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Cinema

il sequel avrebbe avuto diverse cose in comune con The Last of Us

today26 Ottobre 2023 3

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Il genere post-apocalittico ha da sempre incuriosito il pubblico di ogni età. L’aura di mistero che circonda possibili scenari futuri possiede la facoltà di affascinare e, al tempo stesso, inquietare, gli spettatori di ogni età.

Negli ultimi anni, una delle più note ed apprezzate opere del genere è World War Z, film del 2013 diretto da Marc Forster con protagonista Brad Pitt. La pellicola, ispirata all’ononimo best seller di Max Brooks, narrava le vicende dell’ex investigatore Gerry Lane (Brad Pitt) intento a scoprire l’origine di un letale virus responsabile del mutamento degli esseri umani infetti in zombie.

Il successo conquistato da World War Z, che conteneva anche un riferimento a Doctor Who, faceva presagire l’inizio di una vera e propria saga: anni fa era in cantiere lo sviluppo di un sequel affidato a David Fincher, l’acclamato regista di Fight Club, The Social Network e Seven.

Purtroppo, sembra che il progetto non vedrà mai la luce: evidentemente, l’ambiente cinematografico comincia ad essere saturo di tale tipologia di narrazione, molto complessa da trattare in chiave originale.

La tematica post-apocalittica, infatti, è il cuore anche di The Last of Us, la serie HBO Max ispirata al celeberrimo videogioco targato Naughty Dog. Per molti, le vicende di Ellie e Joel narrate nell’opera di Neil Druckmann rappresentano l’apice del genere, un perfetto connubio tra avventura ed emotività difficilmente raggiungibile e ripetibile.

Ebbene, di recente il regista David Fincher, durante un’intervista per GQ, ha affermato che vi erano forti punti di contatto tra il sequel di World War Z e The Last of Us. “Era un po’ come The Last of Us, dichiara, “ma sono contento di non aver portato avanti quello che avevamo in mente di fare, anche perché The Last of Us ha molto più spazio per esplorare la stessa tematica”.

Il regista, dunque, sembra quasi sollevato di aver abbandonato il progetto, visto che la sua storia avrebbe assunto i connotati di un “more of the same”. Addirittura, alcune sequenze sarebbero state profondamente simili: “Nella sequenza dei titoli, avremmo utilizzato il parassita, proprio come avvenuto in The Last of Us con quella meravigliosa scena d’apertura con Dick Cavett e David Frost in stile talk show”.

Le ultime esternazioni di David Fincher, pertanto, sembrano mettere un punto definitivo alla questione relativa ad un ipotetico sequel della pellicola del 2013. Per quanto possa esserci un pizzico di rammarico, in fondo è giusto così: meglio concentrare i propri sforzi in progetti inediti in grado di raccontare una storia originale forte di un messaggio intenso ed innovativo, piuttosto che restare fossilizzati in una poco stimolante comfort zone.

I fan del post-apocalittico, tuttavia, possono dormire sonni tranquilli: Neil Druckmann conosce già la direzione del futuro di The Last Of Us e l’altissima qualità della prima stagione ci trasmette fiducia per il futuro della serie.



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Scritto da: redazione

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