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Tecnologia

una smartband completissima e affidabile… ma che prezzi!

today23 Ottobre 2023 9

Sfondo
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Dopo aver parlato di Google Pixel Watch 2 nella giornata di ieri è finalmente arrivato il momento di analizzare FitBit Charge 6, ovvero la smartband “By Google”. Non ho detto a caso “By Google” perché quest’anno come non mai si nota la sinergia tra le due anime: per usare Charge 6 servirà un account di Google in modo da sfruttare la nuova integrazione con Google Maps, Youtube Music e Google Wallet!

Seppur in fase di configurazione si possa ancora sfruttare un account Fitbit, almeno fino al 2025, è chiaro come si stia cercando di uniformare il tutto sotto la bandiera di Google. L’app rimane quella di Fitbit ovviamente, con una veste grafica rinnovata e che è stata presa per molti tratti in prestito da Pixel Watch 2. Per entrambi i nuovi wearable, nel caso volessimo avere una analisi dei dati avanzati, si deve sottoscrivere un piano di abbonamento FitBit Premium che, se preso assieme a quello per Youtube Music (unico player musicale di streaming supportato), porta con sé una spesa mensile di circa 20€, non proprio una sciocchezza.

Il prezzo è il cuore della discussione, poiché giustificare i 159€ di listino e circa 20€ di abbonamenti mensili con poche migliorie hardware ed ottime aggiunte software non è roba da poco. Oltre all’integrazione dei servizi Google, Charge 6 offre ora un monitoraggio cardiaco più accurato di circa il 60% e la possibilità di connettersi ad attrezzature da palestra compatibili, tra cui quelle di NordicTrack, Peloton, Concept2 e Tonal.

Sono state aggiunte inoltre ulteriori modalità di allenamento, passando dalle circa 20 supportate da Charge 5 alle 40+ di Charge 6. Non ci sono altri stravolgimenti, con la più grande novità che forse risulta essere il ritorno del pulsante fisico, una cosa non scontata ora che andiamo ad interagire con la smartband molto più spesso con le sue funzioni “da smartwatch”. Non perdiamo però ulteriore tempo ed iniziamo a parlare di questa nuova Charge 6!

INDICE

ESTETICA E DESIGN

Il primo approccio con la nuova smartband è positivo poiché la comodità al polso e le dimensioni sono rimaste le stesse di Charge 5. In realtà c’è stato un incremento di quasi 10g ma tutto sommato sarà difficile da notare la differenza per molti di voi. Provengo dall’uso di un Huawei GT4 46mm con cinturino in metallo, decisamente importante e pesante, ed utilizzare questa FitBit Charge 6 è stata una boccata d’aria fresca: seppur fosse molto più leggera e il display nettamente più piccolo, in realtà le funzioni smart sono grossomodo le stesse, con il plus di Google Wallet.

Può sembrare una scemenza ma avere nelle stesse dimensioni della precedente generazione, molte più funzioni smart a disposizione è qualcosa che cambia parecchio le carte in tavola. La funzione che ho sfruttato di più e Google Maps che proprio come su Apple Watch può notificarci via vibrazione e grafica le indicazioni di guida, sia a piedi che in auto (occhio a non distrarvi alla guida!).


FitBit Charge 6 è realizzata al 100% in alluminio riciclato e il display è protetto da un vetro Corning Gorilla Glass, resistente ai graffi. Il cinturino stock rimane in silicone ma con un metodo di chiusura ermetico eccellente: scordatevi di dover aggiustare ogni ora il cinturino e la chiusura come spesso capita con le Band economiche. Rimane la certificazione IP68 e resistenza fino a 5 ATM (50 metri di profondità). Bene il ritorno del pulsante fisico a sinistra, comodo e piacevole da utilizzare in alcune situazioni rispetto al piccolo touchscreen.

Manca sicuramente una personalizzazione “di design” con svariati cinturini stilosi ma qui parliamo di una effettiva smartband dedita a funzionare al meglio nel suo scenario di utilizzo: l’attività fisica. Sono state comunque integrate delle nuove colorazioni intriganti come la “Corallo”, ispirata a qualche dispositivo Pixel visto in questo 2023!

IL DISPLAY

Ottimo il display, con i suoi 450 Nits di picco sempre visibili in esterna a meno di non essere sotto un sole bello pieno e diretto. Rimane ovviamente un OLED e rimane il sensore di luminosità automatica con taratura manuale della sua sensibilità. Personalmente ho lasciato la taratura su standard, essendo già perfettamente sensibile il sensore automatico. C’è l’AOD ma occhio: l’always on display consuma veramente tanto, anche fino ad avere una autonomia dimezzata.

Oltre che a consumare molto, l’AOD non si sposa benissimo con le watch face che secondo me sono poco ispirate. Una Mi Band economica ma soprattutto una band Huawei/Honor hanno a disposizione uno store di watch face gratuite decisamente più soddisfacente. Chiaro che, come per i cinturini ,anche qui si punta al sodo ma, essendo un wearable da usare anche fuori dall’allenamento, sarebbe carino avere anche qualche quadrante “elegante” o minimale a disposizione.

Il display rimane da 1.04″, decisamente piccolino ed identico al precedente. Considerato ancora le abbondanti cornici attorno al display si sarebbe potuto fare un piccolo sforzo ulteriore, soprattutto in altezza, ed arrivare a quei 1.3/1.5″. C’è una funzione con doppio tap in determinate zone per effettuare uno zoom/magnificazione ma resta comunque una soluzione di margine per chi ha problemi di vista.

Interagire con il display tramite il touchscreen è piacevole, anche grazie al vetro a protezione leggermente curvato verso le estremità. L’interfaccia è molto semplice con degli swipe a sinistra/destra e in alto/basso per muoverci all’interno di menù, riepiloghi quotidiani e widget rapidi. Lato grafico in realtà mi piace la resa generale seppur qualche animazione in più sarebbe stata gradevole, sempre considerato quanto stiamo spendendo e cosa offre la concorrenza.

INTERFACCIA E FUNZIONI

Proprio considerata l’interfaccia e la semplicità d’utilizzo non ha senso parlare di processore, RAM e storage. Non abbiamo infatti possibilità di immagazzinare musica offline ma possiamo sfruttare soltanto Youtube Music. Sarò onesto, negli ultimi due mesi sono passato da Apple Music a Youtube Music, ma reputo insensato farne l’unica app supportata soprattutto considerando quanto ci siano alternative, come Spotify, estremamente diffuse. Capisco dedicare un widget esclusivo a YTM ma sarebbe stato gradito avere un play/pausa generico per gli altri player musicali, sia online che offline.

Come detto in precedenza se vorrete allenarvi ed avere un controllo musicale completo dovrete per forza avere Youtube Music, aggiungendo ulteriori 10€ ai 9€ di Fitbit Premium: davvero troppi soldi. Non ci sono “app scaricabili”, seppur nell’App fitbit ci sia un sottomenù “galleria” che rimanda a delle app installabili (già tutte a bordo del Charge 6 ed al più removibili).


Ho gradito molto invece l’integrazione con Google Maps: non ci limitiamo soltanto ad avere delle indicazioni grafiche su dove andare ma a fine sessione ci verrà notificato anche il numero di passi effettuati, nel caso fosse una navigazione a piedi. Benissimo anche il passaggio a Google Wallet seppur ci sia il limite di mostrare soltanto una carta di pagamento e non eventuali QR code per biglietti aerei o eventi generici.

Ben fatta anche la gestione delle notifiche con un sistema per rispondere più che onesto considerato il prodotto e le dimensioni del display. Anche la visualizzazione di lunghe email non è proibitiva e in app come Instagram possiamo mandare delle reazioni ai messaggi ricevuti con i mi piace e, su Telegram, addirittura visualizzare come già letto.

Ci sono ovviamente sia risposte rapide che emoji. Il top sarebbe stato l’aggiunta di un microfono per rispondere con una dettatura vocale base. Sarebbero stati utili anche un microfono e un mini speaker, anche perché alle chiamate possiamo soltanto rispondere con uno swipe sulla band per poi continuare il tutto su smartphone.

Con uno swipe dall’alto entriamo nelle scelte rapide e nelle impostazioni, mentre con uno dal basso nei riepiloghi rapidi quotidiani generici e specifici. Scordatevi funzioni avanzate come cliccare sul riepilogo sPO2, del battito o del sonno ed avere dei mini grafici aggiuntivi, dovrete accontentarvi del minimo indispensabile.

Con degli swipe a destra o sinistra entriamo nei widget rapidi come quello di Allenamento, le Notifiche Recenti, la Sveglia, il Timer, l’EDA Scan, l’ECG, Google Maps e Youtube Music. Avrei gradito mettere in questi swipe laterali anche Google Wallet, relegato invece nelle impostazioni rapide.

SPORT E SENSORI

Se per quanto riguarda le funzioni smart non abbiamo nulla in più di band molto più economiche, come la Mi Band 8 che abbiamo analizzato qualche giorno fa, lo stesso non si può dire per lo sport e i sensori a disposizione. Ok non abbiamo i 200+ sport di un Watch GT4 ma i 40+ a disposizione di Charge 6 sono quelli più famosi, praticati e che probabilmente fanno al caso vostro.

I sensori a disposizione sono il sensore ottico per la misurazione del battito cardiaco (migliorato del 60% a detta di FitBit), quello per la misurazione dell’SpO2 e delle variazioni di temperatura cutanea notturna, la scansione EDA (l’attività elettrodermica per calcolare lo stress), l’ECG e monitoraggio AFib per l’eventuale prevenzione di fibrillazione atriale. C’è ovviamente anche un accelerometro a tre assi ed un GPS.

Seppur i sensori funzionino bene, benissimo se paragonati alle smartband economiche, sono caratterizzati da una gestione un po’ confusionaria. Per trovare alcuni parametri dovrete navigare all’interno dell’app fino a trovare “Metriche di Salute”, dove poi potremmo notare ad esempio la frequenza respiratoria, la temperatura cutanea, la saturazione dell’ossigeno e la variabilità della frequenza cardiaca. Questo può essere osservato sia per il quotidiano sia per un periodo di 7/30/90 giorni con dei grafici a supporto, sia con un abbonamento premium che senza.

Ciò che si perde senza il piano premium sono i grafici di analisi del sonno e dello stress, il livello di recupero giornaliero che ci suggerisce se allenarci o riposarci, i profili del sonno, i report di benessere e i suggerimenti per le ricette adatte alla nostra dieta. Onestamente reputo 9€ mensili una spesa non da poco che però limitano, se non investiti, l’esperienza d’uso e portano probabilmente molta utenza a spostarsi verso altre smartband, seppur meno complete sulla carta.

Trovo più sensato, come fatto da Huawei ad esempio, mettere un piano extra a pagamento soltanto per avere una sorta di personal trainer virtuale con dei piani mensili di allenamento, dei workout selezionati, analisi nutrizionale e supporto sul punto di vista alimentare totale.

Il rilevamento automatico delle attività funziona egregiamente e capita di fare attività in esterna e trovarsele salvate in app senza che voi vi accorgiate di nulla, per quanto ovviamente la smartband vi notifichi che ha rilevato una possibile attività. Bene anche il rilevamento automatico di eventuali fibrillazioni atriali, un vero plus rispetto al “semplice” ECG manuale (esportabile in PDF). Ho messo la Charge 6 al fianco di Huawei Watch GT4, Watch S1 Pro di Xiaomi, Honor Band 4 Pro e Mi Band 7 e ho trovato l’esperienza generale tra le più affidabili per i dati ottenuti.

Charge 6 conta perfettamente i passi in situazioni come portare un trolley scorrevole con la mano (Mi Band 7 spesso non conta i passi in queste circostanze), capisce esattamente quando ci addormentiamo e quando ci svegliamo, avendo un’accuratezza migliore rispetto a Watch GT4 di circa 30 minuti (causa risvegli non calcolati bene dal GT4) e ha un GPS molto più stabile e affidabile della Honor Band. Non avrei in pratica alcun motivo per preferire gli altri dispositivi a questo Charge 6, che risulta essere il più completo e affidabile.

L’AUTONOMIA

L’autonomia è sicuramente il punto di forza di FitBit Charge 6: ottimi i circa 7-8 giorni raggiungibili con un utilizzo blando con circa 1-2 eventi sportivi e tutte le rilevazioni tenute in automatico. Con un uso prolungato e inteso del GPS durante le attività sportive quotidiane e di Maps, arriviamo a circa 3-4 giorni di autonomia. Usando l’AOD rischiate di avere un 20-40% di autonomia in meno in base ai vari scenari di utilizzo e di quando la funzione viene disattivata automaticamente durante il sonno.

Risultato decisamente prevedibile e che la pone su un livello simile ai competitor, sia smartband che smartwatch con OS proprietari. La carica completa avviene circa in 2 ore, mi sarei aspettato una ricarica leggermente più rapida.

SCHEDA TECNICA

  • Monitoraggio battito cardiaco ottico
  • GPS integrato + GLONASS
  • Sensori rossi e infrarossi per il monitoraggio della saturazione ossigeno (SpO2), sensore di temperatura integrato (variazione della temperatura cutanea disponibile sull’app Fitbit), sensore di luce ambientale, Accelerometro a 3 assi, sensori elettrici multiuso compatibili con app ECG e app EDA Scan
  • Batteria con fino a 7 giorni di autonomia

    • Tipo di batteria: Polimeri di litio
    • Tempo di ricarica (da 0 a 100%): 2 ore

  • Connettività: Bluetooth, Near Field Communication (NFC)
  • Portata di sincronizzazione: fino a 9 m
  • Memoria per il salvataggio dei dati dei movimenti di 7 giorni, dati totali giornalieri degli ultimi 30 giorni, e dati del battito cardiaco a intervalli di 1 secondo durante l’allenamento e a intervalli di 5 secondi in tutte le altre situazioni
  • Resistente all’acqua fino a 50 metri (5 ATM)
  • Temperatura operativa: da -10°C a 45°C
  • Altitudine operativa massima: 8 km
  • Materiali: Cassa in alluminio, vetro e resina; cinturino in silicone con fibbia in alluminio
  • Compatibilità con account Google e smartphone compatibili con l’app Fitbit
  • Taglia del cinturino: Small (130 mm – 170 mm) e Large (170 mm – 211 mm)
  • Dimensione dello schermo: 3,87 cm lunghezza x 1,86 cm larghezza x 1,17 cm altezza.

CONCLUSIONI

Tirando le somme, posso dirvi tranquillamente che Fitbit Charge 6 mi è piaciuta e continuerei tranquillamente ad utilizzarla per almeno altri sei mesi, considerando che con l’acquisto abbiamo in regalo proprio sei mesi di Fitbit Premium. Dopo questo periodo di utilizzo, dovrei spendere circa 17€ al mese per sfruttarla appieno: una cifra davvero non indifferente.

Solo con l’acquisto di Charge 6 e un anno di abbonamenti arriviamo a circa 360€ (240€ se escludiamo Youtube Music), una spesa che a quel punto mi farebbe preferire altri smartwatch dedicati allo sport che non dipendono da piani ad abbonamento. Ovviamente anche Apple Music e Spotify hanno un costo, non sono gratuiti, ma forzare l’utenza ad abbracciare YouTube Music significa perdere su altre app anni e anni di playlist, algoritmi che conoscono i nostri gusti musicali e via dicendo.

Non l’ho citato ma ovviamente potete utilizzare Charge 6 anche su iOS, essendo disponibile l’app Fitbit. Ha senso usare Fitbit Charge 6 accoppiato ad iPhone, non essendoci altri prodotti simili nell’ecosistema Apple. Ho un “vecchio” Apple Watch SE che utilizzo sporadicamente e questo Charge 6, in rilevazioni come il sonno, fa meglio. Occhio però all’esclusività, neanche Apple limita Apple Music come unica opzione sui suoi wearable, almeno per il play/pausa, cosa che invece avviene con questo Fitbit e Youtube Music.

Se non siete utilizzatori di musica durante gli allenamenti e non vi interessano i dati extra di FitBit Premium allora l’acquisto è più che consigliato, considerando la bontà del prodotto e l’affidabilità dei sensori. Un prezzo di listino di circa 100€ avrebbe sicuramente aiutato a digerire il tutto ma va anche detto che difficilmente si trova un dispositivo così completo per lo sport e con questi servizi anche su wearable più costosi, come qualcuno di quelli citati in precedenza.

SOLO YOUTUBE MUSIC PER L’AUDIOINTERAZIONE CON LE CHIAMATE LIMITATAPER SFRUTTARLO APPIENO SERVE SPEDERE (E NON POCO)



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Scritto da: redazione

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