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Tecnologia

Recensione Lenovo Legion Go, sfida ROG Ally a viso aperto

today28 Novembre 2023 6

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Era il 1989 quando Nintendo per la prima volta mostrò al mondo il suo GameBoy, un dispositivo che ha fatto la storia delle console portatili e che è stato seguito nel tempo da altri prodotti concettualmente simili ma allo stesso tempo molto diversi. Tra tutti vale la pena ricordare il GameGear di Sega e, soprattutto, la PSP (PlayStation Portable) di Sony. Tutti nati con uno scopo comune, ovvero quello di permettere all’utente di giocare in mobilità, hanno avuto un successo più o meno importante e possono essere considerati come antenati dell’ultima incarnazione delle console portatili, ovvero Nintendo Switch.

Negli ultimi tempi sono comparsi sul mercato una serie di prodotti che hanno esattamente lo stesso scopo, giocare in mobilità, ma caratteristiche, tecniche più che fisiche, molto differenti. Parlo dei vari Steam Deck, ROG Ally, e della più recente Legion Go, di cui parleremo proprio in questo articolo. Il nome di console portatile sta infatti un po’ stretta a queste soluzioni, che potremmo meglio definire come dei veri e propri handheld PC. Insomma, delle macchine Windows miniaturizzate e studiate per portare il gaming ovunque si voglia. Ma non perdiamoci in altre chiacchiere e vediamo come va questa Legion Go e in cosa si differenzia dal suo principale concorrente.

COSTRUZIONE ED ERGONOMIA

Parliamo anzitutto di come è fatta questa Legion Go, perchè proprio qui si trovano tante delle differenze rispetto alle soluzioni concorrenti. Una su tutte è data dalle dimensioni, naturale conseguenza dell’utilizzo di un display, di cui vi parlo sotto, che è sensibilmente più grande rispetto a ROG Ally, ma anche a Steam Deck. Siamo infatti a 8,8 pollici, quasi due pollici più grande rispetto alle alternative. Due pollici che si fanno sentire immediatamente quando la prendiamo in mano e che sono forse ulteriormente enfatizzati dal rapporto di forma della soluzione, che è di 16:10.

Se avete tenuto tra le mani recentemente ROG Ally, o ancora di più una Switch, sin dal primo istante in cui prenderete tra le mani questa Legion Go resterete impressionati dalle sue dimensioni. Ma non solo, è anche decisamente più pesante, parliamo di circa 250 grammi in più che sono impossibili da ignorare. Tuttavia, se queste dimensioni non vi spaventano o se siete disposti a scendere a questi compromessi siamo comunque di fronte ad una soluzione che non vi deluderà come qualità generale. All’apparenza potrebbe sembrare un po’ un plasticone, ma vi assicuro che in queste settimane di utilizzo l’ho abbastanza maltrattata e non ho mai avuto l’impressione di avere tra le mani un prodotto fragile o che comunque potesse rovinarsi. Anche il sistema di fissaggio dei joycon è molto solido, tanto da rendere quasi difficile la rimozione le prime volte che si procede a questa operazione.

Si, avete capito bene, ho citato il sistema di fissaggio dei joycon perchè questa Legion Go è concettualmente la soluzione handheld più vicina a Nintendo Swtich. Di quelle citate fino ad ora è l’unica, infatti, che permette di staccare i joycon e giocare con i controller liberi e il “tablet” appoggiato sul tavolo. Quest’ultimo è dotato di uno stand sul retro molto solido, con cerniere resistenti che permettono di mantenerlo ben fermo in praticamente qualsiasi posizione.

Parlando invece di ergonomia con i controller agganciati allo schermo, in quella configurazione che potremmo definire “standard”, abbiamo, come già detto, un prodotto abbastanza ingombrante ma che, comunque, si impugna bene per via della dimensione dei joycon stessi. Sul retro, le sporgenze che costituiscono l’impugnatura sono abbastanza pronunciate e riempiono molto bene le mani rendendo la presa assolutamente salda. Il contro di queste dimensioni generose è dato dal fatto che, specie per chi ha mani piccole, potrebbe essere complicato raggiungere tutti i tasti agevolmente, o quantomeno senza dover cambiare la posizione delle mani. Tasti che sono davvero tantissimi, forse anche troppi, al punto che mi è capitato più volte di premerne alcuni accidentalmente. Non che sia un grosso problema, tolti quelli principali tutti gli altri pulsanti sono programmabili e quindi, se non gli assegnate nessuna funzione la loro pressione non causerà alcun danno.

A joycon staccati ci troviamo con due manopole molto leggere in mano, che si impugnano bene ma che mantengono lo stesso problema legato alla presenza di molti tasti e alla loro posizione. Detto ciò Lenovo ha pensato ad un utilizzo alternativo del joycon di sinistra che è molto interessante e utile. Alla base dello stesso troviamo infatti un piccolo switch che permette di attivare la modalità FPS, trasformandolo sostanzialmente in un mouse. Grazie ad una basetta magnetica compresa in confezione potete quindi appoggiare in maniera più stabile il controller sul tavolo e muoverlo come un mouse verticale per gestire al meglio il sistema operativo con il classico cursore del mouse. Mille, anzi, un milione di volte meglio rispetto a utilizzare Windows con il touch su un display da 8 pollici.

Rimanendo a parlare di joycon e di tasti e comandi vi parlo un secondo anche della qualità di questi ultimi. La parte che più mi ha convinto sono senza dubbio gli analogici, davvero ottimi sia per grip che per reattività e fluidità nel movimento. Discreti anche i tasti A,B,X,Y, mentre è sicuramente da rivedere la reattività e il feedback della croce direzionale, troppo morbida e ballerina, non mi è piaciuta per nulla. Mentre ho certamente apprezzato lo sforzo di inserire un piccolo trackpad sul controller di sinistra, utile per navigare nel sistema operativo o nei menu dei giochi quando abbiamo i joycon attaccati al display.

Lungo i due lati lunghi del tablet troviamo poi i pulsanti per la regolazione del volume e per l’accensione, oltre ad uno slot per schede microSD al connettore jack per le cuffie e a due USB-C, una nella parte alta e una in basso. Due USB-C sono sicuramente utili per caricare la macchina e allo stesso tempo utilizzare un accessorio o magari connettere un display esterno; ma devo farvi notare che sono entrambe utilizzabili solo con il prodotto in mano oppure sdraiato sul tavolo. Se invece lo appoggiamo sul tavolo con lo stand ecco che la USB-C sul fondo rimane inaccessibile, non esattamente una genialata, l’avrei sicuramente preferita sul lato superiore.

DISPLAY E AUDIO

Ma eccoci a parlare del display che è senza dubbio uno dei componenti che più ho apprezzato di questa Legion Go, come già anticipato parliamo di una unità da 8.8 pollici di diagonale che costituisce la diagonale più ampia tra tutte le soluzioni concorrenti. Oltre a questo troviamo una risoluzione di 2560×1600 pixel e un refresh rate che arriva fino a 144Hz, molto utile considerando la destinazione d’uso del prodotto.

In generale parliamo di un display IPS molto molto bello, dotato di colori brillanti e allo stesso tempo di un buonissimo contrasto dovuto a neri comunque abbastanza profondi e ad una luminanza massima che sfiora i 500nit. Tutto questo fa sì che giocare, ma anche consumare contenuti multimediali, su questo schermo sia assolutamente appagante, con un’ottima definizione e una tridimensionalità che rende tutto più immersivo. Ad oggi, a mio modo di vedere, è il miglior display tra le soluzioni di questo tipo e stacca di netto sia ROG Ally che Steam Deck, in attesa di provare il modello OLED di quest’ultima che potrebbe pareggiare o addirittura superare questa Legion Go.


E spendo due parole anche a proposito di audio, dove invece abbiamo un leggero svantaggio rispetto ai concorrenti che è dato principalmente dalla posizione degli speaker. Rispetto alle due soluzioni citate gli altoparlanti sono infatti posizionati rivolti verso l’alto e non frontalmente. Questo fa si che, pur con un buon volume e una qualità sufficiente, il suono risulti meno coinvolgente.

HARDWARE E PRESTAZIONI

Bene, ora che abbiamo parlato di tutto quello che sta all’esterno di questa Legion Go è arrivato il momento di vedere un po’ cosa si nasconde sotto la scocca e come si comporta tutto il sistema nelle operazioni per cui è stato pensato. Parto subito dicendovi che il cuore della soluzione è il tanto chiacchierato AMD Z1 Extreme accompagnato dalla grafica AMD RDNA 3, 16 GB di RAM e da una memoria di storage da 512GB. Si tratta della stessa identica piattaforma di ROG Ally, e onestamente avrei gradito un pochino di storage in più, motivo per cui mi sarebbe piaciuto vedere anche in Italia la versione con taglio di memoria da 1 TB. Date le similitudini lato hardware era quindi lecito aspettarsi prestazioni molto simili a quelle di ROG Ally, ed effettivamente così è stato.

Prima di dirvi esattamente come va con i giochi con cui l’abbiamo provata lasciate che via due indicazioni a proposito delle modalità d’uso che di default sono 3: Quiet, Balance e Performance, tutte selezionabili dal menu a comparsa di Legion Space e che vanno a sovrapporsi a quelle del sistema operativo. Oltre a queste c’è la possibilità di attivare una modalità Custom nella quale possiamo scegliere il TDP massimo raggiungibile dalla piattaforma. Tuttavia vi sconsiglio caldamente quest’ultima operazione perchè anche selezionando il massimo wattaggio disponibile e attivando la modalità Full Fan Speed le prestazioni risultano molto peggiori rispetto alla modalità Performance di default, non chiedetemi perchè.

Detto ciò vi sarà utile sapere che in modalità Bilanciata, che è quella che vi consigliamo di utilizzare a batteria, siamo intorno ai 20 Watt di TDP, con qualche sporadico picco sui 25. Quella Performance, invece, da utilizzare principalmente sotto alimentazione, sposta questo limite a 30 Watt, ma con il software di monitoraggio abbiamo visto toccare anche i 35-37.


A questo punto parliamo un attimo di prestazioni. Ho giocato ad una serie di titoli, per la maggior parte parecchio impegnativi, con lo scopo di mettere alla frusta il sistema e capire fino a dove ci si potesse spingere. Parlo ad esempio di Cyberpunk 2077, Hogwarts Legacy e Horizon Zero Dawn per quello che riguarda la tipologia open world, ma non ci siamo fatti mancare un titolo racing come Forza Horizon 5, un manageriale con Football Manager e un action 3D con Shadow of The Tomb Raider. La gestione del manageriale è buona con qualsiasi tipo di preset e a prescindere dalle impostazioni grafiche, ma questo lo diamo abbastanza per scontato, mentre per gli altri titoli le prestazioni possono variare molto a seconda delle impostazioni utilizzate.

Un setup che abbiamo visto funzionare abbastanza bene per tutti i titoli è costituito da una risoluzione di rendering di 720p, 800p nel caso di Legion Go per via del form factor del display, FSR 2 attivo e dettagli grafici impostati su qualità bassa o media a seconda del gioco. Con questo tipo di impostazione riusciamo a giocare a tutti i giochi citati poco fa in maniera più che decorosa, stando sempre sopra ai 30 fps, con medie in alcuni casi che arrivano anche intorno ai 60. Oltretutto su un display da 8.8 pollici di diagonale, il fatto di abbassare il livello di dettaglio impatta certamente sulla qualità delle immagini ma è certamente meno rilevante rispetto alle stesse condizioni riportate su un monitor da 16, 24 o 27 pollici. Insomma, vi accorgerete della bassa quantità di dettagli ma questo non impatterà così tanto sull’esperienza di gioco. D’altro canto chi si accinge ad acquistare una soluzione di questo tipo deve mettere in conto in anticipo di non poter nemmeno lontanamente immaginare di ottenere prestazioni paragonabili a quelle di un notebook o di un desktop da gaming.


Anche a livello di temperature non ho notato problemi di sorta, il sistema di dissipazione studiato da Lenovo per questa Legion Go sembra funzionare molto bene. Lo sfiato dell’aria calda sul retro permette di non venire mai a contatto con questa che, comunque risulta al massimo tiepida e, in generale, tutta la soluzione non raggiunge mai temperature degne di nota. La parte più calda è il lato sinistro dello schermo, esattamente nel punto di contatto con il joycon, ma anche qui non si va mai oltre i 35-36 gradi. Tutto assolutamente nella norma.

SOFTWARE E AUTONOMIA

Uno degli aspetti che mi ha convinto meno è sicuramente il software. All’accensione parte infatti in automatico l’interfaccia Legion Space, che dovrebbe migliorare l’esperienza d’uso con una UI più adatta all’utilizzo touch ma che in realtà è ancora molto acerba. Specialmente la prima configurazione, con il download degli aggiornamenti, dei software di gestione delle varie piattaforme (Steam, Xbox ecc.) e l’accesso ai vari account, mi ha visto riavviare il tutto diverse volte per via di rallentamenti e crash improvvisi dell’interfaccia. Conclusa questa operazione le cose vanno un pochino meglio ma, tolto il centro di controllo a scomparsa, per il resto si tratta solo di un layer abbastanza inutile che si sovrappone alla normale interfaccia di Windows.

Un peccato perché comunque questo centro di controllo che si richiama premendo il tasto apposito sul joycon di destra è fatto bene, mostra la carica del dispositivo e permette di agire sui profili d’uso in modo semplice e intuitivo, esattamente come si richiede ad una interfaccia touch e tiene a distanza di un paio di click tutta una serie di comandi molto utili. Ma in generale è fatta bene tutta la parte legata alle impostazioni; fosse così anche il resto del software sarebbe tutta un’altra storia.


Andando ad affrontare il tema autonomia, invece, Legion Go ha un vantaggio importante rispetto alla concorrenza, ovvero le dimensioni, che gli permettono di ospitare una batteria più grande. Lenovo è quindi riuscita a sfruttare al meglio questo vantaggio inserendo una batteria da ben 49 Wh, circa 9 Wh in più rispetto a ROG Ally, con un vantaggio netto anche in termini di autonomia. In gioco, infatti, con luminosità del display automatica e modalità d’uso Performance, si parla di circa un’ora e mezza di utilizzo, contro l’ora scarsa dell’alternativa Asus.

CONSIDERAZIONI

Ed eccoci al momento di chiudere il cerchio con alcune considerazioni che sono in realtà il riassunto di quanto detto qui sopra. In sostanza comunque, se siete attratti da questo tipo di soluzioni e state pensando di acquistarne uno sappiate che Legon Go ha dalla sua una serie di caratteristiche e punti di forza. Parliamo del display, della modalità FPS dei Joycon, della possibilità di staccare i joycon stessi, ma anche l’autonomia superiore e una migliore capacità di dissipare il calore. Dall’altro lato c’è un ingombro decisamente maggiore rispetto alla concorrenza e un software proprietario ancora molto poco maturo.

Le prestazioni sono molto simili a quelle della concorrenza, così come è praticamente lo stesso anche il prezzo, ovvero 799 euro per la versione da 512 GB, che è anche l’unica disponibile in Italia (ROG Ally si trova ora a 699 euro ma è un prezzo frutto di una promo; il listino è 799 anche per l’alternativa Asus). Posto quindi che il prezzo non può essere considerato come una discriminante la scelta si dovrà per forza di cose basare sulle differenze elencate sopra.

PRO E CONTRO

VIDEO



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Scritto da: redazione

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