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Sostenibilità

Il valore strategico del modello italiano “bioplastiche compostabili-raccolta dell’umido” necessita di interventi istituzionali

today7 Luglio 2023

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In Italia il modello integrato “bioplastiche compostabili-raccolta dell’umido” è un’eccellenza ma il futuro è a rischio se le istituzioni italiane ed UE non ne riconoscono il valore strategico. E’ quanto emerso dal IX Rapporto sulla filiera italiana delle bioplastiche compostabili presentato a Roma, all’Ara Pacis, durante il convegno organizzato da Assobioplastiche, Consorzio Biorepack e CIC (Consorzio Italiano Compostatori).

Il settore delle bioplastiche compostabili continua a crescere, con volumi, fatturato e occupazione in aumento. Aumenta anche il tasso di riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile, la copertura della popolazione e i compensi economici riconosciuti ai comuni. Tuttavia, aumentano di pari passo anche le attività illegali e i prodotti “riutilizzabili”, e preoccupano non solo le direttive contrastanti dell’UE, ma anche il dumping dei prodotti asiatici e l’assenza di leggi italiane capaci di sostenere un modello altamente innovativo.

Biorepack quest’anno porta un dato di riciclo superiore al 60%, ma dobbiamo migliorare la qualità dell’umido per migliorare ulteriormente i nostri dati di riciclo” ha detto Marco Versari, Presidente di Biorepack – “I materiali che entrano negli impianti di trattamento sono tanti ma ci sono troppi scarti, questo non è dovuto al fatto che questi materiali non sono trattabili, il problema è la qualità del materiale che arriva: se l’organico non è “pulito” va separato. Più l’organico è sporco, più diventa inefficiente il riciclo”.

Il settore delle bioplastiche riveste un ruolo fondamentale nella crescita della bioeconomia circolare, in cui l’Italia è leader a livello continentale. Il valore di questo modello integrato, dalla produzione di biopolimeri compostabili al riciclo organico e al trattamento nelle piante di compostaggio, risiede nei numeri presentati nello studio condotto da Plastic Consult, secondo i quali, nel 2022 l’industria delle plastiche biodegradabili e compostabili ha prodotto 127.950 tonnellate di prodotti compostabili (+2,1% rispetto al 2021, con un tasso di crescita del 226% in 10 anni), generando un fatturato totale di 1,168 miliardi di euro.

Nonostante i risultati positivi che caratterizzano tutte le fasi del processo produttivo, emergono segnali di preoccupazione per il futuro del settore. Nel prossimo periodo, è prevista una contrazione della produzione industriale di manufatti compostabili a causa della diminuzione dei consumi e della riduzione della spesa delle famiglie. La situazione esterna, che favorisce la ricerca del prezzo più basso, stimola anche l’aumento delle attività illegali.

“L’industria è la soluzione” ha detto Luca Bianconi, Presidente di Assobioplastiche, che, in un appello congiunto con Biorepack e CIC (Consorzio Italiano Compostatori) chiede maggior attenzione da parte delle istituzioni e un codice Ateco che riconosca il settore delle bioplastiche, ma anche l’aumento dei controlli e delle sanzioni per avere un monitoraggio del territorio più preciso.



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Scritto da: redazione

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