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Food

Cocaina, sonniferi e il cornicione al nono piano: inferno e ritorno del ‘pizza chef’ Bonci

today16 Maggio 2023

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Il “Michelangelo della pizza” celebrato in tutto il mondo era arrivato al vertice. Tutto furioso, veloce, con pressioni estreme. Storia di un crollo e di una rinascita

Foto da Shutterstock e Instagram

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Se dici Chef’s Table e Pizza Hero capisci subito che si parla di lui. Di come ha reinventato con grande successo l’arte della pizza (anche al taglio) fino a contribuire a conquistare due stelle Michelin ed essere celebrato all’estero, a cominciare dal ritratto tutto devozione ammirata che Vogue America fece di lui. Gabriele Bonci è diventato “the pizza chef” e ha saputo meritarsi tanta fortuna. Fino ad entrare nella spirale dell’autodistruzione. Ora che ne è fuori con ancora tutti i lividi addosso, Bonci ha accettato di parlarne in una intervista senza filtri, nel podcast One More Time con Luca Casedei. E’ il racconto di un sopravvissuto: “Non ho paura della morte, ci ho giocato tantissimo”. ll momento più estremo, su un cornicione.

A qualche centimetro dalla morte

Racconta Gabriele Bonci: “Ho mangiato sonniferi e mi sono messo a dormire su un cornicione al nono piano. Ringraziando dio la mattina stavo ancora lì,  se appena mi fossi girato avrei fatto un volo di nove piani”. E’ stato quell’episodio limite a spaventarlo così profondamente da fargli pensare che era arrivato il momento di tornare indietro, di ripendere in mano la sua vita. Il pizza chef Bonci si era fatto notare già nella trattoria di famiglia a Cupramontana, appassionandosi da subito all’arte della panetteria e della pizza. Da studente scolastico aveva già l’amore per il buon cibo e si era organizzato le sue soste per mangiare supplì, polpette e risotto. Per darsi alla cucina e cominciare a lavorare in una trattoria in Abruzzo dovette lottare con la contrarietà dei genitori. Ma il carattere determinato e ribelle c’era già, il successo era solo questione di tempo.

La grande ascesa internazionale

Prima parentesi internazionale a Londra, poi il ritorno di Gabriele Bonci appena maggiorenne a Roma per lavorare al Convivio, contribuendo a conquistare due stelle Michelin. Quindi il perfezionamento alla scuola di cucina e la decisione di darsi al suo grande amore: la pizza. Nel 2003 l’apertura di Pizzarium Bonci, quartiere Prati, a due passi dal Vaticano, un locale subito diventato “cult” e benissimo recensito e segnalato da Vogue, The Atlantic, con l’ammirazione di firme come Kristin Grill e Matt Goulding. Arriva il nomignolo di “Michlangelo of Pizza” e l’acclamazione per la sua “piccola grande rivoluzione nella pizza e panetteria”. Da lì l’apertura di un locale a Chicago, la fama internazionale, le apparizioni come ospite di manifestazione e giudice tv di Bake Off Italia. Tutto e tanto, subito, col turbo. Troppo. Bonci comincia a raccontare di quanto la pressione per sostenere il suo personaggio pubblico stesse diventando insostenibile. La decisione di ritirarsi in campagna e vivere come un contandino, ma nel mentre il demone tossico lo aveva già catturato.

La caduta e il ritorno

Dai guadagni ricchi all’arrivare a stento a fine mese (“oggi guadagno 3mila euro e ne spendo 2mila di affitto) con una rottura sentimentale importante, quella con la persona che ancora si occupa di amministrare la sua attività. Di mezzo ci sono i figli, i segni lasciati dallo stress e dagli abusi di cocaina, un infarto sei anni fa. Una situazione “devastante anche per chi sta vicino a te”. Ma chef Bonci fa capire che sono le tensioni sulla gestione dei ricavi della sua attività a non permettergli di avere i guadagni che potrebbe. Ma questo è un tentativo di rinascita: “Sono sobrio da un anno e tre mesi, combatterò alla morte quella sostanza”. La ripartenza (“sono un embrione”) si basa su tre pilastri: “L’agricoltura, il sociale e l’ambiente”. 

 

 

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Scritto da: redazione

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