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Cinema

quale sarebbe stato il ruolo di Arnold Schwarzenegger?

today24 Ottobre 2023 56

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Tra fumetti, serie animate e film, intere generazioni sono cresciute a pane, acqua e Spider-Man. L’eroe, nato dalla penna di Stan Lee e dalle matite di Steve Ditko, oltrepassa il concetto di puro intrattenimento, divenendo specchio e al tempo stesso ispirazione per milioni di fan sparsi in tutto il mondo.

Le vicende del timido Peter Parker, sempre in costante difficoltà nel coniugare la vita personale con quella da supereroe, si elevano a dimensione universale grazie all’umanità dei personaggi coinvolti, divenuti pressoché archetipi della nostra società.

In fondo, siamo tutti Spider-Man; questo senso di immedesimazione non poteva che rendere il Tessiragnatele protagonista assoluto non solo tra le pagine dei fumetti, ma anche nelle sale cinematografiche. Tutti abbiamo visto, almeno una volta nella vita, i film dedicati all’Uomo Ragno e ciascuno trova in Tobey Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland il proprio Peter favorito.

In realtà, è noto quanto, a metà degli anni ’90, il pluripremiato regista James Cameron avesse intenzione di realizzare una propria versione del celebre Arrampicamuri con protagonista un giovanissimo Leonardo DiCaprio.

Facciamo un breve tuffo nella storia: i diritti cinematografici di Spider-Man appartenevano alla Cannon Films dal 1985; la società, tuttavia, fallì e nel 1990 l’esclusiva del personaggio passò nelle mani della Carolco Pictures. Intanto, James Cameron scalava le vette dell’Olimpo di Hollywood, affermandosi a livello globale con il clamoroso successo di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, prodotto proprio dalla Carolco.

Dunque, la casa di produzione aveva intenzione di proseguire il sodalizio con Cameron, che si dimostrava particolarmente interessato ad un adattamento cinematografico del popolare supereroe, i cui diritti erano stati appena acquisiti dalla Corolco Pictures, la quale avrebbe dato totale libertà creativa al regista.

In effetti, l’idea di fondo dello Spider-Man di James Cameron si contraddistingueva per assoluta originalità con un curioso, quanto intrigante approccio alla tematica dei cambiamenti fisici adolescenziali, trattati attraverso il filtro della mutazione corporea dovuta al morso del ragno radioattivo.

All’epoca, Leonardo DiCaprio era considerato il nuovo astro nascente di Hollywood, come dimostrava la sua candidatura agli Oscar come miglior Attore non protagonista in Buon compleanno Mr. Grape. Cameron, dunque, aveva trovato in DiCaprio l’interprete ideale per la sua trasposizione dell’eroe Marvel.

Il regista, pertanto, iniziò a lavorare assiduamente al progetto, procedendo con la realizzazione di vari concept art e di buona parte della sceneggiatura. Ebbene, la sua inedita storia prevedeva la presenza di un villain che abbiamo imparato a conoscere e, per certi versi, compatire, ovvero lo scienziato Otto Octavius, meglio noto come Doctor Octopus.

Finora abbiamo avuto soltanto una sola versione live-action del supercriminale dai tentacoli metallici, quella dell’amato Alfred Molina, ammirato in Spider-Man 2 e Spider-Man: No Way Home. Tuttavia, prima di Molina, avremmo potuto avere un altro Doc Ock e a vestirne i panni sarebbe stato un altro celeberrimo attore, vale a dire Arnold Schwarzenegger. James Cameron, infatti, desiderava tornare a lavorare insieme alla celebrità, con la quale aveva condiviso il successo di Terminator 2.

Tuttavia, è evidente che i progetti e le idee del regista non siano andate in porto: da un lato Cameron, che tutt’oggi nutre qualche nostalgico rimpianto, non ha mai potuto pubblicare la propria opera; dall’altro noi spettatori non abbiamo avuto modo di assistere ad una versione dell’Uomo Ragno estremamente soggettiva, con espliciti rimandi sessuali e toni fortemente maturi.

Non sapremo mai se l’accoppiata Leonardo DiCaprio (qui i suoi 6 migliori film)/Arnold Schwarzenegger avrebbe funzionato. Di certo, resta la curiosità ed un pizzico d’amaro in bocca riguardo un progetto con idee di fondo certamente particolari, ma con un cast più che ambizioso.



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Scritto da: redazione

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