi di natura ambientale, sociale ed economica. NON finanziaria.

  • Quali sono i requisiti per creare una CER?

Una CER deve essere costituita su base volontaria ed è aperta a persone fisiche, PMI e PA. Prevede un impianto max 1MW (ma possono esserci più impianti) connesso alla rete elettrica sotto la stessa cabina primaria. Il fornitore è a libera scelta, si può uscire dalla CER in qualsiasi momento.

NOTA: il limite max 1MW e l’afferenza alla cabina primaria sono due elementi che entreranno in vigore quando sarà emanato il decreto ministeriale attuativo ed entrerà in vigore il Testo di ARERA. Ad oggi l’impianto può essere max 200kW e la cabina di afferenza è quella secondaria.

  • Cos’è una cabina primaria?

Stazione elettrica in alta/altissima tensione con almeno un trasformatore dedicato alla rete di distribuzione. Solitamente copre diversi comuni o, nelle grandi città, alcuni quartieri.

  • Posso far parte di una CER solo per consumare energia senza produrla?

Sì, in questo caso si viene considerati consumer. Il producer si limita a produrla, il prosumer la produce e la consuma. Anche il consumer ha diritto a ricevere una quota parte degli incentivi secondo quanto previsto dal principio di condivisione

  • Quali sono i vantaggi della CER?

I vantaggi sono di natura ambientale, economica e sociale:

  • ambientali: riduzione delle emissioni
  • economici: incentivi + autoconsumo + vendita, ovvero circa 119€/MWh + valore di mercato dell’energia immessa in rete
  • sociali: condivisione significa distribuzione dei benefici tra tutti i membri della CER
  • Una CER può vendere l’energia in eccesso?

Certamente, l’energia non consumata può essere immessa in rete facendone domanda al GSE per ottenere gli incentivi previsti. Viene riconosciuto solo il valore economico dell’energia. In alternativa l’energia in eccesso può essere immagazzinata in sistemi di accumulo.

  • Quali sono i ricavi generati dalla vendita dell’energia in eccesso in una CER?

L’energia prodotta in eccesso e successivamente immessa in rete genera i seguenti ricavi:

110 euro/MWh + 8,48 euro/MWh + prezzo di mercato (dati GSE)

CASO STUDIO CER: RUOLO DI ENEL X

Enel X supporta il cliente sottoscrivendo un contratto con il fondatore della CER: burocrazia costituzione comunità, inserimento richiesta al GSE, mandato di incasso, contratto GSE. In più redige lo statuto ed il regolamento, cerca soci potenzialmente interessati, progetta l’impianto fotovoltaico e mette a disposizione una piattaforma per la gestione. Incassa infine gli incentivi e li distribuisce tra i soci.

AUTOCONSUMO COLLETTIVO

  • Cos’è un gruppo di autoconsumo collettivo?

Gruppo di almeno due persone che vivono all’interno dello stesso edificio o condominio che decide di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili consumandola per le proprie necessità, vendendo l’eccesso autoprodotto in rete.

Far parte di un AUC consente di contribuire al contenimento delle emissioni e porta a benefici di natura economica, senza contare il conseguente risparmio sulla bolletta.

  • Ci sono delle condizioni da rispettare per creare un gruppo di autoconsumo collettivo?

Sì, bisogna avere tutte le utenze presso lo stesso edificio o condominio.

  • A quanto ammonta la tariffa premio?

Circa 100€/MWh in base alla normativa vigente.

CASO STUDIO: RUOLO DI ENEL X

Enel X supporta l’AUC fin dalla sua costituzione, incluse la gestione amministrativa, la fornitura di una piattaforma per il monitoraggio e la gestione dei pagamenti e della redistribuzione.

L’offerta di Enel X per l’installazione di un impianto fotovoltaico per la costituzione di un AUC include il sopralluogo, la progettazione, lo svolgimento delle pratiche autorizzative, la fornitura del kit di installazione (inclusi i pannelli), l’installazione, gli oneri di sicurezza e le eventuali pratiche per la detrazione delle spese sostenute .

DIFFERENZA TRA COMUNITÀ ENERGETICA E GRUPPO DI AUTOCONSUMO COLLETTIVO

Prima di vedere in cosa differiscono, è bene avere in mente ciò che hanno in comune, ovvero:

  • obiettivo di preservare l’ambiente
  • risparmiare dal punto di vista economico riducendo i consumi e vendendo l’energia in eccesso

CER e AUC differiscono per la loro costituzione:

  • AUC: le utenze sono tutte all’interno dello stesso edificio o condominio. Nascono da accordo privato
  • CER: le utenze possono essere anche in edifici o condomini differenti. Si costituiscono in forma giuridica

Articolo realizzato in collaborazione con Enel X

Credits immagine d’apertura: Enel X



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Scritto da: redazione

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