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Cinema

una perla animata imperdibile su Netflix

today5 Luglio 2023

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Ci sono racconti che soltanto l’animazione può portare in vita, questo è poco ma sicuro. E non è tanto una questione di cosa si intende raccontare, quanto del mood generale e delle piccole meravigliose idee che possono costellare un prodotto – e che in fondo lo distinguono dall’agguerrita concorrenza. Ad esempio, Across The Spider-Verse (qui potete recuperare la nostra recensione di Spider-Man Across The Spider-Verse), così come il suo capostipite, non sono per forza storie che una grande produzione in live-action non potrebbe onorare, sebbene sia evidente quanto una direzione artistica eufemisticamente illuminata abbia alla fine dei conti fatto la differenza. Però Nimona, il nuovo sorprendente film di Netflix basato sull’omonima graphic novel di ND Stevenson, rappresenta invece l’esempio lampante di un qualcosa che perderebbe totalmente la sua identità qualora abbandonasse il piano animato – tra l’altro un tema al giorno d’oggi molto caldo a seguito del primo trailer di One Piece sempre ad opera di Netflix.

Cosa rimarrebbe di Nimona senza le continue espressioni over-the-top e le trasformazioni bizzarre e colorate della protagonista? O della sua peculiare ambientazione? Della mitologia che vuole mettere in campo? Non si tratta solo di budget elevato o meno, di un cast selezionato attentamente o del regista giusto, ma di opere nate in maniera talmente stringente con un certo medium da dimostrarsi impossibili da trasporre senza venire snaturate.

Torna nelle tenebre da cui provieni!

Ma di cosa parla Nimona? Tanto tempo fa, un regno viveva in pace e serenità finché non è stato improvvisamente attaccato da un terribile mostro che solo l’intrepida paladina Gloreth riuscì a sconfiggere. Per far sì che un’evenienza del genere non si ripetesse mai più, decise di creare un corpo d’élite composto da valorosi cavalieri, i cui eredi avrebbero continuato a proteggere il regno.

Dopo un numero imprecisato di secoli e generazioni, tuttavia, questa tradizione sta per ricevere una scossa dalle fondamenta: l’attuale regina, infatti, ha deciso di conferire l’opportunità di divenire cavaliere ad una persona qualunque, premiandone il coraggio e abilità indiscusse. Durante la cerimonia di investitura, però, la spada del prode Ballister si rivela essere un’arma mortale che uccide la regina e il nostro eroe deve assolutamente trovare il modo di scagionare il suo nome. L’unico aiuto su cui può contare? Un’eccentrica ragazzina spinta da una decisa voglia di anarchia e distruzione che crede sinceramente di aver trovato in Ballister un villain con cui allearsi. Naturalmente l’aspetto che subito salta all’occhio è lo stile animato, che in realtà a prima vista non cattura tanto lo spettatore. Intendiamoci, è ben lungi dal risultare spiacevole o poco riuscito, bensì semplicemente sembra privo di guizzi particolari o una forte identità. Insomma, quelle caratteristiche per cui si può individuare con sicurezza un film o una serie animata guardando anche solo un frame generico. Una percezione che viene totalmente annichilita quando si esce dalla rapida fase introduttiva e i personaggi – specialmente Nimona – iniziano a prendersi le luci della ribalta. Qui cambia tutto poiché è evidente che gli sforzi degli animatori siano stati indirizzati verso le espressioni facciali dei protagonisti, che accompagnano alla perfezione il tono scanzonato ed esagerato della produzione.

La stessa Nimona in ciò si dimostra una star senza rivali: è una gioia per gli occhi vedere ogni sua singola espressione, dalla voglia di distruggere e scatenare caos ai momenti più squisitamente drammatici. Allora lo stile del film Netflix assume una sua dimensione di senso che non può che conquistare ed intrattenere allo stesso tempo; passerà davvero pochissimo tempo da una sensazione di dubbio ad urlare “Metal!” insieme alla protagonista dopo scene di distruzioni selvagge o innocenti torture psicologiche. Ma sotto una patina brillante, Nimona funziona? Assolutamente sì. Certo, non aspettatevi nulla di anche solo vagamente rivoluzionario, è un prodotto che si inserisce con una sensuale naturalezza nel filone degli action-adventure alla base molto caciaroni che nascondono delle lezioni di vita universali e commoventi.

E ne mantiene salde le fondamenta rielaborandole a modo suo, più che altro distinguendosi grazie ad una leggerezza e rapidità dell’intreccio che, in un mercato assalito da lungometraggi alla ricerca ossessiva di superare – e non di poco – le 2 ore, dà una decisa ventata d’aria fresca. Ed ogni riferimento alla nostra recensione di Indiana Jones e il Quadrante del Destino è puramente voluto, ma è soltanto il caso più recente. Di conseguenza Nimona con la sua formula mordi e fuggi, con il suo ritmo infernale e con il suo susseguirsi senza soluzione di continuità di set pieces e sequenze d’azione incarna magistralmente l’essenza della sua protagonista e si eleva a strabiliante divertissement. Nessun momento si trattiene più del necessario, nessun dialogo è artificiosamente allungato e l’intrattenimento non può che beneficiarne su ogni livello.

Messaggi universali e problemini di contorno

Ma soprattutto Nimona dimostra che la caratterizzazione dei personaggi, perlomeno in questa tipologia di film ovviamente, non deve passare necessariamente da lunghe sequenze statiche di dialogo e che persino un inseguimento può celare molto del loro carattere. Ciò non vuol dire che la sceneggiatura manchi di profondità, anzi: l’intera storia, con i suoi plot twist, non è altro che una gigantesca metafora sull’accettazione del diverso in qualunque sua forma e una denuncia lapalissiana dei pregiudizi che accompagnano l’ignoranza. Come già detto, una lezione universale di sottofondo che ogni buon fantasy dovrebbe sempre incorporare con sé e sviluppata con la giusta cura, evitando posizioni di superiorità o una rappresentazione troppo scolastica e banale del tema. Parliamoci chiaro, non vi ritroverete mai a pensare che il film vi voglia insegnare a tutti i costi una lezione, è tutto molto naturale e scorrevole.

Nimona allora manca il bersaglio più che altro negli elementi di contorno, in primis questa ambientazione futuristica-medievaleggiante fascinosa ma che non viene spiegata benissimo. C’è qualcosa di fastidiosamente incoerente nel vedere cavalieri con armature e spade e poi armi di distruzione di massa non in mano ai difensori, oltretutto in un regno che ha a cuore sopra ogni cosa la sua sicurezza. Oppure è altrettanto evidente che i personaggi secondari siano semplici macchiette che incarnano stereotipi e nulla più. Era chiaro che, con un minutaggio e un ritmo del genere, qualcosa doveva essere sacrificato sull’altare dell’intrattenimento e si potevano compiere scelte di gran lunga più problematiche, ma l’amaro in bocca un po’ rimane.

Il vero villain stesso poteva essere approfondito ulteriormente; ha davvero troppo poco spazio su schermo, per quanto sia mirabilmente funzionale al tipo di storia che Nimona vuole raccontare, rappresentando la chiusura ideale di un cerchio. Ma nonostante qualche mancanza da smussare, la proposta animata di Netflix resta una perla da non perdere.



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Scritto da: redazione

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