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Tecnologia

Recensione iPhone 15 Pro Max, si conferma al TOP senza stravolgere

today1 Ottobre 2023 1

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Annunciato ufficialmente ormai da oltre due settimane, iPhone 15 Pro Max è tra le mie mani da circa 10 giorni e sta sostituendo in maniera egregia il 14 Pro Max (qui la nostra recensione) che ho utilizzato per tutto lo scorso anno. Inutile che vi dica che, tra i due, le differenze nell’esperienza d’uso non sono enormi; al punto che il nuovo modello può essere considerato più come una versione rivista e ottimizzata, un perfezionamento di uno smartphone che era già tra i migliori della sua categoria e che, anche quest’anno si candida per essere il riferimento sotto diversi punti di vista.

Nessuno sconvolgimento quindi, Apple non ha rivoltato il cosiddetto calzino, ma ha comunque apportato una serie di cambiamenti e migliorie che, in fin dei conti, nell’utilizzo di tutti i giorni si fanno abbastanza sentire. Gli interventi sono infatti avvenuti laddove era necessario, e hanno reso questo smartphone ancora più completo e desiderabile; per quanto possibile, ovviamente. Siamo alla perfezione? Sicuramente no, ma diciamo che di anno in anno è sempre più difficile trovargli dei macro-difetti. Ma ora mettetevi comodi che vi racconto tutto.

INDICE

ESTETICA E MATERIALI

Il nuovo iPhone 15 Pro Max, per la prima volta dopo tre generazioni di iPhone, porta dei cambiamenti evidenti sia nei materiali utilizzati che nelle forme dello smartphone. Partendo proprio dai materiali, Apple ha sostituito l’acciaio della cornice dei suoi ultimi modelli con un titanio di grado 5. Si tratta quindi di un materiale decisamente più leggero ma comunque in grado di garantire un buonissimo livello di resistenza. I primi test parlano in generale di una maggiore tendenza a graffiarsi e sporcarsi al contatto con il grasso della pelle. Per quella che è stata la mia esperienza, nonostante lo stia utilizzando praticamente sempre senza cover, non posso confermare la propensione a graffiarsi, mentre sì, il nuovo materiale trattiene un po’ le impronte, ma lo faceva anche l’acciaio lucido e basta una passata di panno per far tornare tutto alla normalità.

La caratteristica che più ci interessa di questo titanio è invece il peso. Grazie a questa nuova cornice, e ad altri accorgimenti, Apple è riuscita a portare il peso di questo 15 Pro Max a 221 grammi, che sono ben 19 grammi in meno rispetto al 14 Pro Max. 19 grammi che si sentono tutti, fidatevi. Dopo aver utilizzato per un anno intero il suo predecessore, appena tirato fuori dalla scatola, questo 15 Pro Max mi è sembrato un mock-up. Probabilmente parte del merito è da attribuire anche ad un miglior bilanciamento, che porta anche ad una impugnatura un pochino più comoda.

Ho molto apprezzato anche il nuovo design e le nuove finiture. Ovviamente è un giudizio soggettivo, in queste settimane ho sentito anche pareri opposti al mio, ma devo dire che il frame satinato e queste nuove linee meno spigolose mi hanno da subito convinto. Ecco, forse il tutto lo rende un pochino più scivoloso dello scorso anno, ma se proprio non volete rischiare gli mettete una bella cover e passa la paura.

Oltre al peso sono poi cambiate anche le misure. iPhone 15 Pro Max è una frazione di millimetro più basso e più stretto, mentre, a causa delle fotocamere, guadagna qualcosina in termini di spessore. In generale era uno smartphone molto difficile da gestire con una sola mano e resta tale, ma questi affinamenti sono comunque apprezzati, anche perchè derivano da una riduzione dello spessore delle cornici del display, che dona a tutto il prodotto un aspetto ancora più interessante.

E poi non possiamo non citare uno dei cambiamenti più attesi di questa nuova versione di iPhone, ovvero la sostituzione del connettore Lightning con una USB-C 3.0. Devo ammetterlo, non mi sarei mai aspettato di apprezzare così tanto questo cambiamento, una volta che ti abitui ad avere sempre con te un cavetto Lightning ti sembra la normalità, e invece no. Poter caricare iPhone con lo stesso alimentatore che uso per il Mac, per iPad Pro e per una miriade di altri prodotti è qualcosa che davvero migliora la qualità dell’esperienza d’uso di questo prodotto.

Ma non è solo la semplicità di reperire una fonte di ricarica. Questa USB-C porta anche una velocità di trasferimento dati che è molto più elevata rispetto al passato. Si parla di una velocità massima di 10 Gb/s, ovviamente è un valore teorico ma comunque tecnicamente raggiungibile. All’atto pratico per notare una sensibile differenza occorre utilizzare un cavetto compatibile con lo standard Thunderbolt 4 e un’interfaccia dello stesso tipo. In caso contrario la USB è sì più veloce del connettore precedente ma non è una differenza sconvolgente. E ovviamente il cavetto in confezione non è Thunderbolt 4, ma se ne volete uno il sito Apple lo propone a “soli” 79 euro (su Amazon li trovate intorno ai 25-30 euro).

Detto questo il suo utilizzo abilita comunque un paio di funzioni molto interessanti: la prima è la possibilità di condividere un flusso video da iPhone, mentre la seconda è la compatibilità con la registrazione diretta di video in ProRes 4K 60fps su un supporto esterno. Una caratteristica sicuramente molto apprezzata da chi usa iPhone per creare contenuti in ambito professionale.


E chiudo questo capitolo con un’altro cambiamento importante. Dopo diversi anni anche lo switch per il cambiamento di stato viene sostituito e, al suo posto, troviamo quello che è stato chiamato “tasto azione”. Parliamo di un pulsante programmabile che può essere personalizzato per compiere azioni diverse dal semplice passaggio di modalità d’uso. Di default è impostato per compiere la stessa azione dello switch ma possiamo decidere di affidargli una serie di altre operazioni come l’apertura della fotocamera, l’attivazione della torcia, l’apertura di una app specifica o l’esecuzione di un comando rapido a scelta.

Assegnando il comando che apre la fotocamera possiamo decidere anche se aprirla in modalità foto o video e, in entrambi i casi, una volta aperta l’app il tasto funziona anche come pulsante di scatto. Può sembrare una banalità ma questo ci permette di aprire la fotocamere e scattare una foto in pochissimi istanti. Tra l’altro, come consuetudine Apple, il feedback alla pressione è studiato alla perfezione e, per evitare pressioni involontarie, è necessario tenere premuto il pulsante per circa un secondo, non basta un semplice click.

DISPLAY E AUDIO

Tra tutte queste novità c’è invece un elemento che è rimasto identico allo scorso anno. Parlo del display che è ancora un OLED da 6,7 pollici di diagonale, con refresh rate di 120Hz e risoluzione 2796×1290. Parlando proprio di pannelli non abbiamo visto grandi novità nel corso degli ultimi 12 mesi e quindi, giustamente Apple non è voluta intervenire su questa specifica che era già ottima lo scorso anno e tale è rimasta.

Ritroviamo quindi un display molto luminoso, con un valore tipico per la luminanza massima che si ferma a 1000 nit, salendo poi a 1600 di picco per la modalità HDR e fino a 2000 nit quando ci troviamo all’aperto sotto la luce diretta del sole. Anche a livello di giudizio non cambia nulla rispetto allo scorso anno, era uno dei migliori display nel panorama smartphone e resta tale. In esterna ha una visibilità invidiabile, sembra quasi stampato, ma in generale è un pannello su cui è sempre un piacere godere di contenuti multimediali.

Nel modello precedente era stato riscontrato un problema per cui, in esterna nella stagione calda, dopo alcuni minuti di utilizzo lo smartphone entrava in protezione diminuendo la luminosità del pannello per evitare il surriscaldamento. Ad oggi devo dirvi che ancora non mi è capitato, tuttavia le temperature sono abbastanza miti e quindi restiamo con il beneficio del dubbio, da sciogliere quando le temperature saliranno di nuovo.


Introdotta lo scorso anno con i modelli 14 Pro e Pro Max ritroviamo poi anche quest’anno la Dynamic Island. Il mio giudizio era positivo e tale resta, almeno per quello che riguarda questa “pillolina” come soluzione per mantenere il FaceID senza l’interruzione molto più invasiva del notch. Lo sblocco con il volto di Apple non ha pari nel panorama smartphone, sia per efficacia che per precisione e semplicità d’uso. Al momento non lo sostituirei con nessun lettore di impronte e quindi, per me, bene che stia lì e che si sia trovato il modo, meno invasivo possibile, di conviverci. Se mai posso dirvi di essere rimasto deluso dal numero ancora esiguo di app di terze parti che sfruttano questa Dynamic Island, mi sarei aspettato qualcosa di più ad un anno dal lancio. Tuttavia, il fatto che da quest’anno sarà presente anche sui modelli “base”, potrà essere un traino importante per convincere ancora più sviluppatori a lavorarci.


E non possiamo poi non citare anche il comparto audio. Anche qui come per il display non ci sono cambiamenti degni di nota. L’audio di iPhone era e resta un riferimento all’interno della categoria. Pochissimi altri prodotti possono vantare un suono così profondo e potente. Ovvio, profondo e potente rapportato alle dimensioni degli speaker; non pensiamo a chissà quale miracolo ma, rispetto alla maggior parte della concorrenza siamo su un altro livello. Buono anche l’audio in chiamata, sia per quello che riguarda la capsula che per il vivavoce.

FOTOCAMERE

Ed eccoci a parlare di un’altro argomento sempre abbastanza dibattuto, ovvero le fotocamere. E qui occorre fare una premessa, quest’anno Apple non ha portato nessuna vera e propria rivoluzione quanto, semmai, un affinamento di quello che abbiamo visto lo scorso anno, quando il sensore da 48 megapixel aveva segnato davvero un punto di svolta. Il cambiamento più significativo per questi nuovi modelli è l’ottimizzazione del Photonic Engine e l’utilizzo di un nuovo ISP integrato nel SoC di cui vi parlerò più avanti.

Il sensore principale rimante infatti lo stesso, sempre da 48 megapixel, con una sola differenza sostanziale, di default le foto scattate con la fotocamera wide sono da 24 megapixel e non più da 12. O meglio, sono da 24 megapixel finché c’è luce a sufficienza, dopodichè la fotocamera passa automaticamente ai 12 megapixel per sfruttare il pixel binning a 4 pixel e raccogliere così più luce.

In fin dei conti cosa cambia? Abbiamo sicuramente un pochino più di dettaglio nelle foto diurne, grazie alla maggior risoluzione, ma in generale sono prestazioni tranquillamente sovrapponibili a quelle dello scorso anno. Tolta la risoluzione la differenza più grande che ho notato è una migliore gestione dell’HDR, specialmente per quello che riguarda il flair e il bilanciamento delle luci e delle ombre nel soggetto che si trova controluce. Oltre a questo ho notato dei piccoli miglioramenti anche negli scatti notturni, con un rumore che è resta presente, come caratteristico di iPhone, ma è gestito ancora meglio, risulta più fine e quindi ancora meno fastidioso. Anzi, Apple utilizza questo tipo di approccio per mantenere un livello di dettaglio maggiore e evitare di avere quell’effetto acquerello che sì, porta a eliminare il rumore ma spalma inevitabilmente i particolari più fini.

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Oltre alla differente risoluzione, l’altra novità nella gestione della fotocamera principale è data dalla possibilità di scattare con tre focali differenti, quattro considerata la 2x che era già presente. Da quest’anno infatti, con un solo click sul pulsante 1x nell’interfaccia della fotocamera possiamo passare da una inquadratura equivalente 24mm ad un 28mm o ancora ad un 35mm. Ovviamente sono tre focali equivalenti che corrispondono semplicemente ad un crop del sensore principale, potremmo considerarle delle focali virtuali. La qualità delle immagini scattate con queste impostazioni è comunque la stessa del 24mm di default perchè, di fatto, la foto è scattata con la stessa lente e lo stesso sensore, la cui risoluzione permette di effettuare questi crop senza perdita di dettaglio. Da qui a dire che il nuovo iPhone ha 7 fotocamere, come proclamano gli spot e non solo, ne passa di acqua sotto i ponti, ma è comunque una trovata interessante che permette con un click di raggiungere delle focali intermedie che sono quelle tipiche delle lenti più utilizzate in ambito street-photography (specialmente il 35mm). Per gli amanti di questo genere di fotografia, questa caratteristica insieme al tasto azione impostato sull’apertura della fotocamera, possono essere un aiuto importante per evitare di “perdere l’attimo”.

Liquido rapidamente l’argomento ultra-wide perchè, come vedete anche dagli scatti qui sopra, cambia davvero poco rispetto allo scorso anno, anzi, direi quasi nulla. Le foto sono leggermente migliori per lo stesso motivo per cui migliorano quelle della fotocamera principale e, infatti, anche qui abbiamo un rumore meglio gestito di notte e la stessa buona qualità nel controluce e negli scatti diurni. Ecco, in questo caso avrei sicuramente gradito un sensore più grande ma, soprattutto con qualche pixel in più per quel che riguarda la risoluzione.

Mi devo invece sicuramente soffermare di più sulla nuova tele che passa da un ingrandimento 3x ad un 5x ottico con una focale equivalente di 120mm. Non è il classico teleobiettivo periscopico che troviamo su tutte le alternative Android che utilizzano questo tipo di ingrandimento, bensì un sistema di lenti a prisma che riflettono la luce 4 volte per sopperire alla mancanza di spazio all’interno dello smartphone, che impedisce di utilizzare un’ottica fisicamente più profonda.

Togliamoci subito ogni dubbio, è una fotocamera 5x di buona qualità, che scatta foto nitide, con colori giustamente saturi, un buon contrasto e un quantitativo di dettaglio più che soddisfacente. Ovviamente la sera questa è la fotocamera che delle tre fatica di più ma comunque i risultati che otteniamo non sono male, e anzi, si posizionano ad un ottimo livello se paragonati alle alternative sul mercato. La caratteristica che mi ha lasciato un po’ insoddisfatto e, a tratti, mi ha fatto rimpiangere la 3x dello scorso anno, è invece la profondità di campo. A causa del rapporto tra focale e dimensione del sensore, pur trattandosi di un ottica con apertura f/2.8, la profondità di campo è poca e non può essere nemmeno lontanamente paragonata a quella di un 120mm f/2.8 su full frame. Non possiamo quindi considerarla una fotocamera per ritratti, quanto più un’ottica adatta alla fotografia naturalistica, paesaggistica o architettonica (quando occorre avere un ingrandimento per cogliere dettagli particolari o avere un punto di vista differente). Non è ovviamente un male, chi apprezza questo tipo di fotografia, anzi, sarà contento.

Vi lascio con due considerazioni a proposito di questo comparto foto. iPhone 15 Pro Max resta ai vertici della categoria per la fotografia “punta e scatta”, la qualità e la naturalezza della sua modalità ritratto non hanno ancora paragoni tra le alternative e, in fin dei conti, sono queste le caratteristiche che cerca la maggior parte della gente. Chi vuole invece cimentarsi in una fotografia più “tradizionale” e cerca un prodotto meno legato agli algoritmi di elaborazione può guardare ad altri prodotti che puntano maggiormente sulla qualità delle ottiche e dei sensori, a patto che si sappia come gestirli.

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Ma non posso non chiudere parlando di video e in questo campo iPhone era il leader di mercato e, a mio modesto parere, resta tale. La qualità della fotocamera nella registrazione video è come sempre impressionante, sia per la gestione della luce che per la velocità e la precisione della messa a fuoco. Ma non solo, sembra che in qualche modo Apple sia riuscita anche a migliorare ulteriormente la stabilizzazione che, sul sensore principale è di primissimo livello, sembra davvero di avere tra le mani una gimbal. L’uniformità dell’immagine nelle tre fotocamere permette poi di passare da una all’altra in maniera assolutamente fluida durante la ripresa, senza quasi accorgersi di aver cambiato ottica. E tutto questo è impreziosito da una modalità Cinema che, come per le foto in modalità ritratto, resta tra le migliori, se non la migliore in assoluto, nella fascia alta del mercato smartphone.

Oltre a tutto questo Apple ha introdotto la possibilità di girare in ProRes in 4K a 60fps direttamente su un supporto esterno. Ok, non è roba da tutti, ma per chi utilizza iPhone tutti i giorni per produrre contenuti di qualità può essere davvero una svolta. Anche perché è ora possibile registrare clip con la qualità appena citata e profilo Log, in modo da avere molte più informazioni a disposizione e una gamma dinamica più estesa per effettuare una color di livello professionale in post-produzione. Anche qui non è una funzione utile a tutti, la maggior parte degli utenti utilizzerà la modalità standard che, come già detto, rimane ottima come già era.

HARDWARE E PRESTAZIONI

Nuovo design, nuovi materiali, nuova fotocamera Zoom e ovviamente anche un nuovo chipset. Questo iPhone 15 Pro Max, insieme al modello Pro, è il primo prodotto Apple ad essere basato su nuovo A17 Pro, un SoC prodotto sul nuovo nodo TSMC a 3nm che, almeno sulla carta, dovrebbe portare prestazioni migliori e una maggiore efficienza energetica e termica. E proprio a proposito di efficienza termica, anche Apple ha confermato che alcuni esemplari del nuovo iPhone soffrono di un surriscaldamento anomalo e che è già in lavorazione un aggiornamento che dovrebbe risolvere la questione. Una questione che, almeno per quella che è stata la mia esperienza, ha mosso un clamore forse non del tutto giustificato. Non è il primo caso di un prodotto che, in determinate occasioni, si scalda eccessivamente; ancor di più se parliamo di smartphone giunti sul mercato da nemmeno un mese.

Basandomi sulla mia esperienza posso infatti divi di aver notato questo surriscaldamento solo in situazioni ben precise e, nelle quali, non è nemmeno così strano rilevare una temperatura sopra la media, specie considerando la gioventù del prodotto e il nuovo SoC probabilmente non ancora del tutto ottimizzato. Per farvi alcuni esempi il mio iPhone 15 Pro Max si scalda molto in corrispondenza di un intenso scambio di dati durante la ricarica, oppure giocando per diversi minuti a titoli abbastanza impegnativi, girando video abbastanza lunghi alla massima risoluzione e framerate, o ancora quando collegato a Carplay e allo stesso tempo all’alimentazione. Tutte situazioni in cui ho verificato più volte surriscaldamenti anche con altri smartphone. Nell’utilizzo classico di tutti i giorni non è uno smartphone che si scalda per nulla. Con questo non voglio negare un problema che è stato confermato anche da Apple ma semplicemente darvi un’idea reale di quello che è il problema nelle circostanze in cui l’ho verificato.

SCHEDA TECNICA IPHONE 15 PRO MAX

Detto questo siamo comunque di fronte ad un prodotto che andava bene e che va altrettanto bene anche in questa generazione; anzi, se vogliamo proprio fare i pignoli, parlando di prestazioni nude e crude ha anche guadagnato qualcosa sia dal punto di visto della CPU che, soprattuto della GPU. La CPU ha infatti lo stesso numero di core ma frequenze leggermente più alte, mentre la GPU ha guadagnato un core e il Neural Engine, pur restando a 16 core, raddoppia il numero di operazioni al secondo che è in grado di elaborare. Ci sono anche due GB in più di RAM, per un totale di 8, che comunque sono sempre apprezzati. Insomma, un buon salto in avanti se consideriamo tutto, anche se, nell’utilizzo di tutti i giorni restano differenze che non si notano.

Numeri a parte quello che è certo è che questo rimane uno smartphone reattivo in tutte le situazioni, veloce nell’aprire le applicazioni e anche nel passare da una applicazione all’altra. Non ho mai notato rallentamenti o incertezze, come del resto ci si aspetta da un prodotto top di gamma e sono davvero curioso di provare a giocare con i titoli tripla A di cui Apple ha mostrato le versioni beta in fase di lancio, specialmente Resident Evil. A questo proposito l’introduzione dell’accelerazione hardware per il Ray tracing gioca un ruolo fondamentale e potrebbe segnare davvero un punto di svolta per il gaming da iPhone.


Chiudo con due parole a proposito del reparto connettività. Anche in questo caso non ci sono grosse novità, Apple ha rinnovato l’accordo con Qualcomm per la fornitura dei modem e in fin dei conti le prestazioni sono del tutto paragonabili a quelle dello scorso anno. Il telefono ha una buona ricezione in tutte le situazioni, aggancia il segnale rapidamente, forse anche più di prima, e poi lo mantiene senza grossi problemi. A livello tecnico l’unica novità da segnalare è il passaggio da WiFi 6 a WiFi 6E, una piccola evoluzione che comunque lo tiene al passo con i tempi.

SOFTWARE E AUTONOMIA

Ed eccoci a parlare della componente software. A livello di sistema operativo parliamo ovviamente di iOS nella sua ultima versione, ovvero la 17. Non starò a elencarvi tutte le novità una ad una, lo abbiamo già fatto in questo articolo. Quello che posso dirvi è che, al momento, quelle più interessanti e importanti dal punto di vista dell’utilizzo di tutti i giorni sono forse la modalità Standby e, soprattutto il caricamento in background. Già, finalmente la maggior parte delle applicazioni permette di continuare a caricare file in background e terminare così le operazioni anche mentre si utilizza un’altra app o a telefono bloccato.


E come sempre chiudiamo con due considerazioni a proposito di autonomia. La batteria dentro a questo iPhone 15 Pro Max offre una capacità di poco superiore ai 4400 mAh, non un valore da record ma comunque leggermente superiore rispetto allo scorso anno. Poco importa sinceramente, perché la durata è comunque ottima e a tratti anche migliore di quello che mi sarei aspettato. Sentiamo spesso parlare di ore di schermo ma è un dato che, a mio parere, ha poco valore, perché anche restare fermi a contemplare la home screen conta come tempo in cui lo schermo è acceso, ma sicuramente impatta molto meno rispetto allo stesso tempo impiegato per scattare foto o girare video. Quindi quello che posso dirvi è che io sono sempre arrivato a sera senza problemi, anche con un 20-25% di batteria residua e anche in giornate particolarmente impegnative.

Ma voglio essere del tutto onesto, anche con questo tipo di autonomia, superato l’ostacolo rappresentato dalla porta lightning, mi sarei sinceramente aspettato una ricarica più rapida. Invece no, anche con la nuova USB-C la potenza massima in ingresso resta di 27W, che significa portare a termine una carica completa in circa un’ora e mezza. Sì, è vero, il 50% è raggiungibile in circa mezz’ora ma è ancora poco se paragonato ai 20 min necessari per caricare completamente altri prodotti. Anche qui, non dico che sia necessario arrivare a queste velocità, ma una via di mezzo sarebbe comunque gradita.

CONSIDERAZIONI

Ed eccoci al momento di tirare le conclusioni, e come sempre partiamo parlando di prezzi. Quest’anno con grande sorpresa di tutti non c’è stato il solito aumento di prezzo e anzi, iPhone 15 Pro Max costa addirittura meno dello scorso anno. Mi spiego meglio: il prezzo di partenza è lo stesso ma l’anno scorso i 1489 euro necessari per il modello con il taglio di memoria più basso vi portavano alla versione da 128GB, mentre ora il taglio di partenza è 256GB, versione che lo scorso anno costava 1619 euro. A parità di versione, quindi, c’è stato un taglio di prezzo di circa 130 euro.

Con questo non voglio ovviamente dire che iPhone sia diventato uno smartphone economico, assolutamente no, parliamo comunque di tanti soldi in valore assoluto. Quello che è certo, tuttavia, è che nonostante questo prezzo iPhone resta ancora uno dei prodotti più richiesti, se non il più richiesto in assoluto; e le classifiche di vendita parlano chiaro. A quanto pare quindi, per molti quello del prezzo non è un ostacolo, o comunque si trova il modo per digerirlo.

Senza parlare del fatto che, ormai, 1500 euro sono un prezzo quasi normale per un top di gamma. Le proposte della concorrenza arrivano con prezzi di listino molto simili e pur scendendo poi di prezzo molto in fretta hanno anche un valore residuo molto molto più basso rispetto agli iPhone. Rivendere tra un anno uno smartphone che vi regalano anche in bundle con lavatrici e televisori vi porta a recuperare spesso meno di un terzo del prezzo; al contrario di iPhone che, dopo un’anno di utilizzo, vi permette di riprendere tra il 70 e l’80% del valore del nuovo, a volte anche di più.

Ve lo consiglio quindi? Dipende, se arrivate da un 14 Pro Max direi di no, a meno che le novità legate all’USB-C non vi siano molto d’aiuto, arrivando da un 13 potreste iniziare a pensarci per via del gap in termini di fotocamere, dal 12 in giù, invece, direi proprio di sì, anche per sfruttare ancora un discreto valore dell’usato per recuperare qualcosa sul budget.

PRO E CONTRO

VIDEO

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(aggiornamento del 01 ottobre 2023, ore 07:55)



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Scritto da: redazione

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