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Tecnologia

NZXT H6 Flow, la recensione di un particolare case a doppia camera

today20 Novembre 2023 6

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Il nuovo NZXT H6 Flow, arrivato in redazione nella versione RGB tutta bianca da 144,99 euro, non è dissimile per filosofia dall’H9 Flow con il quale condivide un design a doppia camera pensato per fare in modo che quella nascosta possa alloggiare l’alimentatore in verticale lasciando ampio spazio per una facile gestione dei cavi. Di conseguenza è un case che pur rientrando nella categoria Mid-Tower abbonda in termini di spessore, pur essendo più piccolo del fratello maggiore e pur differenziandosi da quest’ultimo per una caratteristica particolare che ne influenza in modo importante il design.

Stiamo parlando, lo avrete già notato, dell’angolo frontale destro che, tagliato, conferisce al case NZXT una peculiare forma trapezoidale, andando però a influenzare in modo importante anche il raffreddamento. Viene infatti meno la possibilità alloggiare un AIO parallelamente alla scheda madre, tra le caratteristiche dell’H9 Flow, mentre viene a crearsi un alloggiamento per tre ventole in corrispondenza di un’ampia grata rimovibile.

Il tutto senza il bisogno di rinunciare alla paratia frontale in vetro e senza compromettere in alcun modo i vantaggi della formula dual-chamber ad ampio spessore, come dicevamo utile in funzione della gestione dei cavi e, quindi, dell’assemblaggio. Ed è un elemento importante nell’economia dell’H6 Flow. Non a caso ne parliamo nel dettaglio, dopo la consueta disamina delle caratteristiche tecniche, nella nostra recensione del nuovo case NZXT.

INDICE

NZXT H6 FLOW RGB

L’NZXT H6 Flow, dicevamo, sposa una formula particolare, ma non per questo rinuncia alle linee familiari che contraddistinguono i prodotti dell’azienda californiana. Risulta infatti immediatamente riconoscibile nonostante l’angolo tagliato che va a snellire in modo importante il frontale rispetto a una tradizionale soluzione dual-chamber squadrata. Tanto più con case che è più basso e corto rispetto all’H9, con 43,5 centimetri di altezza e 41,5 di profondità, ma non è molto più sottile con 28,7 centimetri di spessore contro 29.

L’altro fattore che cambia in modo importante, lo abbiamo detto, è la ventilazione che rinuncia all’alloggiamento per un AIO parallelo alla scheda madre in favore di una sezione inclinata che ospita le tre ventole incluse nel prezzo dell’H6 Flow. Ed è una soluzione che punta chiaramente a combinare un flusso d’aria simile a quello di un classico Mid-Tower standard con una paratia frontale trasparente che assieme alla paratia sinistra va creare un’ampia finestra in vetro temperato sull’hardware della nostra configurazione.

Troviamo invece la classica plastica robusta in corrispondenza degli ampi piedini e il classico metallo, piuttosto robusto, per quanto riguarda il resto di un case che vanta senza dubbio una buona qualità costruttiva. Lo si vede dalla precisione delle rifiniture, dall’assenza di angoli taglienti e dagli incastri delle paratie rimovibili, tutti precisi e resistenti.

A questo proposito, la paratia destra si incastra nella parte bassa e si fissa con una singola vite manuale come la paratia sinistra in vetro temperato, mentre la copertura superiore e la sezione angolare forata in corrispondenza delle tre ventole frontali si possono smontare con una pressione tutto sommato leggera considerando con quanta precisione e stabilità sono alloggiate. Di conseguenza pulire le zone a rischio polvere è molto facile, almeno per quanto riguarda la parte alta del case. I filtri inferiori, infatti, non sono rimuovibili, ma è possibile raggiungerli facilmente dall’interno dello chassis, laddove c’è uno spazio pensato per l’eventuale aggiunta di due ventole da 140 millimetri.


Pensando di aggiungere ventole, comunque, è preferibile dare la precedenza a quella posteriore per il deflusso dell’aria, purtroppo non inclusa nel pacchetto. Ma si tratta di una mancanza facilmente risolvibile e perdonabile per un case di alta qualità che nella versione non RGB è acquistabile per 119,99 euro. Non è invece possibile risolvere i limiti relativi allo spazio per i dissipatori AIO. Gli unici alloggiamenti disponibili sono infatti quello superiore fino a 360 millimetri e quello della ventola posteriore, limitato a 120 millimetri. Abbondante invece lo spazio per la CPU, con 365 millimetri più che sufficiente anche per una GPU voluminosa come la nostra GeForce RTX 4090, e per i dissipatori a torre per la CPU, con 163 millimetri che sono sufficienti anche per un modello Noctua di punta.

Sempre parlando di spazio, non possiamo non dedicare qualche riga alla camera posteriore che, lo abbiamo detto, permette di alloggiare un alimentatore posizionato in verticale grazie a uno spessore di 9,1 centimetri. Include inoltre un alloggiamento rimovibile per un’unità di archiviazione da 3,5 pollici e due unità da 2,5 pollici ed è completo di cinque fascette a strappo per la gestione dei cavi di cui tre sono sul lato destro e due in alto.

Scheda tecnica NZXT Flow H6 RGB

  • Tipologia: Mid-Tower a doppia camera
  • Supporto schede madri:
  • Ventole: 3X F120 RGB Core Fan (Case Version)
  • Spazio dissipatore CPU: 163 mm
  • Spazio lunghezza GPU: 365 mm
  • Dimensioni: 435 x 415 x 287 mm
  • Peso: 9,4 kg
  • Slot di espansione: 7
  • Supporti archiviazione: 2x 2,5 pollici, 1x 3,5 pollici
  • Prezzo consigliato: 119,99 euro senza RGB / 145,99 euro con RGB

CONFIGURAZIONE DI TEST E ASSEMBLAGGIO

Un case come l’H6 Flow può senza dubbio misurarsi con una configurazione impegnativa che nel nostro caso comprende il processore da 24 thread Core i7-13700K combinato un dissipatore NZXT Kraken Elite 280 in versione bianca, sufficiente per tenere a bada i bollori della CPU Intel nella maggioranza degli scenari e caratterizzato da uno schermo LCD programmabile di grande impatto. Per quanto riguarda ma GPU, invece, ci troviamo ai massimi livelli con la potente GeForce RTX 4090, una scheda che regna incontrastata nel campo delle GPU consumer e che risulta senza alcun dubbio massiccia. Ma come previsto gode di spazio in abbondanza all’interno del case che, come da tradizione NZXT, non richiede attrezzi per essere aperto.

Risulta però necessario un cacciavite per fissare le viti della scheda madre, quelle della GPU che vanno strette con attenzione visto il peso della Founders Edition e quelle dell’alimentatore che tra l’altro, montato in verticale, si trova esattamente dietro al processore. Di conseguenza è necessario smontarlo per accedere al retro dell scheda madre e cambiare il bracket del sistema di raffreddamento della CPU. Ciononostante i vantaggi che comporta questa formula superano l’eventuale scomodità.


Questa impostazione garantisce l’accesso istantaneo ai connettori per l’alimentazione e rende comodo gestire e organizzare i connettori di alimentazione, facilitando tutta la gestione dei cavi che possono essere molti per la versione RGB. Ci sono infatti quelli di alimentazione e illuminazione per ogni ventola, eventuali connettori per i controller RGB, tutti i collegamenti della scheda madre ed eventuali connettori per le unità di archiviazione. Ed è qui che viene molto utile l’abbondante spazio della camera posteriore, combinato con tre fascette sulla sinistra e due in alto che rendono piuttosto facile fermare e posizionare correttamente quello che altrimenti rischia di essere un groviglio indistricabile.


Sono inoltre da menzionare le lunghe feritoie passacavo, sufficientemente ampie per qualsiasi configurazione e abbastanza strette da fare in modo che i cavi restino in posizione. Sia chiaro, non ci saremmo lamentati di fronte alla presenza di qualche foro più piccolo, magari foderato in gomma, per i cavi più delicati e di dimensioni più contenute, ma il quadro complessivo è decisamente buono sebbene le fessure posizionate nella parte alta risultino parzialmente ostruite, nel nostro caso, dalla combinazione dell’AIO NZXT Kraken Elite 280 e del radiatore laterale del VRM della scheda madre. Nessun problema invece per l’installazione della ventola aggiuntiva posteriore e del dissipatore a liquido le cui viti sono facilmente raggiungibili rimuovendo la paratia superiore del case.


Hardware

  • Processore: Intel Core i7-13700K (5,7 GHz single core)
  • Scheda grafica: NVIDIA GeForce RTX 4090 FE
  • Dissipatore: NZXT Kraken Elite 280 RGB
  • Scheda madre: Gigabyte B790 Aero G
  • Memorie: Kingston FURY Beast DDR5 – 32GB / 6000 MHz / CL40
  • Storage SSD: Corsair MP700 PRO PCIe 5.0 2TB
  • Alimentatore: Corsair RM1000x 1000W
  • Sistema Operativo: Windows 11 Pro

Software

  • Cinebench R23
  • Furmark
  • 7-Zip 32 MB
  • Cyberpunk 2077 (4K senza upscaling per la GPU)
  • Cyberpunk 2077 (1080 con upscaling per la CPU)

PRESTAZIONI TERMICHE E RUMOROSITÀ

Una volta montato l’AIO con tanto di controller RGB, fissata la ventola posteriore e installato l’applicazione NZXT, utile per controllare in modo decisamente intuitivo illuminazione e parametri di raffreddamento, siamo passati ai test sul campo impostando tutta la dissipazione in modalità prestazioni. D’altronde la modalità silenziosa prevede semplicemente una curva meno aggressiva per spingere comunque la ventilazione al massimo nella maggior parte degli scenari, giochi inclusi.

Detto questo, ci siamo trovati di fronte a prestazioni termiche migliori rispetto a quelle rilevate con l’H5 Flow, evidenti da rilevazioni termiche sensibilmente più basse per quanto riguarda la GPU. Certo, in parte il merito va alla temperatura ambientale che nel frattempo è scesa da 29 a 20 gradi, ma abbiamo riscontrato un calo netto anche sotto stress test prolungato. Con Furmark, infatti, i gradi sono scesi da 73 a 68.


Possiamo invece dare in gran parte il merito alla temperatura ambientale, al cambio dalla pasta termica MX-5 a quella MX-6 e alla scheda madre differente per quanto riguarda l’abbassamento delle temperature della CPU. D’altronde l’AIO è lo stesso e i gradi non sono molti meno combinando il test multi-thread per la CPU di Cinebench R23 con il test per la GPU Furmark. Ma nel complesso è chiaro che ci troviamo di fronte a un quadro complessivo ottimo. Questo, almeno, parlando della dissipazione del calore.


In quanto a rumorosità, misurata a 20 centimetri di distanza, l’H6 Flow si fa senza dubbio sentire. Ma è bene tenere conto che parliamo di un sistema da 6 ventole per la sola CPU e da 8 ventole quando entra in campo anche la GPU. Di conseguenza i valori non sono particolarmente elevati e sono tutto sommato in linea con quelli misurati nel caso dell’H5 Flow nonostante in questo caso ci sia una ventola in più. Inoltre è possibile ridurre i decibel sostituendo le ventole con modelli meno rumorosi, anche se in questo caso la spesa complessiva si alza notevolmente.

CONSIDERAZIONI

NZXT ha fatto senza dubbio un buon lavoro con l’H6 Flow, un case che mette in campo una qualità costruttiva elevata, un buon flusso d’aria e spazio in abbondanza per alloggiare qualsivoglia GPU e qualsivoglia dissipatore a torre per CPU. Vanta inoltre un ottimo corredo per la gestione dei cavi, non manca di una porta frontale USB-C che è invece assente sull’H5 Flow e include tre ventole standard nella versione senza illuminazione da 119,99 euro e tre ventole RGB nella versione con illuminazione da 145,99 euro.

Certo, non tutto è perfetto a partire dalla necessità tipica di questa formula di dover rimuovere l’alimentatore per smontare la dissipazione della CPU per arrivare alla posizione delle feritoie superiori per il passaggio dei cavi, a rischio di sovrapposizione con l’AIO e il dissipatore della scheda madre in scenari come quello della nostra configurazione. Inoltre avremmo gradito vedere una variante con ventola posteriore inclusa, utile per l’ottimizzazione del flusso d’aria, e non ci sarebbe dispiaciuto vedere una variante senza ventole per chi, magari in cerca di una minor rumorosità, ha intenzione di sostituire o per chi, non a vendo grandi necessità di dissipazione, potrebbe preferire un’opzione con prezzo a due sole cifre.

Ma si tratta, è chiaro, di fattori secondari. Nel complesso risulta evidente come il case NZXT offra con pochi dubbi un ottimo rapporto tra prezzo e offerta e abbia tutte le carte in regola per dare grandi soddisfazioni. Questo, ovviamente, a patto di apprezzare una formula ingombrante che preferisce la comodità a un formato snello.



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Scritto da: redazione

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