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Gina Lollobrigida, circonvenzione d’incapace, condannato Piazzolla. Il figlio: “Prima di morire disse ‘Ho sbagliato tutto'”

today14 Novembre 2023 9

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Si chiude con una condanna che lascia una patina di tristezza su una delle attrici più importanti e amate di sempre. Gina Lollobrigida è stata vittima di circonvenzione messa in atto dal suo giovane factotum. È questa la sentenza del tribunale monocratico di Roma che ha condannato a tre anni di carcere Andrea Piazzolla.

Tre anni di carcere per Piazzolla. Il giudice ne aveva chiesti 7 e mezza

Il giudice ha, di fatto, recepito l’impianto accusatorio della procura, che aveva sollecitato una condanne ben più alta a 7 anni e mezzo, nella vicenda giudiziaria che vede l’imputato accusato di avere sottratto tra il 2013 e il 2018 parecchi beni al patrimonio della attrice, morta a 90 anni il 16 gennaio scorso. Il giudice ha disposto, inoltre, una provvisionale immediatamente esecutiva di 500 mila euro in favore delle parti civili e il dissequestro di alcuni beni tra cui la famosa villa sull’Appia Antica, storica dimora dell’attrice. Al momento della lettura della sentenza il figlio della Lollo, Milko Skofic non ha nascosto la sua emozione. “È una sentenza che ha riequilibra le cose, che fa giustizia ma il dolore resta per una vicenda amara che non doveva proprio succedere. Sono arrivato psicologicamente svuotato e rimpiango tutto il tempo che ho perso e il fatto che non ho potuto stare accanto a mia madre“.

Mia madre sul letto di morte mi disse: ‘Ho sbagliato tutto’

Intervistato da Bruno Vespa a “Cinque minuti” Milko Skofic ha detto:  “Credo di essere stato un buon figlio, il problema è che sono stato buttato fuori. Per anni non mi è stato permesso di entrare nella casa e vedere mia madre. Una decisione arrivata dopo che io avevo chiesto per lei l’amministratore di sostegno. Forse gli è stato raccontato da qualcuno che io la volessi internare ma sul letto di morte ricordo che mi disse: ‘ho sbagliato tutto’“. E sulla sentenza: “Me l’aspettavo perché le prove erano troppo pesanti e concrete” Skofic ha anche raccontato di aver parlato in passato con Piazzolla: “Gli ho detto che doveva andarsene e che non era normale che una persona come lui facesse quelle spese ma più che altro volevo parlare con mia madre ma non riuscivo perché quando chiamavo c’era lui che registrava tutto”. In riferimento al rapporto con la madre,

Tenuta in isolamento in uno stato di vulnerabilità

Nel corso della requisitoria, il 18 settembre scorso, il rappresentante dell’accusa aveva ricostruito quanto avvenuto. Per il pm Eleonora Fini, l’attrice è stata tenuta negli ultimi anni della sua vita “in isolamento, in uno stato di vulnerabilità”, di fatto in uno “stato di fragilità”. Il sostituto procuratore ha ricordato che tutti i consulenti chiamati ad esprimersi sono stati concordi sul fatto che l’attrice ha avuto “un indebolimento della capacità di intendere e autodeterminarsi e di decidere autonomamente con una parziale deficienza psichica”. Secondo l’accusa Piazzolla, approfittando di questa situazione, ha messo negli anni finiti sotto la lente degli investigatori una sistematica spoliazione di beni dal patrimonio dell’attrice.

Dei 10 milioni di euro non è rimasto quasi più nulla

L’indagine era partita da un esposto presentato dal figlio della Lollobrigida. Dal 2021 la diva aveva un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale per tutelare il suo patrimonio. Secondo l’accusa il collaboratore personale dell’artista avrebbe sottratto complessivamente diversi milioni di euro e beni, tra cui quadri e cimeli. Agli atti del processo anche i due testamenti olografi della attrice. Per i legali di parte civile, gli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silverj, da una serie di documenti emerge che tra appartamenti, gioielli e conti correnti, per un valore di oltre 10 milioni di euro, non sia rimasto quasi più nulla nell’asse ereditario della Lollobrigida.

Altri due procedimenti a carico di Piazzolla

 Il nome di Piazzolla compare anche in un altro procedimento che lo vede accusato di avere sottratto alla donna una auto di lusso e in un terzo processo legato alla vendita di opere d’arte presenti all’interno della villa sulla Appia dell’attrice. In questo procedimento è coinvolto anche un secondo imputato: si tratta dell’uomo che avrebbe fatto da intermediario con una casa d’aste per la vendita di circa 350 beni di proprietà della Lollo.





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Scritto da: redazione

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