
Dopo lo straordinario successo planetario di Barbie, Margot Robbie sembra sempre di più al centro dell’industria cinematografica ed è senza dubbio una delle star il cui futuro sul set appaia più roseo. Consapevole della propria bellezza e della propria sensualità, l’attrice, pur non rifiutando il nudo, ha una regola ferrea per certi tipi di scene.
Dopo avervi palato della scena ispirata a Lo Squalo ed eliminata in Barbie, torniamo a parlare della protagonista del film e della sua consapevolezza a proposito di quando accettare una scena di nudo in un’opera cinematografica.
L’attrice è stata spesso mostrata in momenti che ne esaltassero la sensualità e l’incredibile bellezza e, consapevole di come certi tipi di scene possano essere un’arma a doppio taglio ha affermato in un’intervista con il portale Yahoo!Movies di avere una regola tutta sua per considerare appropriata un’interpretazione.
Queste le parole della Robbie: “Se mi accorgo che un personaggio usa la sua femminilità e la sua sensualità come un’arma o uno strumento in maniera intenzionale, come in The Wolf of Wall Street, dove il mio personaggio indossa un abito corto per un motivo, e quella diventa la sua arma di scambio, la cosa mi dà una sensazione di potere. Quando la stessa sensualità viene usata senza quel livello di consapevolezza del personaggio, allora non mi piace molto”.
Quindi l’attrice ha continuato, parlando anche del suo ruolo come produttrice: “Anche se non stessi producendo, avrei comunque iniziato a far sentire la mia voce con queste opinioni. Sto iniziando a raggiungere l’età in cui, avendo lavorato nel cinema in modo abbastanza costante negli ultimi dieci anni, ho un’opinione e sono pronta a farla valere. Ma all’inizio sei così grato di avere un lavoro che a volte non vuoi agitare le acque”.
Parole consapevoli di un’attrice che sa di aver raggiunto lo status grazie al quale battersi per i propri valori non rappresenta più un rischio per la carriera futura, e a proposito di Margot Robbie e del suo modo di rappresentare il femminismo, vi lasciamo alla recensione di Barbie.
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