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Cinema

i 5 stunt più folli di Tom Cruise nella saga

today8 Luglio 2023

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La lunga carriera di Tom Cruise ha consentito all’attore originario di Syracuse, comune dello stato di New York, di interpretare un’ampia varietà di ruoli sul grande schermo. Nonostante le sue numerose performance, negli anni il suo gusto per il brivido e l’azione ha preso sempre più il sopravvento, spingendolo ad accettare progetti di volta in volta più grandi e spettacolari. A differenza di molti suoi colleghi, però, Cruise ha sempre preferito girare personalmente le sue acrobazie, non esitando a lanciarsi in situazioni estreme che sfidano la sua stessa sicurezza, soprattutto quando si tratta della saga di Mission: Impossible. Quindi, in attesa dell’uscita dell’ultimo capitolo in sala, abbiamo deciso di raccogliere e raccontare i 5 stunt più audaci e fuori di testa a cui l’attore si è sottoposto fino ad ora, alzando sempre di più l’asticella dell’azione e dei rischi.

Basandoci sulla generale accoglienza che Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno sta ricevendo all’estero, in particolar modo sull’attuale punteggio di Mission Impossible 7 su Rotten Tomatoes (nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo), pare proprio che questa pellicola e saga abbiano ancora qualcosa da dire. L’attesa nei confronti del settimo film è stata più lunga che mai, ma le informazioni dal set di Mission Impossible 7 fanno proprio ben sperare.

L’estremo free climbing in Mission: Impossible 2

Tutti ricordano la leggendaria sequenza di apertura di Mission: Impossible 2, in cui vediamo Ethan Hunt, forse durante uno dei suoi giorni liberi o meno impegnati, scalare una parete rocciosa nello stato dello Utah con una tecnica di free climbing estremo.

A quanto pare, Cruise stesso ha insistito nel girare la scena senza l’ausilio di uno stuntman, spingendo il regista John Woo a filmarlo durante l’arrampicata. Dotato di grande forza fisica e, soprattutto nelle parti più estreme, di attrezzatura da arrampicata per garantire una minima sicurezza, l’attore ha affrontato una parete alta circa 600 metri, con la troupe che lo riprendeva anche a distanza ravvicinata tramite l’ausilio di un elicottero. Tutto è stato girato dal vivo sul posto, sfidando costantemente la sorte per creare una delle sequenze di apertura più iconiche nella storia del cinema. Stiamo parlando di un attore che ha sempre preferito mettersi in gioco anziché ricorrere agli effetti speciali al computer (CGI). Con premesse professionali del genere, possiamo aspettarci dal nuovo Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno?

Un volo fuori dall’aereo

Sempre in tema sequenze di apertura, non possiamo dimenticare quella di Mission: Impossible – Rogue Nation, in cui vediamo Hunt volare in cielo, rimanendo saldamente attaccato a un aereo militare. Esatto, nel celebre prologo di Rogue Nation del 2014, vediamo Tom Cruise prendere il volo aggrappato a un Airbus A400M che decolla e rimane in volo per alcuni minuti a una velocità incredibile.

In una situazione cinematografica “normale”, la scena sarebbe stata girata in uno studio con l’ausilio della CGI. Tuttavia, Cruise ha voluto farsi riprendere su un aereo reale durante il volo, utilizzando una cintura di sicurezza per rimanere saldo sul fianco del gigantesco aeroplano. Oltre alla preparazione fisica, l’attore ha dovuto indossare speciali lenti a contatto per proteggere i suoi occhi dalle forti raffiche di vento e dagli eventuali oggetti presenti nell’aria. Tutto ciò è stato fatto con estrema attenzione sia da parte della troupe che dell’equipaggio nell’aereo, modellando l’azione attraverso un impegno e concentrazione assoluti, così da garantire un volo breve il più sicuro possibile, evitando di mettere Cruise in situazioni pericolose.

Lo Spider-Man arabo

Nel contesto degli stunt più audaci pre Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, dobbiamo necessariamente menzionare la leggendaria scalata del Burj Khalifa, l’enorme grattacielo nella città di Dubai.

Alto circa 800 metri, questo palazzo è stato il set di una sequenza memorabile presente in Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, che rimarrà nella storia. Nella scena in questione, vediamo Tom Cruise lanciarsi lungo la facciata del gigantesco edificio senza l’uso di controfigure. Nella realtà, è stata concessa alla troupe l’autorizzazione per girare direttamente sulle vetrate dell’edificio. L’attore si è arrampicato utilizzando un’apposita imbracatura installata sulla superficie, che gli ha consentito di muoversi per oltre 500 metri. Prima delle riprese, Cruise ha seguito un intenso addestramento per padroneggiare le tecniche necessarie all’arrampicata del grattacielo. Oltre a salire, l’attore ha girato anche scene in cui lo vediamo scendere con la tecnica della corda doppia. Si dice che l’imbracatura fosse così stretta da spingere l’attore a lamentarsene più volte. Il risultato? Una scalata che rimarrà nella memoria del cinema e degli sport estremi, e un impegno per i propri progetti difficilmente riscontrabile altrove. L’altissimo rischio di queste immagini si percepisce sia sul piccolo che sul grande schermo, regalando sensazioni difficilmente replicabili altrove.

Acquaman?

In Mission: Impossible – Rogue Nation, non vediamo solo Cruise volare, ma anche immergersi nelle profondità subacquee in una scena che molti dei suoi colleghi avrebbero probabilmente evitato. Poiché nella trama del film Hunt deve aprire le porte di un caveau sottomarino, si è deciso di creare il set in grafica al computer, ma l’attore ha comunque affrontato le riprese nel modo più realistico possibile in quelle circostanze.

Tom Cruise si è quindi sottoposto a un addestramento militare mirato ad aumentare le sue capacità di apnea, attraverso esercizi di respirazione che riducono la frequenza cardiaca. Grazie a un allenamento prolungato, è riuscito a mantenere la respirazione per circa 6 minuti. Con una preparazione del genere e un tuffo di circa 36 metri, l’attore si è impegnato al massimo per rendere credibile l’azione davanti alla telecamera. Le riprese sono state realizzate in una piscina alta circa 6 metri, con Cruise che sfruttava al massimo i suoi polmoni e la forza fisica scena dopo scena, con il regista del film che aveva poco tempo a disposizione per girare sul set.

Ma… era tutto vero?

Parlando di acrobazie cinematografiche pericolose, audaci e impossibili, in attesa di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno, non possiamo dimenticare il salto Halo (High Altitude Low Opening) in Mission: Impossible – Fallout. Nel film del 2018, vediamo Ethan Hunt impegnato in un lancio da un aereo militare con l’obiettivo di infiltrarsi a un evento in corso a Parigi. Dato il livello di pericolosità della scena, nessuno si sarebbe mai aspettato che Tom Cruise avrebbe optato per un vero lancio Halo, coinvolgendo anche la macchina da nella sequenza di caduta libera.

Quindi, il salto folle e pericoloso è stato effettivamente reale e quello che vediamo nel film è l’attore che si lancia da un’altitudine di oltre 5000 metri, precipitando nel vuoto. Stiamo parlando di una sequenza che cerca di reiterare una tecnica di lancio prettamente militare, richiedente un addestramento apposito, forse simile a quello seguito da Cruise per il film, utilizzando una galleria d’aria. Per realizzare al meglio il lancio Halo di fronte alla telecamera, l’attore ha effettuato circa un centinaio di lanci indossando un casco che gli consentiva di respirare e di esprimersi al massimo durante l’intera sequenza.



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Scritto da: redazione

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