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Spettacoli

Danza, a Caracalla Gran Gala con Maia Makhateli e Jacopo Tissi

today17 Luglio 2023

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Ultimo appuntamento, nell’ambito del Caracalla Festival 2023, dedicato al balletto il 23 luglio (ore 21) con il Gran Gala di Danza. Unica per un evento molto speciale che vede impegnate le stelle ospiti, Maia Makhateli e Jacopo Tissi, e quelle del Teatro dell’Opera di Roma, le étoiles Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi e Alessio Rezza, i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo. Le musiche sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Alvise Casellati.

Da non perdere un altro spettacolo in programma la stessa sera, prima del Gala. Quello degli Allievi della Scuola di Danza, anche questa diretta da Eleonora Abbagnato, alle 19 al Teatro del Portico, nuovo spazio creato per il cartellone ‘Off’ del Festival, ricavato grazie alla riapertura del Tempio di Giove, tornato visitabile dopo decenni. Per il Gran Gala di Danza, dopo Roberto Bolle and Friends, il 23 giugno sul grande palcoscenico delle Terme arrivano altri due ospiti internazionali, Maia Makhateli e Jacopo Tissi. Sono proprio loro ad aprire la serata. Accompagnati dalle ballerine soliste e del Corpo di Ballo della Fondazione capitolina danzano il ‘Grand Pas’ dal secondo atto di Paquita, per la coreografia di Petipa ripresa da Eleonora Abbagnato e Gillian Whittingham.

Il programma, diviso in due parti da un intervallo, si compone poi di passi a due da ‘Il Corsaro’ firmato da José Carlos Martínez (interpreti Susanna Salvi e Alessio Rezza) e ‘Il lago dei cigni’ di Petipa (interpreti Maia Makhateli e Jacopo Tissi), dal pas de deux tutto al maschile da ‘Proust ou les intermittences du coeur’ di Petit, ripreso da Luigi Bonino (interpreti Michele Satriano e Giacomo Castellana) e dall’assolo di Alessandra Amato che danza ‘La morte del cigno’ di Michel Fokine, ripresa da Eleonora Abbagnato. Il gran finale è affidato alle note e al ritmo incalzante del Bolero di Ravel con la coreografia creata da Krzysztof Pastor nel 2012.

Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza, e la versione ballettistica che ha segnato la storia e ancora oggi si pone come un’icona è quella leggendaria di Maurice Béjart. Da sempre il Bolero è stato concepito ‘in cerchio’ generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico su cui danza un solista, donna o uomo, e gli altri ballerini tutti intorno. Pastor sceglie di usare un ampio spazio rettangolare e di affidare l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale che in questo caso è formata da Rebecca Bianchi e Claudio Cocino, con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia.

Lo spettacolo vede i costumi del Teatro dell’Opera di Roma firmati da Anna Biagiotti, quelli de ‘Il Corsaro’ sono di Francesco Zito, quelli del ‘Bolero’ di Tatjana van Walsum. Jean-Michel Désiré firma le luci. I video sono di Igor Renzetti. Il 23 luglio, ritornano dunque in scena gli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, dopo il Saggio Spettacolo del 15 luglio al Costanzi. Prima del Gran Gala di Danza, alle 19 presso il Teatro del Portico, i giovani danzatori saranno interpreti di due titoli, ‘Raymonda Suite’ da Marius Petipa e ‘Il carnevale degli animali’ di Davide Bombana. I brani coreografici che compongono la Suite di Raymonda sono ripresi dagli insegnati della Scuola Ioulia Sofina (‘Mazurca’ e ‘Danza ungherese’), e Ofelia Gonzalez e Pablo Moret (‘Grand pas classique’).

‘Il carnevale degli animali’ sulle musiche di Camille Saint-Saëns nella versione coreografica di Davide Bombana è la prima ad essere pensata per un pubblico giovane, con un importante messaggio ecologico. Amare e rispettare sempre gli animali e la natura. Il coreografo italiano, di chiara fama internazionale, evita ogni forma di astrazione e intellettualismo, rimane fedele alla concezione del divertissement pensata dal compositore e propone una serie di danze eterogenee in stile con atmosfere multiformi e colorate, volte a descrivere il mondo animale nella sua gioia istintiva e disordinata.



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Scritto da: redazione

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