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Tecnologia

Recensione MSI GeForce RTX 4060 Ventus Black 2X: la nuova GPU entry level di Nvidia

today28 Giugno 2023

Sfondo
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Con la recensione della Nvidia GeForce RTX 4060 entriamo nel vivo di una famiglia di schede di fascia medio bassa che da diverse generazioni domina la classifica hardware di Steam e che torna in campo con un modello pensato per il gaming, a differenza della variante da 16 GB della RTX 4060 Ti, per quanto comunque utilizzabile per la creazione di contenuti.

Nello specifico il nuovo modello entry level Nvidia punta a farci giocare 1080p a oltre 60 FPS con le impostazioni al massimo, facendo leva sul nuovo upscaling DLSS 3 per mantenere questa promessa con i titoli più pesanti. D’altronde la tecnologia di upscaling basata sull’intelligenza artificiale è un punto fermo dell’offerta Nvidia che ha ribadito ancora una volta come il 79% degli utenti in possesso delle nuove RTX 4000 sfrutti usi il DLSS. Inoltre il pacchetto include nuovi core dedicati al ray tracing, a quanto pare attivato dall’83% dei possessori delle GeForce di ultima generazione.

Il potenziale problema di questo modello, lo diciamo subito, riguarda un incremento in potenza bruta leggermnte più alto quello della RTX 4060 Ti rispetto alla generazione precedente, di poco più del 20%, che fa il paio con gli stessi 8 GB di memoria video che preoccupano in termini di longevità. Ma il prezzo più accattivante, pur corrispondendo a prestazioni inevitabilmente inferiori, risulta più commisurato a una scheda di questo genere che, tra l’altro, vanta consumi contenuti. Potrebbe quindi risultare più appetibile per chi punta a una configurazione budget.

INDICE

NVIDIA GEFORCE RTX 4060 – CARATTERISTICHE TECNICHE

Piccola e tutta ventole sul frontale, la MSI GeForce RTX 4060 Ventus Black 2X è il modello protagonista della nostra recensione della nuova proposta entry level Nvidia, una scheda video con dicitura MSPR che in mancanza di una Founders Edition garantisce prezzi e consumi aderenti alle specifiche stabilite da Nvidia, pur concedendosi un pizzico di overclock.

Alla base della RTX 4060, che con 335 euro risulta leggermente più economica della RTX 3060 al lancio, c’è una versione castrata del chip AD106 già messo alla prova con la RTX 4060 Ti, in questo caso limitato a 18.9 miliardi di transistor contro i 22.9 miliardi della scheda di fascia superiore. Ed è una scelta sensata visto il gran numero di CUDA core in meno che passano da 4532 a 3072, con un calo del 32% e una potenza FP32 che scivola da 22.1 a 15 TFLOP.


I numeri parlano chiaro. Rispetto ai 13 TFLOP della RTX 3060, il salto prestazionale in termini di calcoli dedicati agli shader è proporzionale a quello visto con la RTX 4060 Ti ed è, di conseguenza, decisamente contenuto. Le ottimizzazioni dell’architettura Ada Lovelace, come risulta evidente dai grafici, garantiscono incrementi più importanti in ambito professionale, soprattutto nel caso di V-Ray e Blender, ma parliamo di una scheda da gioco che ha come obiettivo evidente, come nel caso del modello superiore, quello di contenere il prezzo per fare presa sull’ampio bacino d’utenza di questa fascia. Da qui gli stessi 8 GB di memoria su bus a 128-bit della RTX 4060 Ti che anche in questo caso limitano i margini di manovra della scheda.

Contenere l’evoluzione in funzione del prezzo, lo sappiamo bene, è tutt’altro che esaltante, ma poco importa che gli aumenti siano frutto di speculazione, inflazione, crisi e quant’altro. Qualsiasi sia la verità a cui vogliamo credere, i prezzi si sono fatti più alti e a pagarne lo scotto più caro sono inevitabilmente i modelli di fascia medio bassa e bassa, caratterizzati da volumi più grandi ma margini per singolo pezzo minori. Non è però il caso di accantonare con troppa fretta il bagaglio di tecnologie delle nuove GeForce.

I transistor a 5 nanometri, tanto per cominciare, corrispondono a un miglioramento netto nei consumi, evidente da un TGP di 115W contro quello da 170W della RTX 3060. Inoltre sul piatto, restando nell’ambito delle tecnologie più rilevanti, ci sono gli RT di core di terza generazione, che garantiscono un incremento netto delle prestazioni relative al ray tracing, e i Tensor core di quarta generazione che sono funzionali al DLSS 3.


La nuova versione dell’upscaling Nvidia deve comunque fare fronte ad alcune incertezze, come nel caso della vegetazione e di un incremento relativamente contenuto del frametime, ma su uno schermo PC da scrivania garantisce comunque una resa ottima anche laddove l’implementazione è imperfetta. Inoltre in questa nuova versione ha a disposizione la tecnologia DLSS Frame Generation che, esclusiva delle RTX 4000, offre un balzo prestazionale netto rispetto al DLSS 2. Detto questo, non perdiamo tempo con le informazioni già note per concentrarci sullo specifico modello in oggetto.

Come anticipato, la MSI GeForce RTX 4060 Ventus Black 2X è una versione base dal prezzo consigliato di 335 euro che non si concede qualsivoglia illuminazione e si accontenta di un backplate in plastica, anche se di buona qualità e con un azzeccato effetto spazzolato. Ma non rinuncia a qualche dettaglio sfizioso come nel caso dei rinforzi agli angoli, monta due grosse ventole e offre un pizzico di overclock nonostante dimensioni decisamente contenute. Con poco più di 20 centimetri di lunghezza 4 di spessore, infatti, è senza dubbio adatta a configurazioni compatte.

PIATTAFORMA DI TEST

Hardware

  • Schede grafiche:

    • NVIDIA GeForce RTX 4090 FE
    • NVIDIA GeForce RTX 4080 16GB Aero OC (custom Gigabyte)
    • NVIDIA GeForce RTX 4060 Ti DUAL OC (custom ASUS)
    • NVIDIA GeForce RTX 4060 Ventus Black 2X (custom MSI)
    • NVIDIA GeForce RTX 3090 Ti (custom Zotac)
    • NVIDIA GeForce RTX 3090 (custom MSI)
    • NVIDIA GeForce RTX 3080 12GB LHR Suprim X (custom MSI)
    • NVIDIA GeForce RTX 3080 FE
    • NVIDIA GeForce RTX 3070 Ti FE
    • NVIDIA GeForce RTX 3070 FE
    • AMD Radeon RX 6900 XT
    • AMD Radeon RX 7900 XT

  • Processore: AMD Ryzen 9 7950X3D 4,2 GHz base clock (5,7 GHz single core)
  • Dissipatore: Arctic Liquid Freezer II 280 mm
  • Scheda madre: ASUS ROG Crosshair Hero X690e
  • Memorie: Kingston FURY DDR5 – 32GB / 6000 MHz / CL40
  • Storage SSD: Corsair MP600 PRO LPX 2TB
  • Alimentatore: Corsair RM1000x 1000W
  • Driver: NVIDIA GeForce Game Ready 536.20
  • Sistema Operativo: Windows 11 Pro

Software

  • Test 3D sintetici e giochi (raster+ray tracing):

    • 3DMark Firestrike Ultra
    • 3DMark Time Spy e Time Spy Extreme
    • Horizon Zero Dawn – Ultra
    • Shadow of The Tomb Rider – Ultra
    • Metro Exdodus Enhanced Edition – Ultra
    • Assassin’s Creed Valhalla – Ultra
    • Watch Dogs: Legion – Ultra
    • Far Cry 6 – Ultra
    • Red Dead Redemption 2 – Ultra
    • Cyberpunk 2077 – Alto

  • Giochi con DLSS 3.0:

    • Diablo IV
    • Cyberpunk 2077
    • Returnal
    • F1 22

  • Test di Calcolo – Produttività – Rendering – Ray Tracing:

    • GPUPI – Calcolo 32 Miliardi / 20 istanze
    • Geekbench 5 GPU Benchmark – CUDA e Open CL
    • Blender 3.3
    • Indigo Benchmark
    • Octane Benchmark
    • V-Ray – Benchmark CUDA e Ray Tracing

TEMPERATURE – RUMOROSITA’ – CONSUMI – OVERCLOCK

Lavorando a 2775 MHz di frequenza piuttosto stabile in gioco, la RTX 4060 di MSI consuma in media 113 W, superando con i nostri titoli la media stimata da Nvidia dai 110W. In entrambi i casi, però, parliamo di valori vicini al TGP di 115W che può essere superato, con picchi di 117W, passando dalla risoluzione 1080p al 1440 e al 4K. Inoltre non risulta possibile aumentare i margini di alimentazione, almeno con gli strumenti convenzionali. Ma questo fattore, come vedremo, non preclude discreti margini di overclock.


Messa sotto torchio con lo stress test di Furmark la GPU frena, trovandosi limitata dal raggiungimento del TGP, ma ci da modo di valutare la rumorosità con le ventole al 56%, la più bassa registrata con 35 decibel. In gioco e nei benchmark, infatti, raggiunge il 59% dei giri e 36 decibel di rumorosità che non sono certo elevati, ma non sono nemmeno particolarmente bassi considerando che parliamo degli stessi valori della RTX 4060 Ti custom OC da tre ventole presa come riferimento per i nostri test. Una scheda che tra l’altro risulta più silenziosa, come evidenzia il grafico dedicato alla rumorosità di sistema, con le ventole spinte all’80% e al 100%.


In quanto a dissipazione, il quadro è leggermente peggiore di quanto avremmo sperato. Non solo la rumorosità è più alta del previsto, ma lo sono anche le temperature, superiori a quelle della summenzionata RTX 4060 Ti nonostante il calo di CUDA core, consumi e frequenze. Ma parliamo comunque di una scheda che nell’uso normale non risulta particolarmente rumorosa, anche se con alcuni giochi e benchmark abbiamo riscontrato qualche accelerazione improvvisa delle ventole fino a oltre l’80% della velocità, con picchi di rumorosità di 44 decibel.


Il comportamento non del tutto lineare di questo modello della RTX 4060, va detto, non sembra nascondere alcun problema preoccupante ed è probabilmente frutto di qualche piccola incertezza di natura software. Non abbiamo infatti incontrato difficoltà nell’aggiungere 150MHz di frequenza alla GPU, cosa che si è tradotta nel passaggio da 2775 MHz di frequenza massima in gioco a 2895 MHz piuttosto stabili. Inoltre abbiamo aggiunto 1500MHz di frequenza alla memoria video, portandola così a 20 Gbps.


Nei nostri test in overclock le ventole sono rimaste al di sotto del 60% della velocità e la temperatura della GPU intorno ai 70 gradi, mentre le prestazioni sono salite del 7%. Non male vista l’impossibilità con questo modello MSRP di aumentare l’alimentazione che si ferma quindi a 115W, con un margine di appena 2W rispetto al consumo tipico in gioco in modalità stock.

PRESTAZIONI IN GAMING E PRODUTTIVITA’

Paradossalmente, forse grazie alla minore pressione sulla memoria video, la RTX 4060 risulta leggermente superiore alla RTX 4060 Ti in termini di banda disponibile per quanto riguarda i benchmark dedicati a crittografia e transcodifica. Ma si tratta di casi isolati. Nel resto dei test si fanno sentire chiaramente i CUDA core in meno rispetto alla 4060 Ti, più veloce della sorella minore del 22.5% in Blender e del 25-28% nei test 3DMark. Stacco netto, quindi, anche se inferiore rispetto all’effettiva differenza in termini di CUDA core.




Si fa invece più ampio il divario nei calcoli CUDA e OpenCL, laddove contano sia i core che le frequenze, dove la RTX 4060 arriva a toccare il 42.5% di prestazioni in meno rispetto alla RTX 4060 Ti, piazzandosi effettivamente tra il 12 e il 15% al di sopra della 3060. Da notare, invece, come la differenza in negativo in V-Ray 5 rispetto alla sorella maggiore sia esigua, aggirandosi intorno al 10%.




Lato gaming partiamo come di consueto dalla batteria alla risoluzione della scheda, con tutte le tecnologie attive. RTX al massimo, quindi, e DLSS laddove disponibile. In questo caso abbiamo preso quattro giochi con DLSS 3, uno con DLSS 2 e uno senza l’ausilio di upscaling, ma con ray tracing attivo, in modo da valutare diverse combinazioni.



Il DLSS 3 è una tecnologia che garantisce un boost importante, per quanto funzioni meglio con schede in grado di offrire una base di FPS in risoluzione più elevata, ad esclusione di Returnal, presumibilmente frenato dal processore. In questo caso il guadagno è esiguo e non vale la candela. Diversa la questione Cyberpunk 2077, il pezzo forte della batteria, che gira ben oltre i 100 FPS con ray tracing in modalità folle.

Passiamo ai test in rendering nativo in 1440p e 4K, utili non solo per valutare i limiti della scheda, ma anche per liberarla dal giogo della CPU e valutarne potenza effettiva e limiti. Ed ecco che si palesa qualche scivolone in risoluzione 1440p che talvolta diventa un crollo delle prestazioni in 4K, come già visto con la RTX 4060 Ti, a evidenziare i limiti del comparto VRAM. Non a caso anche questo modello è pubblicizzato dichiaratamente per il 1080p e questo nonostante, pur risultando tra il 20% e il 28% inferiore rispetto alla sorella maggiore, sia evidentemente in grado di misurarsi con la risoluzione 1440p.

Per quanto riguarda il ray tracing, quando questo è utilizzato in una misura importante determina inevitabilmente un impatto elevato sulle prestazioni ed evidenzia ulteriormente i limiti della memoria video, gli stessi della RTX 4060 Ti che proprio per questo si ritrova in alcuni casi in 4K paradossalmente affiancata dalla sorella minore, ma la combinazione tra le capacità complessive della scheda e gli RT core di terza generazione consentono di raggiungere comunque buoni risultati in 1440p. Fanno ovviamente eccezione Cyberpunk 2077, comunque giocabile, e Watch Dogs: Legion che la spunta solo grazie all’uso del DLSS 2.

CONSIDERAZIONI

In potenza bruta la Nvidia GeForce RTX 4060 offre un salto in avanti rispetto alla generazione paragonabile a quello della RTX 4060 Ti, ma in forza della potenza minore sembra soffrire meno del limite di memoria, arrivando con alcuni giochi a superare abbondantemente il 20% di prestazioni in più rispetto alla RTX 3060. Con alcuni titoli, invece, il divario rispetto al modello analogo della generazione precedente risulta esiguo a fronte di un incremento medio che può essere stimato intorno al 15%. Limitato quindi, anche se leggermente superiore a quello visto con la RTX 4060 Ti.

In tutto questo, però, va considerato come la RTX 4060 non sia una scheda pensata per un upgrade intergenerazionale. L’obiettivo della strategia Nvidia sono gli utenti con schede come la RTX 2060, tra l’altro lanciata con un prezzo di 375 euro, e non i possessori di una RTX 3060, a meno che questi ultimi non siano fortemente interessati a ridurre i consumi, che con questa nuova GPU calano in modo decisamente importante, o al DLSS 3.

D’altronde, come per la sorella maggiore, l’avanzato upscaling Nvidia rappresenta il punto di forza maggiore rispetto alla generazione passata garantendo fino al 70% di prestazioni in più, per quanto anche gli RT core di nuova generazione abbiano un peso nei benchmark e nei titoli che comprendono il ray tracing e vedono incrementi prestazionali superiori. Ma resta anche il punto debole principale: gli 8 GB di memoria con bus a 128-bit che in questo caso, tra l’altro, sono leggermente più lenti con 17 Gbps di velocità.

Complici le varie ottimizzazioni che compensano una banda passante effettiva piuttosto bassa, sono comunque sufficienti per giocare in Full HD e, lo abbiamo visto, possono essere spinti in overclock fino a 20 Gbps senza problemi, ma mettono comunque un po’ di paura guardando al futuro.


Di fronte alla memoria è inevitabile una certa dose di scontento, ma è un sentimento che deve fare i conti con l’inflazione galoppante e con un modello che è senza dubbio in grado di misurarsi con il 1080p a 60 FPS senza compromessi, escluso il DLSS nei titoli che fanno un uso massiccio del ray tracing, e che può dare comunque soddisfazioni in 1440p. Il tutto a fronte di consumi decisamente ridotti e di un prezzo sensibilmente inferiore a quello della sorella maggiore che rende più digeribile il quantitativo di memoria ridotto.

Grazie a tutto questo risulta preferibile rispetto alla RTX 4060 Ti per una configurazione budget e va a insidiare anche la 6700 XT che è dotata di più memoria, ma perdendo il vantaggio del prezzo sente il peso di prestazioni complessivamente inferiori, della mancanza del DLSS 3 e di consumi che arrivano a 220W di media.



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Scritto da: redazione

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